Inter-Torino, in campo anche politiche societarie differenti

Inter-Torino, in campo anche politiche societarie differenti

Matchday / La differenza non è solo in campo, ma anche dietro le scrivanie: e i debiti del club di Thohir non danno sicurezza

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Cairo, Torino

Inter-Torino non è soltanto una sfida in campo tra due squadre che stanno vivendo momenti assai differenti l’una dall’altra, ma anche il confronto diretto di due politiche societarie opposte, figlie di filosofie di calcio profondamente differenti.

L’Inter, infatti, si basa sulla forte potenza economica del proprio presidente Erik Thohir – ma accadeva anche prima con Massimo Moratti – e del proprio marchio. L’obiettivo, e il presidente straniero qui ha il suo peso, è cercare di allargare ulteriormente il mercato potenziale per il logo Inter, facendo valere la storia e la lunga sequenza di vittorie nerazzurra. Tutto ciò, tuttavia, non sta al momento bastando per permettere a Thohir e soci di ripianare un debito mostruoso che in questo momento stritola il futuro della società meneghina: l’Inter è finita più di una volta nell’occhio del fairplay finanziario, tanto che vige la paura che già quest’estate ci sia la necessità di svendere qualche giocatore dal grande valore di mercato per dare un sollievo ai debiti che opprimono le casse. Si capisce così che un’eventuale mancata qualificazione in Champions, e conseguente rinuncia ai benefici economici che questa rappresenta, sarebbe un colpo durissimo per il futuro nerazzurro.

Erick Thohir e Massimo Moratti
Erick Thohir e Massimo Moratti

Dalla sua, invece, il Torino affronta il mondo del calcio con meno marketing e più attaccamento alla crescita dei propri talenti, presi a poco, coltivati e poi, quando necessario, venduti al miglior offerente per trovare un equilibrio con i costi. Un progetto certamente più sano, che tuttavia obbliga i granata sia ad essere sempre molto attivi sul mercato – col rischio anche di sbagliare valutazioni – sia a dover fare attenzione che i risultati non calino eccessivamente, e con essi il valore dei cartellini. Tuttavia, certamente il modello-Toro è preso a esempio da molte altre società come esempio di programmazione e lungimiranza; e oggi, sul campo del Meazza, scenderà in campo contro il suo opposto, aspettando le inappellabili risposte del campo.

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  1. Nick - 12 mesi fa

    Apprezzo la politica della società e mi auguro però di trovare qualche altro buon partner per la parte di capitale. Almeno così non saremmo costretti a vendere ogni anno un pezzo pregiato.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

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