Inter-Torino, quanti cambiamenti tra i nerazzurri: sotto osservazione i nuovi acquisti

Inter-Torino, quanti cambiamenti tra i nerazzurri: sotto osservazione i nuovi acquisti

Verso Inter-Torino/ Con l’arrivo di Mancini è cambiato, per ora, solo il modulo. I risultati faticano ad arrivare, ma il potenziale della squadra, specialmente in attacco, è davvero elevato

L’Inter che il Toro affronterà sabato a San Siro è molto cambiata rispetto a quella della prima giornata. Un girone dopo, infatti, i nerazzurri si ritrovano con troppi pochi punti rispetto a quanti speravano (26, a solo +4 sui granata), molto lontani dal tanto ambito terzo posto (che ormai sembra un miraggio) e con un gioco che stenta a decollare. Inoltre, ci sono stati tanti cambiamenti anche in squadra: un nuovo allenatore, vecchia conoscenza del calcio italiano e proprio degli interisti, e due nuovi acquisti di livelo (Podolski e Shaqiri) nei piedi dei quali i tifosi ripongono gran parte delle loro speranze di riscatto per la seconda parte di stagione.

Il matrimonio tra Mazzarri e l’Inter non è mai sbocciato veramente. L’uomo che aveva fatto le fortune del Napoli, nonché compiuto l’impresa salvezza con la Reggina pesantemente penalizzata, non è riuscito ad imprimere la sua idea di gioco alla squadra, tanto da essere stato esonerato tra il sollievo del popolo nerazzurro. Il suo 3-5-2, non ha mai portato i frutti tanto sperati. Dopo il quinto posto del suo primo anno di gestione, viene esonerato questo novembre dopo il pareggio interno per 2-2 contro il Verona. Al suo posto, Mancini, fresco dell’esperienza nel calcio che conta inglese, con la casacca del City degli sceicchi, e reduce dall’affascinante avventura turca con il Galatasaray. Un allenatore di livello internazionale, per rilanciare le ambizioni del club. Con lui alla guida, però, l’Inter gioca ancora a sprazzi: ne è esempio la bella prestazione (a metà anche questa) dello Juventus Stadium, dove ha sfiorato il colpaccio.

Sul piano della serenità, forse, la squadra ha guadagnato qualcosa. Sul piano del gioco, non si è visto ancora molto. Sul piano dei risultati, purtroppo per i nerazzurri, neppure. Insomma la cura-Mancini, per ora, non ha ancora dato gli effetti sperati. Certamente però molto è cambiato a livello tattico. Il “Mancio” è solito utilizzare infatti la difesa a quattro, ormai dimenticata dagli allievi di Mazzarri, affezionato ai tre difensori. Il modulo ora prediletto con il quale scende in campo la squadra di proprietà di Thohir è il 4-2-3-1, con Icardi terminale offensivo coadiuvato da Podolski, Hernanes e Palacio appena alle sue spalle. Scritto così, un attacco che potrebbe incutere paura se non fosse che per ora, eccetto Icardi, gli altri hanno ancora molto da dimostrare. A centrocampo Medel e Guarin. Intanto, il nuovo acquisto Shaqiri comincia a scaldare i motori e potrebbe esserci già contro il Toro.

Attenzione, dunque: la squadra è in crisi e in difficoltà ad esprimere il proprio gioco, ma il potenziale c’è e basterebbe una scintilla per riuscire a smuovere la classifica per la rincorsa ai piani alti. Impresa quasi impossibile, ma mai dire mai. Ed intanto, la condizione di Osvaldo, fuori rosa e sul mercato, non può che portare nervosismo alla Pinetina

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