Joe Baker, lo scozzese d’Inghilterra che fece impazzire Torino

Joe Baker, lo scozzese d’Inghilterra che fece impazzire Torino

Figurine / L’arrivo di Baker, in coppia con Law, infiammò i sogni dei tifosi granata ma per i due fu un’esperienza complicata

di Silvio Luciani, @silvioluciani_

Stagione 1961-1962, i tifosi del Torino tornano a sognare dopo la strage di Superga: i granata acquistano due talenti d’oltremanica, Law e Baker. I due giovani talenti sono macchine da goal ma si scontrano con la durezza dell’ambiente italiano. Nella loro fugace esperienza di Torino verranno ricordati per le bravate più che per i goal, Baker realizzò solamente 7 reti in 19 partite, troppo poco per il talento di cui era dotato. Una vita spericolata più fuori che dentro al campo, erano giocatori da gossip ante litteram, rincorsi dai paparazzi e spesso sui giornali per le loro avventure notturne.

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Celebri gli episodi dell’aggressione ad un fotografo di Baker, e l’incidente che a febbraio del 1962, segnò praticamente la fine dell’avventura in granata della coppia d’attacco. Un peccato che in Italia i due vengano ricordati così: Baker riuscì a rinascere all’Arsenal realizzando 100 goal in 156 presenze, mentre Law vinse tutto (e anche il Pallone d’oro) con il Manchester United. Scomparso prematuramente nel 2003 a causa di un infarto, Baker avrebbe compiuto oggi 78 anni: un grande rimpianto per il Toro, rimasto folgorato dal genio e dalla sregolatezza dell’inglese.

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  1. granata - 5 mesi fa

    Premetto solo che Baker era nato nei pressi di Liverpool e quindi, almeno di nascita, inglese. Detto questo, i due rappresentarono la svolta storica del Torino dopo la sciagura di Superga. Ero bambino e ricordo benissimo quei due campioni. Fu un’ iniezione di adrenalina pura in una società ancora tramortita dalla immane catastrofe e reduce dalla sua prima retrocessione in Serie B. Ce li portò Gigi Peronace che aveva portato Charles alla Juventus. Baker era potente e irruente, centravanti classico. Law un campionissimo. Di fronte avevamo la Juventus di Charles e Sivori, una montagna rispetto a noi. Eppure i due giocarono il derby con sfrontatezza. Si trasformò in un confronto di alta classe fra Sivori e Law: si cercavano per superarsi con giocate di genio. Dal 1962 e fino al 1993 il Torino fu praticamente sempre squadra di alta classifica, come adesso la Lazio o il Napoli. Il 1962 fu anche l’ anno in cui il mai abbastanza compianto Orfeo Pianelli rilevò la maggioranza del club. Ecco, oggi ci vorrebbe un sussulto del genere, un paio di acquisti da risollevare la depressione della piazza granata, che guarda attonita l’ arrivo di Cristiano Ronaldo sulla sponda cittadina. Ma da Cairo non arrivano segnali in questo senso. A volte basterebbe un Balotelli (o anche uno Zaza, chissenefrega se ha giocato nella Juve) per far rinascere un po’ di passione. Naturalmente tenendo i migliori, come Belotti, Iago Falque, Ljajic, ‘Nkoulou, Sirigu, facendo capire che “se voi avete le vostre trombe, noi abbiamo le nostre campane”, come orgogliosamente disse il fiorentino Pier Capponi di fronte al potentissimo re di Francia Carlo VIII.

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    1. Daniele abbiamo perso l'anima - 5 mesi fa

      Bella l’analogia con le campane di Pier Capponi, non fosse che ormai a noi non sono rimasti nemmeno i sonagli delle vacche al pascolo :/
      E complimenti per la memoria storica.

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    2. JoeBaker - 5 mesi fa

      Joe era un discreto giocatore che lavorava tanto coi gomiti, ma soprattutto una persona per bene, che ho avuto il piacere di conoscere quando (udite!) Ciminelli lo invitò per i festeggiamenti della promozione pre-fallimento. Guardammo insieme l’ultima di campionato e cenammo con Lido Vieri, suo compagno di squadra ai tempi. Che ci crediate o no, aveva ancora il granata sulla pelle, raccontò ogni dettaglio di come firmò per il Toro, di quando arrivò a Caselle e di tante altre cose. Con il senno di poi, nonostante le stagioni all’Arsenal, rimpiangeva di non essere rimasto, secondo lui perché la vita era troppo diversa e lui troppo giovane. Lui era una testa calda, ma non era quello della vita spericolata. Law era un fenomeno, basti pensare che vinse il pallone d’oro prima di Best, pur giocandoci insieme e condividendo la stessa passione per la bottiglia. Però era ingestibile e non mi spenderei sulla sua personalità: parlava del periodo al Toro come se lo avessero quasi deportato in Italia (allora i calciatori inglesi avevano lo stipendio massimo imposto per legge) ed è risomparso, senza troppa passione, per il centenario.
      Il mio pseudonimo è in memoria di uno da Toro.

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  2. user-13746076 - 5 mesi fa

    Aggiungo ancora che dei 2 il genietto calcistico era Law, gran giocatore… Baker era più mestierante. Comunque con i 2 il Toro era terzo in campionato in quella stagione …dopo l’incidente in corso Cairoli, chiuse qualche posizione indietro. Giocatori da Toro, nel bene e nel male.

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    1. Daniele abbiamo perso l'anima - 5 mesi fa

      Concordo. Il talento era Law, che non fece nemmeno tanto male rispetto a Baker. E segnó pure in un derby. Credo su rigore.

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  3. robertozanabon_821 - 5 mesi fa

    Scusate ragazzi ma Baker era scozzese quindi non poteva essere inglese, semmai britannico.
    Fate più attenzione.

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    1. user-13952485 - 5 mesi fa

      Lo scozzese era law… ed era anche quello buono dei due

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    2. JoeBaker - 5 mesi fa

      La confusione sullo scozzese, può essere nata dal fatto che arrivò al Torino dall’Hibernian di Edinburgo.
      Law era sicuramente quello calcisticamente buono, ma Baker era quello umanamente da Toro…

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