Juventus-Torino, la maledizione della zona Cesarini colpisce ancora i granata

Juventus-Torino, la maledizione della zona Cesarini colpisce ancora i granata

Approfondimento / Prima toccò a Gillet, poi a Padelli, ora ad Hart: negli ultimi anni i minuti di recupero sono stati fatali ai granata allo Juventus Stadium

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Sfortuna, cali di concentrazione, o solo mera superstizione? I granata escono ancora una volta “beffati” Juventus Stadium. Non è la prima volta che il Torino subisce una rete decisiva in pieno recupero in occasione del derby della Mole. Prima era toccato a Gillet: correva l’anno 2014 – più precisamente il 30 novembre – quando fu Andrea Pirlo a far piangere il popolo granata e il Toro di Ventura. In quell’occasione il principale “colpevole” fu un giovanissimo – e ancora inesperto – Marco Benassi che, subentrato dalla panchina, perse un brutto pallone sull’out di destra della propria trequarti propiziando così il contropiede bianconero. Un breve fraseggio tra Bonucci, Marchisio e Vidal portò poi alla conclusione dell’ex numero 21 della Juve e della Nazionale italiana che fece partire un vero e proprio missile terra-aria dai trentacinque metri vanificando così il momentaneo pareggio del Toro siglato dal leggendario coast-to-coast di Bruno Peres.

La “maledizione del 93′ minuto” colpì i granata anche nel derby datato 31 ottobre 2015. In quell’occasione i bianconeri di Allegri – dopo un inizio di campionato shock – svoltarono la propria stagione proprio in occasione del match contro il Torino che permise ai bianconeri di ritrovare i tre punti e il coraggio di iniziare una cavalcata che valse poi il 5° scudetto consecutivo. Anche quel giorno il Torino però non fu vittima sacrificale: dopo aver trovato il pareggio con una conclusione da fuori di Bovo infatti, i granata resistettero agli assalti bianconeri sfiorando il vantaggio in contropiede in più occasioni. In pieno recupero però fu Cuadrado a regalare i tre punti ai suoi grazie a un inserimento centrale che colse impreparata la difesa di Ventura; colpevole di aver sottovalutato l’incursione del colombiano che insaccò da due passi. Dopo Gillet e Padelli sabato scorso è toccato anche ad Hart: la beffa in pieno recupero allo Stadium non ha risparmiato nessuno. Il gol di Higuain infatti è arrivato quasi come una sentenza: dopo un secondo tempo giocato con cuore e grinta dai ragazzi di Mihajlovic è stata l’ennesima prodezza di un giocatore avversario a impedire al Torino di gioire. Una maggiore esperienza e una spiccata capacità di indirizzare i match nei momenti decisivi hanno fatto ancora una volta pendere l’ago della bilancia dalla sponda bianconera del Po. Il Torino dunque dovrà maturare ulteriormente e per portare a casa risultati del genere – oltre ad essere spettacolare – dovrà imparare ad essere “brutto e cattivo” fino alla fine per vincere i derby con le unghie e con i denti.

2 commenti

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  1. osvaldo - 5 mesi fa

    No! Non dobbiamo chiamarla zona Benassi e nemmeno maledizione,bensì “seguela di stronzate che un professionista del pallone NON può permettersi di fare”.
    A poco + di 2 minuti dal termine,con il pallone in nostro possesso e con una punizione dai 40 mt e + a nostra disposizione,la partita è già finita se solo si fosse fatta la unica cosa da fare in tali frangenti,scambiare con un compagno verso la bandierina cercando di tenere palla e magari guadagnare il calcio d’angolo che probabilmente non ci sarebbe nemmeno stato il tempo di batterlo.
    Invece cosa ci combina il nostro “fenomeno”,tira una punizione diretta con destinazione… galassia e, puntualmente al rilancio del portiere avversario subiamo il gol,con possibilità di subirne un’altro avendo i gobbi altro minuto di tempo a disposizione.
    La cosa che mi meraviglia, è che nessuno a messo in risalto questo fatto, mentre quando Benassi al posto di spazzare lontano perse ingenuamente il pallone,è stato messo sulla graticola,senza nessuna pietà, nonostante,all’epoca stiamo parlando di un ragazzo di solo 20 anni.
    E’ proprio vero,nella vita ci vuole C..lo!xchè c’è chi può permettersi di sbagliare per decine di partite consecutivamente senza perdere il posto e senza essere messo alla gogna e chi invece basta che sbagli una mezza partita per essere messo nel dimenticatoio.
    E’ come quei cosiddetti “Grandi Manager” che passano da un’azienda all’altra sempre e solo con la mansione da Presidente! nonostante facciamo fallimenti continui, Presidente si nasce,non ci si diventa!!!
    Calciatore “protetto” si nasce non ci si diventa!
    Osvaldo

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  2. prawn - 5 mesi fa

    Eh si in pratica son due ora perse grazie a Benassi dopo i 90!

    Forse dovremmo chiamarla la zona Benassi

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