La notte degli Oscar Granata

La notte degli Oscar Granata

Anche quest’anno, conferiti dall’Academy gli ambiti riconoscimenti. Poca l’attesa per il più ambito, “miglior film”, perché l’offerta era povera; ma c’é stato comunque di che divertirsi, alla cerimonia.

 

Oscar al miglior film a Torino-Novara 18-09-2010. Novanta minuti che iniziano togliendo il fiato agli spettatori,…

Anche quest’anno, conferiti dall’Academy gli ambiti riconoscimenti. Poca l’attesa per il più ambito, “miglior film”, perché l’offerta era povera; ma c’é stato comunque di che divertirsi, alla cerimonia.

 

Oscar al miglior film a Torino-Novara 18-09-2010. Novanta minuti che iniziano togliendo il fiato agli spettatori, che si erano recati a vedere lo spettacolo con molti timori, e che invece si spellano le mani dagli applausi quando il lunghissimo ed altissimo volo di Rolando Bianchi finisce sotto la traversa. Il premio arriva grazie alla completezza della trama, con il finale thrilling: poco credibile che una compagine ridotta in nove possa mettere in così gravi difficoltà la formazione in vantaggio, ma nel film questo succede, ed il pubblico deve trattenere il fiato fino all’ultimo quando pensava che la trama fosse già scritta. Un po’ di sorpresa, ma comunque happy ending. In molti pensavano che ci sarebbe stato un sequel, purtroppo non verrà mai realizzato

Oscar al miglior attore protagonista a Rolando Bianchi. Era nelle attese, e una volta tanto queste non sono state tradite: il premio va a chi era maggiormente accreditato ad aggiudicarselo. L’interpretazione sublime per la quale ha ottenuto il prestigioso riconoscimento é quella di Padova-Torino 08-01-2011, caratterizzata da una lunga lotta contro i mulini a vento nella nebbia; ma nei cuori del pubblico pagante resterà sempre la scena-madre del film, quando si é travestito da giocoliere circense e ha lasciato a bocca aperta i padovani con quel numero mai visto prima

Oscar al miglior film straniero a Telenovela Gabionetta. Qualcuno ha definito un “polpettone” la lunghissima pellicola con protagonista un attore brasiliano di cui si era fatto un gran parlare, ma ch in pochi avevano visto al lavoro; non bello, ma molto atteso. In regia, Gianluca Petrachi ha diretto lo schivo Pantaleo Longo con i legali della Figc, mentre a fare la parte dei cattivi, secondo quello che forse é uno stereotipo, un gruppo di calabresi che cercavano di mettere i bastoni tra le ruote ai “buoni” granata, senza però riuscire a cancellare il lieto fine. Il film si conclude con l’abbraccio tra il protagonista e la sua nuova famiglia, senza dar ancora modo di vederlo giocare ma lasciandolo solamente immaginare

Oscar al miglior attore non protagonista a Franco Lerda. Attore decisamente “tagliato” per la parte, come sa bene chi lo segue da anni in pellicole indipendenti realizzate a Busto Arsizio, Crotone e simili, perché caratterialmente non portato al divismo. Il premio é per l’interpretazione in quel discusso episodio che é Litigio in Torino-Pescara, dove reagisce con rabbia allo sfogo del capitano, contenendola però con il suo volto impassibile; non era facile. Straordinariamente enigmatico, poi, il volto sorridente che mostra alla tribuna che lo insulta. Magnetico

Oscar alla migliore colonna sonora a Curva Maratona. L’interpretazione per cui si aggiudica la statuetta é, semplicemente, Campionato 2010-2011, tutto, senza distizioni; é la stessa grazie alla quale fa incetta di questo premio fin da quando é stato istituito, nell’ormai lontano 1969. Il supporto sonoro fornito, ancorché impoverito negli anni da una decisione dell’Academy che ha vietato i tamburi, assume agli occhi della giuria maggior valore allorquando i mezzi a disposizione sono diminuiti notevolmente; un conto é, infatti, fornire una buona prova quando settimanalmente ci si esibisce davanti a giurati stimolanti come quelli di Milan, Inter, Napoli, Roma, un altro quando lo si fa con Grosseto, Cittadella e Frosinone. Eterni

Oscar alla carriera a Stadio Filadelfia. Una scena non insolita, in teatro, ma che fa particolarmente rumore: il vincitore rifiuta la statuetta. Il premio gli era stato conferito per il carico enorme di grandi successi di cui si era reso protagonista negli anni, da Il Grande Torino a Fucina di Campioni, motivazioni che avevano indotto la giuria ad un voto unanime; non così il pubblico, che aveva storto il naso. E aveva ragione, perché il “Fila” (come gli amici della star lo chiamano spesso) ha detto “no” con le seguenti motivazioni: “Io non sono morto né moribondo. E non voglio che un medico, travestito da giurato, venga a sancire che non respiro più. Io respiro, palpito, non sono neppure solo a far questo; anzi, voglio rinascere, vincere tanti premi ma non alla carriera. E rinascerò, presto, stavolta per davvero”

 

(senza voler rubare il mestiere a Steve…)  :-)

 

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