Lazio-Torino, Cairo e Lotito: un duello infinito tra campo e Lega

Lazio-Torino, Cairo e Lotito: un duello infinito tra campo e Lega

Approfondimento / Lunedì saranno avversari all’Olimpico, ma la sfida più importante si giocherà nelle sale della politica calcistica

13 commenti
Cairo Tavecchio Lotito

Il nuovo che avanza. Lunedì sera all’Olimpico di Roma andrà in scena un duello tra due presidenti tanto simili, eppure così diversi. Cairo e Lotito infiammeranno gli spalti della capitale. I motivi? Non solo calcistici, ma anche politici. Certo, il match tra Lazio e Torino vale tanto: entrambe le squadre puntano ad un posto nella prossima Europa League, e una vittoria dei biancocelesti spedirebbe i granata a 15 punti di distanza in classifica. Un vero e proprio abisso.

UOMINI FORTI – Ma, come detto, il vero duello tra i due patron non andrà in scena all’Olimpico. Non è un segreto che sia Cairo che Lotito si siano candidati da tempo come ‘uomini forti’ in Lega. Da un lato, il presidente romano rappresenta il vecchio corso. La presidenza Tavecchio, da lui fortemente voluta e sostenuta, è stata un fallimento; con l’Italia che ha mancato la qualificazione al Mondiale dopo quasi sessant’anni. Dall’altro c’è l’oppositore per eccellenza. La vecchia presidenza non ha mai convinto Cairo, che era certo poter trarre maggiori profitti dal calcio nostrano. Una divergenza di idee, che è deflagrata dopo il flop azzurro: “I manager devono pagare il prezzo, quando accade qualcosa – aveva dichiarato Cairo dopo che Tavecchio aveva inizialmente deciso di non rassegnare le proprie dimissioni – Io da proprietario del Toro, quando commettevo degli errori, ci rimettevo economicamente”.

Cairo Lotito

NUOVO LEADER? – Ecco allora perché il patron granata ha deciso di fare un passo avanti. Un progetto credibile, fatto di idee concrete. A partire dal cosiddetto ‘Lodo Cairo‘: una formula per rifondare la gestione del campionato italiano, basata sui modelli di successo europei. Una proposta che ha messo tutti d’accordo. La necessità primaria è quella di impostare la Lega, oggi sotto commissione della FIGC, su un modello manageriale in stile inglese. Non solo dal punto di vista politico, ma anche per quanto riguarda le questioni riguardanti i diritti tv. Un argomento spinoso, che da anni crea fratture tra le poltrone calcistiche. Un gioco di potere, un duello tra campo e politica tra due degli imprenditori più affermati e carismatici del mondo del pallone.
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  1. marcocalzolari - 1 settimana fa

    Si tifa Cairo in lega, ma sarebbe il caso di prendere un allenatore vero per il Toro e cacciare la disgrazia Sinisa. Ho letto Mazzarri, e sarebbe il caso, basta vedere quello che ha fatto a Napoli. Il “fenomeno” Sarri non è ancora riuscito a replicarlo

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  2. prawn - 1 settimana fa

    Odio Ferrero, Lotito e non voglio neanche menzionare il mgmt dell’altra squadra di Torino, poi ci sono indonesiani e cinesi. A Roma americani? ADL…

    Cairo fa quel che puo’, un don abbondio del calcio italiano, un vaso di ceramica tra tanti ferri…

    CMQ meglio di quella gentaglia che ci sta davanti, la classifica e’ anche specchio della buffoneria/truffaldineria, piu’ sei ladro e/o indebitato piu’ sei su in classifica

    W il 10o posto

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    1. blubba - 1 settimana fa

      Dio ce ne scampi, a costo di restare sempre tra europa league e anonimato ma ringrazio ogni giorno ke il Toro nn sia finito in mani straniere che nulla hanno a che fare con la nostra storia.Molto meglio tenersi Urbano the first

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  3. maraton - 1 settimana fa

    bel duello tra squali. non finirà senza spargimento di sangue 😉

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    1. Fabry - 1 settimana fa

      Uno ha avuto il coraggio di buttare dentro l’inesperto Inzaghi e gli ha detto bene,chissa se Cairo avesse buttato dentro Longo al posto di Miha a volte ci vuole quella dose di pazzia e ti può andare bene se ci guardate i due allenatori hanno fatto la stessa esperienza nella primavera,la Lazio ha avuto quel colpo di genio o c..o,Cairo non ha speso i soldi per Immobile ma li ha spesi per Niang bell’affare,questa volta 2-0 per Lotito ma Cairo sarà un osso duro bel duello comunque ora il Pres. deve decidere su Petrachi e Bava spero abbia l’ illuminazione giusta.

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  4. user-13657769 - 1 settimana fa

    Contento tu…io preferisco l’altro, almeno compra con cognizione e vince, ogni tanto…

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    1. maraton - 1 settimana fa

      degustibus…..io “preferisco” cairo, al mafiosetto arricchito senza meriti romano

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    2. Athletic - 1 settimana fa

      A livello di risultati sportivi sì, come imprenditore e per affidabilita, sicuramente meglio Cairo.

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    3. Granat....iere di Sardegna - 1 settimana fa

      A parte che il nostro presidente parla italiano, dal punto di vista imprenditoriale le differenze sono abissali…certo la Lazio Va meglio del Toro e in termini di mercato forse si è fatto qualcosa di meglio però la Lazio ha anche più spettatori e, se la memoria non mi inganna, la condizione per l acquisto della Lazio da parte di Lotito era una maxi rateizzazione di un rilevante debito con Equitalia…Così sono bravi tutti a fare mercato, avrei voluto vedere se la Lazio avesse dovuto pagare tutto il dovuto nei tempi solitamente concessi ai comuni mortali…Cairo tutta la vita rispetto a Lotito e rispetto a qualche presunto milionario cinese, può solo migliorare se i conti restano in ordine

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      1. prawda - 1 settimana fa

        Ma i debiti con equitalia mica li aveva fatti Lotito. Lotito ha acquistato una societa’ che aveva gia’ i libri in tribunale mettendoci quasi 20M per le quote societarie e si e’ accollato anche i debiti che Gragnotti aveva con equitalia, detto in soldoni sono oltre 6M per 23 anni per un debito di 140M; Cairo invece ha preso una societa’ a costo zero e senza alcun debito pregresso. Tra i due mi pare che l’inizio piu’ agevole dal punto di vista economico lo abbia avuto Cairo. Se si discute di risultati sportivi non c’e’ partita purtroppo per noi del Toro, sulle persone ovviamente ognuno avra’ le proprie opinioni; personalmente mi importa poco della valenza imprenditoriale dell’eventuale presidente se poi nella societa’ calciastica non engono fatti investimenti.

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        1. Granat....iere di Sardegna - 1 settimana fa

          Non intendevo questo Prawda, ho detto che Lotito ha posto come condizione per l’acquisto, fatto salvo il costo per le quote societarie, la rateizzazione di 140 mln con equitalia e una cosa è accollarsi un debito di 140 mln cash, un’altra è farlo in 23 anni, senza contare che Lotito partiva da una base di pubblico diversa e anche da una squadra diversa. E’ vero che Cairo ha preso il Toro da zero ma è anche vero che ha dovuto metterci soldi dentro per ripartire e solo negli ultimi anni, come tu saprai sicuramente meglio di me, il Toro non ha bisogno dell’intervento della proprietà. In proporzione secondo me ha messo molti più soldi Cairo dentro il Toro di quanto l’abbia fatto Lotito nella Lazio, anche perché il debito con Equitalia alla fine era comunque in capo alla Lazio e non a Lotito. Poi certo vincere qualcosa o comunque stare stabilmente in certe posizioni di classifica aiuta a migliorare i conti (diritti TV su tutti)senza dipendere dalle plusvalenze, ma questo è un altro discorso che abbiamo fatto fino alla nausea e che forse la società sottovaluta. Detto questo a mio modestissimo avviso la squadra quest’anno mi sembra in grado di competere, purtroppo temo che sia il mister quello che sta rendendo sotto le attese, il che non è poi così strano. Forse noi siamo abituati a giudicare il rendimento dei giocatori ma gli allenatori sono uguali: se beccano l’annata storta sono dolori. Purtroppo mi sa che il nostro mister è in questa situazione…

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          1. prawda - 1 settimana fa

            Caro Granatiere, in ogni caso si e’ accollato 140M di debiti, sono piu’ di 6M all’anno anche se dilazionati. Basta consultare i bilanci per vedere che Cairo e’ ampiamente rientrato di quanto speso e parliamo di atti dovuti non di investimenti, visto che ha solamente coperto delle perdite di esercizio. Questo senza contare l’adesione al consolidato fiscale od i benefici in termini di visibilita’, pubblicita’ e molto altro. Tra l’altro se il Torino non ha piu’ bisogno dell’intervento della proprieta’ e’ unicamente grazie al decreto Melandri che ha modificato la ripartizione dei diritti televisivi e non certo a cambiamenti gestionali. Sulla squadra di questa’anno, in tempi non sospetti, alla fine del mercato, quando la stragrande maggioranza valutava il mercato da 8 o da 9, scrivevo che questa rosa aveva delle evidenti carenze. Io penso che un allenatore non possa trasformare una rosa mediocre in una buona, purtroppo ho l’impressione che alla societa’ di arrivare settima, decima o dodicesima importi molto poco.

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  5. r.ponzon_526 - 1 settimana fa

    CAIRO FOREVER !!!!!!!!!!!!!!

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