Le pagelle di Torino-Livorno

Le pagelle di Torino-Livorno

BASSI  6   Non deve compiere praticamente mai una parata, perché la storia è sempre la stessa: alla prima topica, il Torino prende gol. E stavolta, a differenza di Vicenza, lui non c’entra

D’AMBROSIO  4,5   Conduce un prestazione meno negativa di quelle dell’ultimo periodo. Ma la colpa della rete livornese è quasi tutta sua: non tanto…

BASSI  6   Non deve compiere praticamente mai una parata, perché la storia è sempre la stessa: alla prima topica, il Torino prende gol. E stavolta, a differenza di Vicenza, lui non c’entra

D’AMBROSIO  4,5   Conduce un prestazione meno negativa di quelle dell’ultimo periodo. Ma la colpa della rete livornese è quasi tutta sua: non tanto perché tiene in gioco l’avversario, ma perché assiste passivamente alla corsa verso la porta di Tavano, che gli passa accanto. Un voto in meno a lui e Di Cesare per quel pasticcio inaccettabile che getta il Toro nello sconforto

DI CESARE  5   Esce per anticipi efficaci a metà campo, le prende tutte e non molla mai; procura un’ammonizione ad un avversario con un’avanzata centrale delle sue, gioca bene fino allo svantaggio, in cui è protagonista negativo, con la minima attenuante -rispetto a D’Ambrosio- di essere faccia alla porta ed avere una visuale meno chiara di quanto sta accadendo alle sue spalle

OGBONNA  5,5   Ha definitivamente imparato ad usare anche la zappa, oltre al fioretto; tempo addietro, anziché un paio di efficaci sparate in tribuna viste oggi lo avremmo visto avventurarsi in pericolosi tentativi di dribbling e ripartenze. C’é però anche lui nel secondo gol

ZAVAGNO  5   Attacca poco, pur non avendo avversari particolarmente temibili da controllare, e soprattutto con la palla tra i piedi sbaglia lo sbagliabile (st 29’ Garofalo ng  Il rigore é un episodio surreale. Comunque, bentornato)

DE VEZZE  ng   Il suo non era stato un buon inizio, probabilmente anche per le condizioni fisiche precarie che lo costringono presto al cambio (pt 23’ Lazarevic 6,5  Bravo Papadopulo a cambiare tutto per farlo entare. Viene premiato da venti minuti assolutamente eccezionali, in cui il “Bimbo” viene martoriato dagli avversari che gli fanno male a più riprese, non riuscendo a contenerlo. Cala inevitabilmente nel secondo tempo, come la squadra tutta, sprecando però una grande occasione con una pallaccia che non è un assist a Bianchi e non è un tiro pericoloso. Si guadagna, e non è cosa facile, un coro da parte della Maratona)

BUDEL  5   Ha un piede solo. Almeno lo usasse con rapidità ed efficacia: purtroppo no, oggi non accende mai la luce, e pur senza commettere errori clamorosi ottiene spesso l’effetto di rallentare la manovra, quando non generare insicurezza in chi gli è accanto

DE FEUDIS 5,5   Non aiutato al meglio dal compagno di reparto, fa tutto quel che può, il che -se deve farlo da solo- non è moltissimo; un paio di inserimenti in attacco sono il massimo delle sue possibilità, se deve giocare senza un compagno all’altezza

GASBARRONI  5,5   Come trequartista, inizia da par suo, con grande attivismo al servizio dei compagni, anche se -come al solito- non sempre con precisione. Spostato sulla fascia, lentamente sparisce, anche se l’unico tiro in porta della ripresa è suo  (st 19’ Gabionetta 5  Poco più che inesistente)

ANTENUCCI  5,5   L’occasione più grande è sua, e nella circostanza è bravo ad inserirsi, quindi calcia sta a cavallo di quel famoso confine tra sfortuna e imprecisione. Poi, più passano i minuti e meno si vede

BIANCHI  5,5   Di testa raccoglie una torre di De Vezze impegnando De Lucia, quindi cerca il secondo palo riuscendo solo a lambirlo proprio come accaduto contro l’Atalanta, era lo stesso palo. Nel secondo tempo è via via sempre più escluso dal gioco, e se il discorso vale per tutta la squadra, a maggior ragione è vero per chi ne è il terminale, che dovrebbe raccogliere i frutti di un gioco che non esiste

All. PAPADOPULO  6   Se non altro, con il cambio De Vezze-Lazarevic dimostra due cose: duttilità (cambia schema in corsa) e coraggio (vuole vincere). Nel primo tempo, può prendersela con i suoi per gli errori sotto porta; ora, invece, avrà le sue belle urla da cacciare in spogliatoio

Arb. CANDUSSIO  4   Il Toro non perde per colpa sua, probabilmente. Ma viene da lui affossato. Il Livorno gioca a menare Lazarevic, e mancano un paio di gialli agli uomini di Novellino, nonché un rosso a Pieri; grottesco poi l’episodio del calcio di rigore, allorquando il direttore di gara decide di ignorare la segnalazione del fuorigioco di Cellerino (fuorigioco attivo, poiché l’attaccante con il suo movimento fa sì che la palla arrivi a Dionisi) per poi fischiare a Garofalo un contatto comunque non così certo. Non capace, se si vuol credere alla buona fede

LIVORNO
DE LUCIA 6
BERNARDINI MIGLIONICO 6  KNEZEVIC 5  PIERI 5  (st 7’ Lambrughi 5,5)
SCHIATTARELLA 5,5  BARUSSO 7  LUCI 5
BELINGHERI 5,5 (st 26′ Cellerino 6)
TAVANO 6,5 (st 42′ D’Alessandro ng) DIONISI 6
All. NOVELLINO 6

(foto M.Dreosti)

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