Le scelte della panchina

Le scelte della panchina

 

Le grandi squadre fanno i grandi allenatori. Quante volte si è sentita questa frase? Il tecnico di un club può essere il più preparato al mondo e caratterialmente essere l’uomo adatto a spronare sempre i propri giocatori, eppure, senza un organico all’altezza, nessun mister è in grado di fare miracoli. Si è superata l’era sacchiana in cui si pensava che il modulo permettesse di…

 

Le grandi squadre fanno i grandi allenatori. Quante volte si è sentita questa frase? Il tecnico di un club può essere il più preparato al mondo e caratterialmente essere l’uomo adatto a spronare sempre i propri giocatori, eppure, senza un organico all’altezza, nessun mister è in grado di fare miracoli. Si è superata l’era sacchiana in cui si pensava che il modulo permettesse di vincere e che contasse di più degli uomini. Oggi, si è ben consci del fatto che ogni giocatore, se inserito nel contesto giusto, può essere decisivo. Allo stesso tempo, però, un giocatore fuori ruolo può essere un danno per la propria squadra. Ma questo spetta all’allenatore capirlo. Già, perché se è vero che la squadra rende grande il mister, è altrettanto vero che un tecnico sbagliato non è un grado di far rendere al massimo la squadra.

Molto dipende dall’atteggiamento in campo degli 11 giocatori e dalla testardaggine chi li guida. A volte le scelte di un allenatore sono impopolari, ma ripagano, altre, invece no. Un esempio lo si è avuto venerdì sera contro l’Empoli, quando Lerda si è incaponito con l’ennesima scelta curiosa della stagione: Sgrigna al posto di Iunco. Il Torino era passato in vantaggio in una sfida delicata. Si trovava in trasferta ed i padroni di casa da qualche minuto aveva cominciato a premere sull’acceleratore. I granata non erano ancora in sofferenza, però stavano iniziando a soffrire gli avversari.

Iunco aveva chiesto il cambio e Lerda si trovava con due esteri in panchina: Pagano e Sgrigna. Da una parte uno offensivo e tecnico come l’ex vicentino, capace di inventare la giocata e dare qualità alla manovra, ma decisamente poco “ala”. Dall’altra un esterno di ruolo vero e proprio, in grado di fare tutta la fascia e garantire grande equilibrio oltre che un discreto fiuto in zona gol. Il tecnico granata non ci ha pensato troppo. Meglio continuare con la propria filosofia: giocare palla a terra e privilegiare la qualità alla corsa. E così, ha fatto il suo ingresso in campo Alessandro Sgrigna.

 

(Foto: M. Dreosti)

 

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