L’esempio da seguire

L’esempio da seguire

Tra poco più di due ore il Toro scenderà in campo contro il Palermo in una partita carica di significati. A partire da una classifica che ha bisogno di essere rimpinguata da punti per poter dare maggiore tranquillità all’ambiente. Dopo l’immeritata sconfitta di Genova, i granata affrontano il Palermo che con Ballardini è d’incanto diventato una delle formazioni più equilibrate…

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Tra poco più di due ore il Toro scenderà in campo contro il Palermo in una partita carica di significati. A partire da una classifica che ha bisogno di essere rimpinguata da punti per poter dare maggiore tranquillità all’ambiente. Dopo l’immeritata sconfitta di Genova, i granata affrontano il Palermo che con Ballardini è d’incanto diventato una delle formazioni più equilibrate e frizzanti della nostra Serie A. La difesa di GdB, che deve sostituire l’elemento migliore ovvero Cesare Natali, se la vedrà con un attacco agile, veloce e tecnico composto dal trio Simplico- Miccoli- Cavani.
Serviranno personalità e compattezza per disputare un incontro intelligente, tale da poter portare pericoli alla porta del Fontana rosanero senza tuttavia prestare il fianco alle cosiddette ripartenze degli avanti siciliani.

Ancora una volta Rosina e Bianchi, gli uomini copertina del Toro ‘08/’09, cominceranno l’incontro seduti in panchina, chissà che a differenza di quanto avvenuto a Marassi non possano essere chiamati in causa a gara in corso. In tal caso i due ragazzi oltre a dimostrare di essere sulla strada giusta per quanto riguarda il ritorno alla piena efficienza atletica dovranno dimostrare la giusta personalità nell’approccio alla partita (soprattutto se il risultato dovesse essere ancora in bilico) ed all’ambiente che li circonda.
Saranno quindi ancora Amoruso e Stellone a guidare l’attacco granata supportati da un’insolita coppia di centrocampisti esterni: Colombo e Saumel. L’assenza per infortunio di Abate e per squalifica di Rubin “obbliga” De Biasi a compiere queste scelte, a maggior ragione considerando Rosina non ancora al top ed insistendo col 4-4-2 che negli ultimi incontri è parso il modulo più adatto per questa squadra.

Al di là dei moduli e dei singoli giocatori in campo il Torino è chiamato oggi più che mai ad una gara da Toro, per celebrare nel miglior modo possibile il ricordo di una grandissimo calciatore che era un uomo di levatura addirittura superiore: Giorgio Ferrini, il Capitano.
Oggi ricorre il trentaduesimo anniversario dalla tragica scomparsa avvenuta nel ‘76 e se l’undici granata contro il Palermo metterà in campo anche solo un pizzico della sua grinta, della sua determinazione, della sua umiltà, della sua voglia di onorare sempre e comunque questo club, beh allora il Toro giocherà una grande partita.

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