Lieti rientri

Lieti rientri

Due vittorie nelle ultime tre partite. Questo il bilancio degli ultimi dieci giorni granata per quanto riguarda i risultati raccolti.  Sei punti contro Atalanta e Palermo all’Olimpico dove finalmente si va definendo il valore del fattore campo, troppo poco sfruttato ad inizio stagione e nei due campionati precedenti. Anche a Genova dove ha perso di misura il Toro ha disputato una prestazione convincente, frenato…

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Due vittorie nelle ultime tre partite. Questo il bilancio degli ultimi dieci giorni granata per quanto riguarda i risultati raccolti.  Sei punti contro Atalanta e Palermo all’Olimpico dove finalmente si va definendo il valore del fattore campo, troppo poco sfruttato ad inizio stagione e nei due campionati precedenti. Anche a Genova dove ha perso di misura il Toro ha disputato una prestazione convincente, frenato (come sappiamo bene) più dal nefasto errore arbitrale che dalla formazione blucerchiata.
Tre gare giocate a buon livello nonostante le tante e significative assenze. Decisiva quindi la decisione da parte di De Biasi (sospinta a furor di popolo, ad onor del vero) di cambiare modulo, passando ad un più oculato 4-4-2, che ha conferito equilibrio in mediana senza perdere colpi in fase di spinta offensiva.

In pochi tuttavia hanno fatto notare che questi risultati, queste prestazioni collettive e questo assetto sono stati trovati con un undici ben lontano da quello considerato in estate come quello titolare. L’assenza di Matteo Sereni, infortunatosi alla caviglia sinistra il 22 ottobre, nella settimana che portava al derby, è stata sopperita dall’utilizzo di Calderoni, il quale dopo le indecisioni su Amauri e Floccari ha dato discreta sicurezza al reparto arretrato contro Samp e rosanero.
Il numero 1 è però ora in fase di recupero e per Catania potrebbe tornare disponibile. Vedremo se domani, con la ripresa degli allenamenti settimanali, il portiere tornerà a lavorare col gruppo. Sarebbe il segnale che la riabilitazione è terminata, del resto appena dopo l’infortunio patito in Sisport nel corso di un allenamento mattutino la diagnosi fu di tre settimane di stop. Con i tempi ci siamo.
Superfluo dire quanto sia importante il ritorno di Tyson Sereni, miglior giocatore granata della passata stagione che comunque a Catania non giocò (chi si è scordato dell’uscita salva- vittoria di Jimmy Fontana su Mascara al 90’?).

In difesa si lavora invece per recuperare i due centrali titolari: Natali è stato costretto ad uscire nel primo tempo di Marassi per un’elongazione all’adduttore destro. L’ex udinese stava entrando in forma ma ha pagato gli impegni ravvicinati dopo il lungo stop per gli infortuni di aprile e luglio.
Lo staff medico lavorerà insieme al giocatore per renderlo disponibile ma senza troppa fretta, viste le numerose ricadute a cui è soggetto il potente quanto delicato stopper bergamasco.
Più sicuro del rientro dovrebbe essere Pratali che sabato scorso è stato convocato ma è rimasto in tribuna, svolgendo comunque un allenamento differenziato insieme a Luison prima della partita col Palermo, mentre i compagni erano impegnati nel consueto riscaldamento pre- gara.
Se a Catania i due titolari dovessero recuperare ed essere pronti dal 1’, Di Loreto si siederebbe in panchina mentre Pisano tornerebbe sulla fascia (al centro della difesa si è disimpegnato bene, sabato scorso come a Genova).

Sarà invece senz’altro assente Ignazio Abate, la sorpresa positiva di quest’inizio di stagione, bloccatosi contro l’Atalanta. Difficile anche un rientro di Corini, anche e soprattutto perché Dzemaili si è prepotentemente affermato nel ruolo di regista, garantendo al contempo copertura ed iniziative costanti nella metà campo avversaria.
Torna disponibile Matteo Rubin, che ha scontato il turno di squalifica contro il Palermo e si prepara perciò a riprendere posto sull’ala sinistra.
Da valutare la condizione di coloro i quali sarebbero dovuti essere gli assi nella manica del Toro 2008/09, Alessandro Rosina e Rolando Bianchi, ma che al momento per mille motivi non hanno mantenuto le aspettative.
Il primo è alla ricerca di se stesso dopo i noti problemi muscolari ed al ginocchio. Oltre allo smalto atletico, il numero 10 sta lavorando per ritrovare i colpi ad effetto mostrati in passato ed una collocazione tattica precisa. Al momento l’opzione più praticabile, gli piaccia o meno, è quella di esterno di centrocampo. Ruolo in cui può fare buone cose.

Discorso diverso per Bianchi, arrivato al Toro come salvatore di una patria spuntata e portatore sano di gol. Un paio di reti ‘l’ex reggino le ha anche fatte (tre, considerando quella ingiustamente annullata a Udine) ma ciò che manca è la condizione atletica migliore, visto che il ragazzo approdato in granata a fine agosto non ha di fatto svolto la preparazione col resto del gruppo.
Quindi per lui si tratta impegnarsi a testa bassa come avvenuto nell’allenamento post partita col Palermo ed arrivare al 100% della forma il prima possibile. Dopodichè arriveranno anche i gol.

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