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L’incredibile intreccio delle date del campionato italiano

In questi ultimi anni, complici i diritti tv, anticipi per la Champions League, questioni di coscienza popolare per chi non può rinunciare ai riti religiosi, le date e gli orari delle partite di calcio assomigliano...

Redazione Toro News

"In questi ultimi anni, complici i diritti tv, anticipi per la Champions League, questioni di coscienza popolare per chi non può rinunciare ai riti religiosi, le date e gli orari delle partite di calcio assomigliano sempre più ad un labirinto in cui è difficile districarsi.

"Questa settimana riposa la B, i cui giocatori possono considerarsi fortunati perché si godranno più vacanze pasquali rispetto ai colleghi della A, impegnati sabato pomeriggio. Il derby di Milano però sarà anticipato a venerdì, alle 18, su richiesta del vescovo Tettamanzi per non intralciare i riti della Pasqua che cominciano proprio il venerdì. La prossima settimana invece la A e la B si scambieranno le date: la massima serie anticiperà al sabato per il Milan impegnato nella prima semifinale di Champions League con il Barcellona. A sole quattro giornate dal termine le partite, per la regolarità del campionato, devono iniziare tutte nello stesso giorno e alla stessa ora, anche se ormai i giochi sembrano fatti a favore della Juventus. Così finalmente la B potrà godersi una domenica da protagonista per di più alle 15, peccato che la giornata cada ormai a fine aprile quando il sole è già cocente, così dopo il freddo intenso patito negli anticipi e posticipi serali, sembra giusto ripagare questo sacrificio con una bella insolazione. Senza contare che in concomitanza con la B si correrà anche il Gran Premio di San Marino a Imola (inizio ore 14). E’ vero che gli appassionati di F1 spesso non sono tifosi di calcio, però è pur sempre uno degli eventi più sentiti dalla penisola.

"Tutto questo intreccio di date e orari spaccati dipendono dalle televisioni, ovvero dai suoi diritti, che sono una manna per i bilanci delle società calcistiche, ma rendono la vita difficile al tifoso che non sempre è libero di sabato o peggio ancora di venerdì e lunedì. I più penalizzati sono gli abbonati che pur avendo pagato tutte le partite in cartello, causa forza maggiore non sempre riescono ad essere presenti. Potrebbe essere un espediente studiato a tavolino per invogliare la gente a restare a casa incollata alla tv, ma nessuno riuscirà a togliere il fascino della partita vissuta in prima persona, a contatto con il calore e la passione dello stadio. E’ giusto dare a tutti la possibilità di vedere i proprio beniamini anche da lontano, ma non bisogna nemmeno rendere troppo difficile la vita al tifoso da stadio che, almeno qualche tempo fa, non aspettava altro che la domenica per vivere due ore di sana spensieratezza, senza dover tenere un’agenda piena di date da studiare a memoria onde evitare di perdersi l’evento.