Ljajic, continuità e sangue freddo: questa la strada per la completa maturazione

Ljajic, continuità e sangue freddo: questa la strada per la completa maturazione

Focus On / La partita contro il Chievo è stata per il serbo un piccolo passo indietro nella suo percorso di crescita: non tanto dal punto di vista della prestazione, quanto della tenuta nervosa. Che, si sa, è un difetto da limare

Il Torino ha vinto l’incontro con il Chievo Verona di Rolando Maran, imponendosi per due reti ad una grazie alla straripante prova di Iago Falque, che ha deciso il match con due giocate in appena tre minuti scarsi. Ma nella partita ci sono stati diversi nei, che verranno sottolineati anche da Mihajlovic nel post partita, e che hanno fatto regredire un minimo il Toro soprattutto dal punto di vista del gioco: nonostante questo i granata sono riusciti a portare in cascina altri vitali tre punti. Trai nei del match, troviamo sicuramente Adem Ljajic, attaccante granata che, nel complesso, è stato il peggiore tra gli attaccanti nella serata del Torino: occorre riordinare le idee per il serbo.

CONTINUITÀ  – Servirà a Ljajic, infatti, riflettere sul fatto che gli serva più continuità nelle prestazioni. Durante il match contro gli scaligeri non è stato illuminante come, invece, è stato spesso con la maglia granata in questo inizio di campionato. Per quanto con la palla tra i piedi riesca sempre a ragionare e a sbagliare il meno possibile, sabato scorso è mancato quel guizzo per completare qualche giocata, che avrebbe messo in discesa il match dei granata. Detto questo, c’è da sottolineare come la stagione di Ljajic sin qui sia buona tendente all’ottima e una partita vissuta meno da protagonista che rispetto al solito la si può concedere.

CALMA – Ma, oltre alla continuità di risultati, ad Adem Ljajic serve mantenere il più possibile la calma in campo. Nella partita contro il Chievo è stato protagonista di un episodio, al tredicesimo minuto, che rischiava di compromettere realmente l’intera partita del Toro. Dopo un contatto in area sospetto con Cacciatore, il giocatore serbo si è alzato e ha messo le mani addosso al terzino scaligero. Il comportamento poteva essere punito con un cartellino rosso, se fosse stato interpretato come fallo di reazione, e poteva essere un guaio importante per la squadra granata. Per diventare un giocatore totale, Ljajic ha bisogno di ragionare di più per evitare questi episodi di stizza, che rovinano il lavoro effettuato dall’attaccante fino a qui. Mihajlovic conosce bene la tendenza a cadere nelle provocazioni del suo connazionale e c’è da scommettere che tornerà a farsi sentire con lui molto presto.

2 commenti

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  1. Jerry - 5 giorni fa

    …tendenza a cadere nelle provocazioni… è lì il punto. Il buon ( si fa’ per dire) Cacciatore, nonostante gli fosse andata bene sul fatto che l’arbitro non avesse fischiato il penalty, ha pensato bene di riempirlo di insulti. Ma la recidiva è che ad ogni contatto o contrasto, puntuale gli metteva le mani addosso, ho gli rifilava un calcione. È dammi una spinta una volta, e tirami un calcio la seconda, e riempimi di insulti alla terza, chiunque avrebbe avuto una reazione del genere. Io personalmente lo assolvo, perché in un quarto d’ora di partita ne aveva prese di ogni senza che l’arbitro( scandaloso) prendesse dei provvedimenti.

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    1. abatta68 - 5 giorni fa

      questo è vero, però non puoi non essere in grado di reggere un quarto d’ora di partita e reagire cosi… ci sono partite importantissime, tra le quali il derby tra due settimane! per un Cacciatore qualunque salti il derby? ma non scherziamo, non siamo al campetto sotto casa! poi che l’arbitro fosse un disastro si vedeva fin dall’inizio, ma le partite le vinci facendoti fare i falli, non reagendo facendosi sbattere fuori… diversamente, a Pescara si sarebbe vinto.

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