Lucarelli firmò l’ultima gioia granata

Lucarelli firmò l’ultima gioia granata

La tredicesima di A propone curiosamente sfide incrociate sull’asse Torino-Milano. Mentre l’altra squadra di Torino è impegnata contro la capolista Inter, infatti, i granata ricevono i meneghini rossoneri, nel big match della domenica sera. Dopo la beffarda sconfitta in terra etnea, il Toro può e deve rialzare la testa, anche se affronta una delle principali candidate alla conquista dello scudetto. Ma sono…

La tredicesima di A propone curiosamente sfide incrociate sull’asse Torino-Milano. Mentre l’altra squadra di Torino è impegnata contro la capolista Inter, infatti, i granata ricevono i meneghini rossoneri, nel big match della domenica sera. Dopo la beffarda sconfitta in terra etnea, il Toro può e deve rialzare la testa, anche se affronta una delle principali candidate alla conquista dello scudetto. Ma sono proprio queste le partite che, in caso di risultato positivo, possono dare quella svolta fondamentale in una stagione per conquistare fiducia e consapevolezza nei propri mezzi ed invertire la rotta, finora al quanto incerta e incostante.

Tra le due squadre oggi c’è una differenza notevole, alimentata negli anni dalle sfortune granata e dai tanti successi rossoneri. Ma la storia ci insegna che la sfida ha goduto in passato di picchi di gloria indimenticabili, partite in cui ci si giocava obiettivi comuni, in cui la posta in palio valeva più dei semplici due o tre punti. Tutto cominciò nel marzo del 1907, con il Toro che dopo aver superato la Juventus nel turno preliminare del primo campionato della sua storia, si ritrova nel girone a tre di finale contro i campioni in carica del Milan e l’Andrea Doria. Il titolo va ai rossoneri che pur pareggiando entambe le gare con il Toro finiranno a quota sei punti contro i 5 dei granata. Il 3 marzo 1907 al velodromo Umberto I di Torino si gioca per la prima volta Torino-Milan: finirà 1-1.

La serie A arriverà soltanto più di 20 anni dopo, nel frattempo granata e rossoneri continuano ad affrontarsi tra i vari gironi regionali centro-settentrionali.

Con l’avvento del girone unico nazionale nella stagione 1929-30 inizia l’era della sfida in serie A. Curriculum che riporta ad oggi ben 67 precedenti giocati in Piemonte, nei quali il Toro ha avuto la meglio per 22 volte, soccombendo in 16 occasioni; il risultato più gettonato, però, è il pareggio, ricorso in ben 29 occasioni.

Il 29 giugno 1930 la sfida fa il suo esordio in massima serie sull’erba del Filadelfia: finirà 0-0. Torino – Milan diventa ben presto una classica del calcio italiano, con una fase di dominio granata dell’epopea del Grande Toro e una di dominio milanista nell’immediato dopo-Superga. Ne scaturiscono partite che spesso terminano in goleada, indimenticabile, in questo senso, un 6-2 granata al Filadelfia del giugno 1947, ovvero nel momento di massimo splendore del Grande Torino.

Il dopo Superga per i colori granata è terribile; contro il Milan, che nel frattempo è diventata una superpotenza, si deve attendere il 1953, cioè 4 anni, per interrompere una striscia negativa che vide il Toro soccombere anche con risultati umilianti: 0-4 al Filadelfia dell’aprile del 1951 piuttosto che lo 0-6 nell’ottobre dello stesso anno, tutt’oggi, assieme a un Toro-Fiorentina, la peggior sconfitta interna della storia dei granata. Superati gli anni ’50 e la prima retrocessione, il Toro torna in pianta stabile in serie A, e, con l’avento dell’era Pianelli, terminata nel 1982, comincia un periodo nel quale regna l’equilibrio tra le due squadre. Soprattutto negli anni ’70 Torino-Milan diventa sfida di altissimo livello, prima del declino dei primissimi anni ’80, con i rossoneri in B per il calcio scommesse prima e sul campo poi.

Comincia così, attorno alla metà degli anni ’80, un nuovo periodo destinato a mutare gli equilibri della sfida: mentre a Torino cominciano ad avventarsi dirigenti e dirigenze senza idee e competenza, al Milan comincia l’era Berlusconi. La sfida, già impari di suo, diventerà improponibile negli anni ’90, con il Milan perennemente in lotta per i vertici italiani ed europei e un Toro che, eccezion fatta per la brevissima parentesi Borsano, altalenante  tra A e B. Nonostante ciò, in casa del Toro i rossoneri passeranno poche volte: tra il 1986 e il 1999, tra Campionato e Coppa Italia, a Torino si registreranno ben 11 pareggi consecutivi. L’equilibrio si spezza il 4 novembre 2001, con una rete di Lucarelli (e un rigore sbagliato al 91′ dal Milan) il Toro torna a vincere una gara che non vinceva addirittura dal 2-0 del febbraio 1986. Rimane questa ad oggi l’ultima vittoria granata contro i meneghini rossoneri, maturata nel vecchio Delle Alpi. La stagione successiva ci fu la triste parentesi della contestazione violenta dei tifosi che portò alla sospensione della parita dopo lo 0-3 del Milan dei primi 45 minuti e a fine anno il Toro retrocesse.  

Da allora la sfida si perde per un pò prima di ritornare nel 2006 ancora con un successo milanista per 1-0. Si arriva così alla scorsa stagione, quando il Milan espugna l’olimpico grazie a un goal di Pato dopo una gran giocata di Gilardino; punteggio che, in verità,  punì eccessivamente un Toro più che positivo.

Tra De Biasi e Ancelotti, infine, sulla carta non sembra esserci partita visto che su sei precedenti complessivi ben 5 sono andati a pannaggio del mister rossonero. Tra le panchine di Brescia e Torino, infatti, De Biasi ha racimolato soltanto un punto contro Ancelotti e contro il Milan, risalente al 2004-05 in un Brescia-Milan finito 0-0 al Rigamonti. La statistica peggiora se si pensa che in 9 precedenti contro le maglie granata Ancelotti non ha mai perso collezionando ben 6 vittorie e 3 pareggi. Ma le statistiche, questo si sa, sono fatte per essere smentite e per la legge dei grandi numeri prima o poi dovrà accadere, e speriamo, in questo senso, che domenica sia la volta buona.

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