Torino e Martinez: un anno in granata, fiducia ripagata

Torino e Martinez: un anno in granata, fiducia ripagata

Figurine / Il talento venezuelano spegne oggi 22 candeline: 35 presenze complessive, 5 gol in totale. Come il primo Pulici…

Josef Martinez si appresta a giocare titolare in queste ultime due sfide di campionato. Due partite molto importanti per il club che ancora culla in seno l’idea, la speranza, la voglia di andare in Europa League. Grande responsabilità per l’attaccante che assieme a Maxi Lopez, oltreché ad Amauri, dovrà reggere da solo il peso dell’attacco del Torino. 

Al di là di come finirà questa stagione, per Martinez si potrà esclusivamente parlare di un campionato vissuto – come è normale che sia – tra alti e bassi. Questi, perfettamente combacianti con i momenti ‘sì’ e i momenti ‘no’ dell’intera squadra. La giovane punta, che oggi spegne 22 candeline, ha certamente pagato lo scotto di disputare la prima stagione nella massima serie, con addosso non poche aspettative e relative responsabilità. 

Molto spesso, infatti, a causa della scarsa vena realizzativa altrui, il Brigante Vinotinto si è ritrovato tritato in mucchio di critiche preventive e talvolta ingenerose. In molti infatti lo hanno bacchettato dagli spalti, rimproverandogli la mancanza di precisione, di freddezza sotto porta. Anche la mancanza di calma, la cosiddetta ”virtù dei forti”. 

35 presenze complessive, 5 reti in totale e ancora due partite da giocare. Un bottino per nulla negativo se paragonato a quello di un certo Quagliarella, ai tempi della sua prima stagione in Serie A: 5 presenze, nessun gol. Un score personale che dovrebbe rasserenare l’ambiente, visti i precedenti positivi già visti sotto l’ombra della Mole. 

L’esempio principe in tal senso, è rappresentato da un certo Paolino Pulici che partì in sordina, faticando e non poco a trovare la via del gol. E che alla sua stessa età (22 anni compiuti) aveva messo assieme 36 presenze complessive, con 6 reti in totale. Era la stagione ’71-’72 e nei bar del capoluogo piemontese in molti chiedevano la cessione in prestito della punta, ritenuta ancora acerba. Il Toro di allora decise di non dare retta alla piazza, trattenendo Pulici alla base: il resto della storia la conosciamo tutti. 

Certo non siamo qui a dire che Martinez sarà l’erede del grande Pupi, e nessuno si sogna di mettere un giovane a paragone con il sommo mostro sacro. Ma guardando i precedenti e le statistiche, sarebbe opportuno che la dirigenza e la piazza granata attenda ancora un anno, onde evitare giudizi affrettati.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy