Menga: ”Per il Toro giocherei anche in difesa”

Menga: ”Per il Toro giocherei anche in difesa”

  @ManoloChirico
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E’ in corso proprio adesso la presentazione di Dolly Menga nella sala stampa dello stadio Olimpico di Torino. L’esterno offensivo belga nato a Verviers, vent’anni da compiere a Maggio, apre così: ”Contento di essere qui, questa è una grande piazza”.
Presente anche il direttore sportivo Gianluca Petrachi: ”Con l’acquisto di Menga abbiamo scelto di puntare sui giovani. Anche stranieri, un po’ come volevano i tifosi che ora saranno contenti. Le cose non capitano mai per caso, ma con la programmazione. La politica della società sarà questa, puntare sui giovani, sfornando campioni che in futuro permetteranno di fare delle plusvalenze, creando i presupposti per una società sana e competitiva. Credo molto in Dolly Menga, lo abbiamo osservato a lungo attraverso i nostri collaboratori e mi ha subito impressionato. Ora deve capire gli schemi tattici del nostro allenatore, il tempo è dalla sua parte. Dal punto di vista fisico non è al top, ma si sta riprendendo seguendo le nostre tabelle di marcia. Lunedì giocherà a Viareggio con la Primavera, per accumulare minuti di gioco. Lo abbiamo visionato quattro volte, io di persona una sola. Abbiamo dovuto convincere il club che non voleva cederlo, esponendo un progetto di crescita serio per il giocatore. Il ragazzo non ha pensato ai soldi, rifiutando la concorrenza, ma ha preferito il Toro per il progetto serio attorno a lui”.
 

IL TORO, L’ITALIA, IL BELGIO – ”Ci sono molte differenze tra il Belgio e l’Italia. Qui il calcio è più tattico. Ho visto giocare il Toro e mi piace come gioca Ventura. Per questo ho scelto di venire qui. Penso che con l’aiuto del mister riuscirò a migliorare e tanto. I soldi? Per me non sono importanti, preferisco il progetto sportivo. Avrò tempo per guadagnare”.

 

IL MODULO DI VENTURA – ”C’è tanta tattica e la squadra lavora per mostrare il miglior gioco possibile. In allenamento curiamo molto la parte tattica, il mister mi parla molto per farmi capire e penso che non farò fatica ad adattarmi. Il lavoro paga sempre. All’inizio era difficile, perchè gli esercizi erano nuovi, ma ora mi sto abituando”.

 

LA VELOCITA’ – ”No non l’ho mai trovato (ride, ndr). Con Cerci? Anche lui corre molto veloce, ma non abbiamo mai fatto una gara”.

 

IL MODELLO D’ISPIRAZIONE – Domanda per Petrachi che risponde così: ”Il modello a cui ci si ispira è quello  tracciato dall’allenatore, non dagli altri club. Bisogna lavorare in gruppo e gestire la situazione assieme. Bisogna individuare i giocatori che con il mister possano migliorare e tanto. L’allenatore deve avere la possibilità di plasmare i giocatori. Facciamo acquisti mirati e oculati, anticipando la concorrenza”.

 

L’ITALIA – ”Conoscevo l’Italia per il cibo, pasta e pizza. Sapevo che qui si mangiava bene. Poi, la moda. In Italia si sanno vestire bene” .

 

L’ESPERIENZA IN BELGIO – ”So che in Italia ci sono giovani che emergono come El Shaarawy, ma non solo. E’ vero, sono pochi, ma sono buoni. Anche per questo ho scelto il Toro, squadra che crede in me. In Belgio ho imparato molto, ma devo ancora crescere. Perchè il 29? Mia mamma è nata il 29 maggio”.

 

IL COMANDANTE MENGA – ”Mio papà in passato era comandante in Angola, sabato sarà a Torino e sarà in divisa, se volete vederlo sarà qui (ride, ndr). Che tipo di educazione? Molto ferrea, per via dell’esercito. Mi ha insegnato ad essere molto rispettoso”.

 

CRISTIANO RONALDO – ”E’ il mio idolo, molto rapido, tecnicamente fenomenale. Mi entusiasma. Direi che è un po’ il mio idolo”.

 

CERCI IL MIGLIORE – ”Il migliore qui è Cerci, può cambiare la partita in qualunque momento. E’ un fenomeno. Il più simpatico, invece, è Gillet”

 

LA POSIZIONE MIGLIORE – ”Non fa differenza, destra, sinistra, al centro. E’ uguale. Sceglie il mister. se mi dice di giocare in difesa o in porta va bene uguale. L’importante per me è giocare e farlo bene dando il massimo”.

 
Manolo Chirico (parlane con me su twitter @ManoloChirico) 


(foto Dreosti)
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