Mercoledì tutti uniti

Mercoledì tutti uniti

Brucia, fa male, lacera, ustiona, l’ennesima amara sconfitta ha avuto un effetto devastante nell’anima dei tifosi. A nulla è servito il forzato esilio sul lago di Garda. Inutili sono state le “confessioni” che il presidente Urbano Cairo ha effettuato ad ogni componente della squadra. Perniciose le dichiarazioni flirtate a qualche gola profonda, futili e meschine le pagelle “taroccate”…

Commenta per primo!

Brucia, fa male, lacera, ustiona, l’ennesima amara sconfitta ha avuto un effetto devastante nell’anima dei tifosi. A nulla è servito il forzato esilio sul lago di Garda. Inutili sono state le “confessioni” che il presidente Urbano Cairo ha effettuato ad ogni componente della squadra. Perniciose le dichiarazioni flirtate a qualche gola profonda, futili e meschine le pagelle “taroccate” di qualche burlesco calciatore.

Detto questo il popolo granata ha una sola strada da scegliere, un’unica possibilità, urlare ancora una volta “Il Toro siamo noi”. Noi, i mai morti, quelli che c’erano, ci sono e ci saranno. Quelli che non mollano mai.
Contro il Cagliari, i tifosi, dovranno accogliere i giocatori con un tifo da paura, da finale di Coppa dei Campioni. Urlare e dare il loro immenso e incondizionato sostegno, il loro amore a coloro indossano il colore granata. Non importa se la Lega Calcio, vuole trasformare una partita di campionato, in uno stadio perfettamente agibile, in un coatto “porte chiuse”, obbligando scelleratamente di giocare alle 15 in un giorno feriale: noi ce ne freghiamo! Il Toro è là, e noi ci saremo.

Stringiamo i denti, non pensiamo alle delusioni. Le polemiche sono dei deboli, le critiche tristi sono degli sfigati, i piagnistei sono dei disfattisti! Mercoledì più che mai serve la coesione, la compattezza splendida del popolo granata, quello che superbo e indomito, in una mattina di maggio, marciò numerosissimo per le strade della città, fregandosene di tutto e di tutti. Della retrocessione avvenuta il giorno precedente, del ghigno beffardo di chi ha vinto tutto e di una immonda presidenza che ci voleva estinguere.
Non bisogna arrendersi mai. Amare l’inamabile, combattere. Grazie all’urlo della fede, la partita di mercoledì potrebbe avere il risultato sperato, il Toro deve vincere e vincerà (o, almeno, lo spero vivamente), ancora una volta e il popolo granata avrà dimostrato che “Il Toro siamo Noi”.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy