Mihajlovic e Ventura: una preparazione diversa, per un gioco rivoluzionato

Mihajlovic e Ventura: una preparazione diversa, per un gioco rivoluzionato

Approfondimento / I granata corrono di meno rispetto alla scorsa gestione? Sì, ma è necessario (e giusto?) che adesso sia così

A chi ha assistito a qualche allenamento di questo “larvale” Torino 2016/17 in quel di Bormio non sarà sfuggito un elemento, importante ma dalla non arbitraria interpretazione: la preparazione atletica dei granata è fatta più di “pallone” che di corsa nuda e cruda, almeno rispetto alla gestione precedente, quella targata Giampiero Ventura.

Mihajlovic, dunque, fa “correre meno” del tecnico genovese? Superficialmente si potrebbe rispondere “sì”, lasciando sottintesa la – presunta – totale negatività del fatto, ma più concretamente si può affermare che questo Toro sta lavorando sì meno sul “fisico” se confrontato con gli anni passati, ma è d’obbligo notare come questo sia abbastanza – se non del tutto – normale, al termine di un lungo ciclo. O quantomeno, altamente giustificato.

Il tecnico serbo, infatti, ha portato una nuovo modulo sotto la Mole, il 4-3-3, ma non solo: con Miha, infatti, s’inaugura una nuova idea di gioco, e parallelamente una filosofia di lavoro completamente diversa. Lo staff è ora composto da 10 persone, e l’accento viene posto principalmente su esercizi di tecnica e tattica, questi ultimi molto intensi e lunghi. D’altronde, è pur vero che Vives e compagni dovranno confrontarsi con un nuovo schema, e con nuovi movimenti, completamente diversi da quelli del 3-5-2 venturiano, e i reparti vanno “saldati” già in ritiro.

Dunque, ben venga il lavoro di scarico e di potenziamento muscolare, ma a questo Torino che si affaccia al 4-3-3 dopo anni di tattica made in Ventura serve tanto lavoro sui nuovi schemi di Miha, e di conseguenza in Valtellina ci si è concentrati tanto sotto questo aspetto, meno sulla mera corsa.

Il campionato dirà se questa è stata una scelta vincente o meno, ma una cosa pare certa già da ora: Mihajlovic e il suo staff stanno mostrando, pressoché a 360°, qualcosa di nuovo agli appassionati e agli addetti ai lavori granata, e al cambiamento – quando inizia – va data la possibilità di svilupparsi. Le critiche, quelle, lasciamole all’inizio del calcio giocato: la preparazione del Torino ha bisogno di continuare dritta per la sua “nuova” strada.

1 commenti

1 commenti

Inserisci qui il tuo commento

  1. emix__925 - 6 mesi fa

    io ve lo dico: sono MOLTO preoccupato. l’anno scorso avevano fatto molta piu’ corsa….e se vi ricordate ancora prima del girone di ritorno a inizio secondo tenpo erano già tutti scoppiati…..e venivano puntualmente raggiunti e superati ….speriamo MIha abbia visto giusto.

    Rispondi Mi piace Non mi piace

Recupera Password

accettazione privacy