Moratti dice no alla Lega

Moratti dice no alla Lega

Marco Liguori

Nulla di fatto all’assemblea di ieri della Lega calcio. Il giorno dopo la sentenza di Calciopoli, l’assise della “Confindustria del pallone” non è riuscita a nominare presidente pro-tempore il patron dell’Inter, Massimo Moratti, per evitare il commissariamento da parte della Figc. Tutto è stato rimandato, secondo quanto riferito da Urbano Cairo (presidente del Torino)…

di Redazione Toro News

Marco Liguori

Nulla di fatto all’assemblea di ieri della Lega calcio. Il giorno dopo la sentenza di Calciopoli, l’assise della “Confindustria del pallone” non è riuscita a nominare presidente pro-tempore il patron dell’Inter, Massimo Moratti, per evitare il commissariamento da parte della Figc. Tutto è stato rimandato, secondo quanto riferito da Urbano Cairo (presidente del Torino) e Aurelio De Laurentiis (presidente del Napoli), al prossimo martedì 8 agosto. L’assemblea, che rimane aperta, riprenderà con la terza votazione dopo la fumata nera delle prime due, in cui la maggioranza richiesta era pari ai ¾ dei voti complessivi. In questo modo, sarà possibile ripartire proprio dal terzo scrutinio per il quale viene richiesta una maggioranza dei due terzi dei componenti l’assemblea, cioe’ 28 voti su 42. Solo nella prossima seduta si potrà veramente capire se c’è una reale intenzione da parte dei “grandi elettori” di voler evitare il commissariamento. Ieri, su 42 club di serie A e B, mancava soltanto il Bologna: probabilmente un segnale di protesta dopo la sentenza di ieri che ha bloccato per un altro anno la società petroniana in B a meno che non ci siano novità per la vicenda delle presunte irregolarità dell’iscrizione della Reggina al massimo campionato per il 2005/06.

Che in Lega tirasse un’aria poco propensa alla nomina del presidente a breve termine (circa due mesi), a cui dovrebbe seguire la nomina di un dirigente che non faccia parte dei consigli di amministrazione delle società associate, si era capito già sin dalle prime battute. Moratti aveva già spiegato, giungendo presso la sede di via Rosellini, che non era disponibile a ricoprire il ruolo di “reggente”. Coerente alla sua prima affermazione, il patron dell’Inter ha poi spiegato al termine dei lavori di essersi «ritirato dopo la prima votazione. Spero che trovino qualcuno all’unanimità. Hanno la libertà di scegliere chi vogliono. Confermo di non essere disponibile». Moratti ha poi proseguito spiegando che «La Lega era chiamata a dare un segnale forte, il fatto che non si riesca neanche in questa maniera è un po’ disperante». Moratti ha anche confessato davanti ai microfoni dei giornalisti che il governo «ci aveva fatto un invito a trovare una soluzione intelligente. Un invito che però non è stato accolto».

Il motivo della mancata elezione di Moratti, e del caos che regna all’interno della principale associazione dell’industria pallonara, è stato spiegato dal presidente del Messina Peloro, Pietro Franza. Secondo il suo racconto, c’è stato un duello tra il Moratti e l’amministratore delegato

della Roma Rosella Sensi, che alla vigilia non sembrava camdidata alla poltrona presidenziale. Nessuno dei due ha però raggiunto la maggioranza: 22 i voti a favore di Moratti e 8 quelli a favore della Sensi alla prima votazione, mentre nella seconda il patron nerazzurro ha incassato 10 preferenze contro i 9 voti andati a favore dell’ad giallorosso. Significativo, a questo proposito, il commento del presidente del Brescia, Gino Corioni: «La nostra prerogativa – ha detto lasciando la sede di Via Rosellini – è quella di essere bravi a non decidere».

Articolo pubblicato su "La Padania" il 27 luglio 2006

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