Moretti, che leader per il Toro: minutaggio da record e apporto fondamentale

Moretti, che leader per il Toro: minutaggio da record e apporto fondamentale

Focus on/ Il difensore granata sta attraversando una seconda giovinezza: in campo praticamente sempre, si sta dimostrando un vero leader e non disdegna dare il suo apporto anche alla fase d’impostazione

 

Il Toro quest’anno sembra finalmente aver ingranato la marcia giusta, e questo è senza dubbio merito di un gruppo che anche senza elementi di spicco lavora quotidianamente con professionalità per raggiungere i suoi obbiettivi. Il tutto va certamente ricondotto alla grande esperienza di Ventura che ha saputo conciliare i nuovi arrivati con la vecchia guardia. Parte del merito, però, va anche attribuita proprio a quei giocatori d’esperienza e professionalità che rendono più facile il compito del mister. Tra questi, vi è indubbiamente Emiliano Moretti, titolare indiscusso e cardine di una difesa che anche quest’anno si sta rivelando uno dei punti di forza dei granata. Se il Toro è la quarta difesa del campionato, dietro solo a Juve, Roma e Fiorentina, parte del merito è sicuramente suo.

EMILIANO MORETTI – Il difensore granata, classe ’81, sta attraversando una seconda giovinezza. Arrivato sotto la Mole nel luglio del 2013 dal Genoa, non ci ha messo molto a ritagliarsi un ruolo da leader silenzioso in mezzo alla difesa. Il suo minutaggio, in questa e nella passata stagione, è semplicemente stato impressionante: praticamente mai assente. In Serie A con il Toro ha collezionato trentasei presenze dal primo minuto (due sole assenze dovute a squalifica ed infortunio) nel primo anno, 21 presenze sempre dal primo minuto (su ventidue) nel secondo. Numeri davvero significativi, che fanno di Moretti uno dei giocatori con il minutaggio più elevato della massima serie.  

APPORTO FONDAMENTALE – Sembra quasi superfluo dunque, evidenziare quanto il suo apporto in difesa sia fondamentale. Sempre determinante, le pochissime e lievi sbavature nel corso di questi due anni sono nulle in confronto a quante volte ha salvato la causa granata. Eppure questo non basta: il suo contributo si vede anche in attacco, con incursioni fino alla linea di centrocampo che a volte lo trasformano in assist man, nonché con reti nate da calci d’angolo. Certo, ha segnato solamente contro Catania e Inter, d’altronde il gol non è il suo mestiere. Eppure la rete di San Siro al 94′, dopo 27 anni, ha un sapore particolare e certamente è destinato a rimanere impresso nella storia del Toro

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy