Museo del Grande Torino

Museo del Grande Torino

Ci avviciniamo al quattro maggio, data in cui il popolo granata si raccoglie a Superga per ricordare i Campioni del Grande Torino, che lassù conclusero la loro esistenza terrena e la loro storia per entrare in un lampo nella leggenda. Ma anche per visitare il Museo del Grande Torino, che dal 4 maggio del 2002 sta li, nel corpo di fabbrica della Basilica di Superga a ricordare a tutti la loro gloria. Negli ultimi tempi sono…

Ci avviciniamo al quattro maggio, data in cui il popolo granata si raccoglie a Superga per ricordare i Campioni del Grande Torino, che lassù conclusero la loro esistenza terrena e la loro storia per entrare in un lampo nella leggenda. Ma anche per visitare il Museo del Grande Torino, che dal 4 maggio del 2002 sta li, nel corpo di fabbrica della Basilica di Superga a ricordare a tutti la loro gloria. Negli ultimi tempi sono corse, a riguardo del museo, le voci più disparate e fantasiose, per cui mi pare giunto il momento di chiarire in modo inequivocabile la situazione.

Il Museo del Grande Torino è una iniziativa culturale dell’Associazione Memoria Storica Granata, che ho l’onore di presiedere, dalla data della sua fondazione, il 4 ottobre 1995, e che con un gruppo di amici, tifosi granata, che avevano a cuore le sorti del Filadelfia e della storia del Toro, ho fondato, per tutelare la memoria della squadra granata, salvaguardarla, conservarla e tramandarla ai posteri, quando il Filadelfia non era ancora ridotto nelle condizioni odierne e diciamolo pure chiaramente, non era un argomento che interessasse più che tanto la gente e i mezzi d’informazione. I nostri primi anni di vita, seppur intensi e fondamentali per il prosieguo della nostra attività, scivolarono via in un limbo a metà strada tra il bonario disinteresse e la sottile ironia di chi ci aveva bollato come romantici perditempo. Quindi a marzo del 2002 la decisione che ci porta a realizzare il museo. Dopo tre anni di mostra itinerante, chiamata “Un Fiore a Superga chiamato Torino”, che ha girato in oltre cinquanta tappe tutta l’Italia, decidiamo di fermarci e dare una sede definitiva ai cimeli ed ai quadri di Muliari. In due mesi intensissimi prendiamo i contatti, definiamo e sigliamo gli accordi con i Servi di Maria e la Artis Opera, e allestiamo il museo, la cui direzione viene affidata a Franco Ossola, figlio del campione perito a Superga e Vice Presidente dell’Associazione Memoria Storica Granata. Il Museo viene inaugurato il 4 maggio alla presenza dei familiari delle vittime, delle autorità cittadine e per fortuna, all’assenza della dirigenza del Torino Calcio.

Gli accordi stipulati prevedono una durata di cinque anni, tacitamente rinnovabili per altri cinque e altri cinque ancora, fintanto che una delle parti non decida diversamente e lo comunichi alle altre due. A tutt’oggi non mi è pervenuta alcuna comunicazione in tal senso, quindi qualsiasi dichiarazione riguardo a presunte cessazioni o spostamenti o modifiche dell’attuale sistemazione del Museo del Grande Torino, è destituita di alcun fondamento. Ciò comprende anche le dichiarazioni apparse nell’intervista rilasciata il 13 aprile da Piero Rubicondo, pubblicata in buona fede da questo sito. Piero Rubicondo è un socio come tanti dell’AMSG, che non riveste, ne ha mai rivestito, incarichi o cariche di alcun tipo all’interno del Consiglio Direttivo dell’associazione e quindi non aveva alcun titolo per parlare, a nome dell’AMSG, di situazioni che non conosce. L’unica certezza è la vitalità del Museo del Grande Torino, confermata dalle numerosissime e qualificate visite ricevute, anche in occasione delle recenti Olimpiadi Invernali e dai continui conferimenti di cimeli, da parte di familiari delle vittime e da tifosi più o meno importanti, riguardanti la leggendaria squadra perita a Superga, che fanno si che le bacheche siano sempre più stipate di reperti storici, tanto da richiedere continue sistemazioni ed adeguamenti. Questa si che potrebbe essere, qualora non fosse possibile reperire altri spazi all’interno della Basilica stessa per ampliare il museo, una ragione per cercare una sede diversa da quella attuale. Ma comunque nei modi corretti, seguendo i canali istituzionali e non affidando alle dichiarazioni del primo che capita una trattativa delicata e riservata.

Il Museo del Grande Torino è una entità rivestita di tale sacralità ed importanza, per noi granata, che non deve e non può essere trattata con leggerezza o messa in dubbio. Finche ci sarà un solo cuore granata a pulsare, a Superga, al Filadelfia o chissà dove, il Grande Torino non morirà mai.

Domenico Beccaria

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