Muzzi: ‘Abbiamo fame di vittorie’

Muzzi: ‘Abbiamo fame di vittorie’

Se in questo Torino c’è un giocatore che incarna alla perfezione il “tremendismo” granata quello è Roberto Muzzi. Professione attaccante, caratteristiche: guerriero indomito, pronto al sacrificio per la squadra. Contro Catania e Modena, gli è stato chiesto di giocare aiutando i centrocampisti in fase difensiva e lo si è visto persino chiudere sugli avversari a ridosso della propria area di…

Se in questo Torino c’è un giocatore che incarna alla perfezione il “tremendismo” granata quello è Roberto Muzzi. Professione attaccante, caratteristiche: guerriero indomito, pronto al sacrificio per la squadra. Contro Catania e Modena, gli è stato chiesto di giocare aiutando i centrocampisti in fase difensiva e lo si è visto persino chiudere sugli avversari a ridosso della propria area di rigore.

Muzzi, come si trova in questo nuova dimensione tattica?

“Non posso dire di sprizzare euforia però sono a disposizione del mister”

Un ruolo che forse la tiene troppo lontano dalla porta, non crede?

“Se devo attaccare l’uomo che fa gioco, in pratica divento un centrocampista aggiunto: un lavoro dispendioso, che ti fa perdere lucidità negli ultimi sedici metri”

Il Toro ha un vasto parco attaccanti. Come giudica l’ipotesi di un turnover lì davanti?

“Dipendesse da me giocherei sempre. Però capisco anche che chi sta fuori è arrabbiato, giustamente: l’importante è che quando entra riversi questa rabbia in campo, aiutando i compagni”

A proposito di cambi, se a Verona rientra Brevi lei dovrà cedere la fascia.

“Giusto così. Oscar è il nostro capitano, tornerà a lui”

Chi farà la differenza per il Toro negli ultimi due mesi?

“Tutti devono dare qualcosa in più se vogliamo raggiungere l’obiettivo che ci siamo posti”

Stellone in particolare può essere un’arma decisiva?

“Sta lavorando bene e il suo contributo alla fine si rivelerà di sicuro importante”

Cosa vi ha fatto cambiare marcia nell’ultimo mese?

“Il nostro motto è stato: “zitti e lavorare!”. Ora abbiamo fame di vittorie”

La visita dei tifosi dopo Modena vi ha sorpreso?

“Sono speciali: ci hanno incoraggiato perché vedono il nostro impegno”

A questo punto, il traguardo che vi ponete è il terzo posto?

“Non si sa mai. La classifica per ora interessa poco, cerchiamo di giocare ognuna di queste sei partite che ci attendono come delle finali, poi vedremo”

Di certo non vi manca la serenità, al contrario di ciò che accade ad altre squadre prese di mira dai propri sostenitori. Lei che ha giocato in “piazze calde” come giudica gli avvenimenti delle ultime settimane, più da pagine di cronaca che di sport?

“Premesso che nel calcio i tifosi hanno tutto il diritto di contestare, certi limiti non dovrebbero mai venire superati. Si può fischiare, non andare allo stadio, ma la violenza è sempre da condannare"

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