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Nerozzi (La Stampa): “Rivalità scemata: per la Juve il derby è una delle tappe”

Intervista / Le parole ai nostri microfoni, con la stracittadina all'orizzonte, di un giornalista che segue da vicino i bianconeri

Nikhil Jha

"Si avvicina sempre più il 193° derby della Mole. Una sfida attesissima, anche se forse per motivi diversi: di questo e altro abbiamo parlato con Massimiliano Nerozzi, giornalista de La Stampa ed esperto del mondo Juve.

"Per la Juve è un momento d'oro: lo scudetto è sempre più vicino e la finale di Champions è ipotecata. È la Juventus più forte dal post-Calciopoli? O è ancora seconda a quella che nel 2015 sfiorò il triplete, vincendo campionato e Coppa Italia, ma uscendo sconfitta in finale di Champions contro il Barcellona?

"È la più forte perché ha un numero più grande di giocatori bravi. Conte aveva giocatori di livello assoluto come Pirlo, Vidal, Pogba e anche Tevez. Questa ne ha altri, magari meno affermati (vedi Dybala che è in rampa di lancio), ma un panchina più lunga e più di qualità. Oggi le riserve in difesa sono Benatia e Rugani. Se penso ad alcuni degli uomini chiave della gestione Conte, come Padoin o Peluso, farebbero molta fatica in questa Juve.

 MONACO - MAY 03: Jemerson of AS Monaco and Gonzalo Higuain of Juventus in action during the UEFA Champions League Semi Final first leg match between AS Monaco v Juventus at Stade Louis II on May 3, 2017 in Monaco, Monaco. (Photo by Julian Finney/Getty Images)

"Qual è la chiave segreta della macchina di Allegri?

"Al di là di Higuain e Dybala, gli elementi più appariscenti, le chiavi sono Khedira, che non ha mai giocato così tanto, neanche a 20 anni allo Stoccarda allo Stoccarda. Ha giocato quasi il doppio dei minuti rispetto alla scorsa stagione. Poi Mandzukic, vitale nel passaggio dal 4-3-1-2 al 4-2-3-1, che è stato quasi un uomo nuovo: come fu Eto' nel 2010 nell'Inter del triplete.

"Cosa si teme maggiormente negli ambienti juventini di questo Toro, oltre a Belotti?

"Sicuramente al primo posto c'è Belotti. Forse direi poi il dinamismo che può avere il centrocampo, che nelle domeniche in cui ha giocato bene, abbinando corsa e qualità tecnica. Dopodiché, in questo derby, il problema per il Toro è che comandano le motivazioni: la Juve deve vincere lo scudetto, e lo vuole fare il prima possibile. Questo potrebbe pesare.

 TURIN, ITALY - DECEMBER 11: Andrea Belotti of FC Torino celebrates after scoring the opening goal during the Serie A match between FC Torino and Juventus FC at Stadio Olimpico di Torino on December 11, 2016 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

"Pensi che il concorrere dei bianconeri ad alto livello in Italia ed in Europa abbia in qualche modo disperso il sentimento di rivalità cittadina?

"Di questo sentimento ce n'era in determinati giocatori, penso a Marchisio, che ha giocato grandi derby, ma probabilmente stasera non ci sarà. Negli ultimi anni la rivalità è molto scemata: l'orizzonte in casa bianconera è più ampio. Il derby non è un fine, ma una tappa per arrivare in vetta. È una delle molte tappe. Tirandola un po', se domani si giocasse, per dire, Juve-Fiorentina, non sarebbe molto diverso. Forse più ancora di una volta da qualche anno la partita ha rischiato di diventare più importante per il Toro, a maggior ragione adesso.

"Infine: quali sono le probabili scelte di Allegri ?

"E' un terno al lotto, ci sarà un po' di turnover. In porta è sicuro Neto (l'ha confermato Allegri in conferenza stampa, ndr); Lichsteiner, Bonucci, Benatia e Asamoah dovrebbero comporre la linea difensiva. Al fianco di Khedira ci vedrei Rincon, con Pjanic sulla trequarti al posto di Dybala. Higuain al centro dell'attaco. Cuadrado e Manduzkic sugli esterni.