Novellino: ‘Voglio una squadra grintosa e camaleontica’

Novellino: ‘Voglio una squadra grintosa e camaleontica’

E’ l’immagine della grinta e della determinazione. Il nuovo mister Walter Alfredo Novellino, "Monzon", ha messo alla frusta fin da subito i suoi giocatori (mancano Rosina e Grella che si aggregheranno dopo, mentre Melara è in procinto di passare all’Ascoli e non è stato convocato al pari di De Sousa). Non era previsto, però fin dal primo giorno di ritiro, dopo 9 ore di pullmann, sono comparsi…

E’ l’immagine della grinta e della determinazione. Il nuovo mister Walter Alfredo Novellino, "Monzon", ha messo alla frusta fin da subito i suoi giocatori (mancano Rosina e Grella che si aggregheranno dopo, mentre Melara è in procinto di passare all’Ascoli e non è stato convocato al pari di De Sousa). Non era previsto, però fin dal primo giorno di ritiro, dopo 9 ore di pullmann, sono comparsi paletti e palloni e la prima sgambatura è divenuta fin da subito un esercizio di tattica. Il mister accoglie con un sorriso la copia de "Il Toro siamo noi" regalatagli da Toronews e parte spedito, disponibile a rispondere a tutte le domande.

Mister Monzon, che effetto fa allenare la squadra degli esordi ?

Una bella sensazione che è il coronamento di un sogno. Oggi è un po’ il primo giorno di scuola in cui mi sembra di essere un maestro, tenuto conto che in questo società mi sono formato come giocatore è come tornare a insegnare nella scuola in cui si è imparato a scrivere.

E’ la squadra che voleva, con i giocatori richiesti ?

Sì, la società ha operato bene, confrontandoci quotidianamente e trovando giocatori importanti di qualità ed esperienza come Corini, Di Michele e Bjelanovic. E’ nato un progetto importante.

Considerati i nuovi arrivi non è difficile assemblare ex-novo una squadra con tanti nuovi volti?

Paradossalmente è più facile. Perché della vecchia squadra sono rimasti in pochi, ripeto oggi è come il primo giorno di scuola dove ci dobbiamo conoscere, cominciare a capirci e a frequentarci. Il resto verrà.

Cosa chiede e cosa vuole vedere dai giocatori in questa fase ?

La disponibilità ad apprendere i movimenti tattici e a mettersi in discussione. Per questo fin da ieri ho cominciato a farli allenare sulla tattica, voglio che imparino certi movimenti a memoria.

Quali sono gli obiettivi della stagione ?

In primis creare un buon amalgama e un buon gruppo, poi vedremo strada facendo. L’importante è creare uno spirito di squadra in cui tutti sappiano come e cosa devono fare.

La stagione scorsa l’attacco del Toro è stato uno dei peggiori, come farà a risolvere il problema ?

Non mi permetto di giudicare la stagione passata, anche perché una stagione sfortunata ci può stare. E poi l’anno scorso in fin dei conti il Toro è rimasto in A, non mi sembra male per una neo-promossa. Quest’anno sono arrivati giocatori validi e importanti come Ventola, Bjelanovic e lo stesso Di Michele, per cui ci sono ottime premesse per fare meglio.

Come giocherà il Toro di Novellino ? Il 4-4-2 non si tocca?

E’ lo schema che mi ha portato meglio ovunque l’ho utilizzato, per cui partiremo da quello. Dopodiché credo che un allenatore debba valutare anche i giocatori che ha a disposizione e adeguarsi di conseguenza. Per questo vorrei che fosse una squadra in grado di cambiare più moduli in corsa, camaleontica.

Cosa manca a questa squadra per essere quella di Novellino ?

La società sa come la penso e sta lavorando per colmare lacune e necessità di cui preferisco parlare con loro.

Cioffi, Abbruscato resteranno ?

Ripeto sono discorsi che toccano alla società. Per ora io penso a fare l’allenatore di tutti e a guardare come e quanto tutti si impegnano.

Lei è stato allenato da Giagnoni, cosa vorrebbe riuscire a trasmettere ai giocatori di quello appreso da lui ?

Giagnoni è intanto una gran brava persona, da cui spero di riuscire a trasmettere la grande umanità e la grande disponibilità al dialogo, che è la chiave per creare un gruppo e poi soprattutto la capacità di trasmettere il tremendismo, così autenticamente granata.

Cos’è il Toro per lei ?

Un modo di essere che senti dentro una volta indossata la maglia. Io sono nato e cresciuto al Filadelfia e sento particolarmente quest’appartenenza, per cui voglio che la sentano anche i giocatori.

Come gliela insegnerà ?

Devono sentirla loro per primi, perché sia chiaro voglio gente che non molli mai.

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