Ogbonna, le inglesi si prenotano per l’asta

Ogbonna, le inglesi si prenotano per l’asta

E’ uno dei pochi che tutto sommato non abbia bisogno di andare a bussare alla porta di Urbano Cairo. Perché in fondo Angelo Ogbonna ha un contratto decisamente lungo e…

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E’ uno dei pochi che tutto sommato non abbia bisogno di andare a bussare alla porta di Urbano Cairo. Perché in fondo Angelo Ogbonna ha un contratto decisamente lungo e un ingaggio che pur essendo inferiore, ad esempio, a quello di Denis (tanto per citare un recente avversario), è buono anche se non eccellente con quei 900mila euro che escono dalle casse granata.

 

Eppure in questa fase di stagione che può essere anche quella dei rinnovi e dei prolungamenti, nonché adeguamenti si parla soprattutto e ancora una volta di lui. Perché sono diventate ormai troppe le pretendenti, reali e realistiche, per pensare che si tratterà a Torino anche solo un’altra stagione e si tratta semplicemente di capire dovrà andrà a svernare da luglio in poi. Conoscendo Giovanni Bianchini, che ne cura gli interessi, le porte al momento sono aperte a tutti anche se la parola finale in linea di massima spetterà al Toro.
Ma anche quei 15 milioni di base per l’asta sono assolutamente realistici, alla lice di quello che il mercato attuale offre, più per l’estero che in Italia. C’è il Manchester United che deve svecchiare la rosa e soprattutto sta per ricevere una pioggia di milionate dal nuovo sponsor GM con il marchi Chevrolet. C’è l’Arsenal che invece barcolla nella sua attuale mediocrità ma a soldi è messo ottimamente avendo alle spalle gli emiri. E non stanno male nemmeno le due di Liverpool che lo hanno messo nel mirino da tempo, mentre qui difficile capire chi realmente potrebbe tirar fuori quella cifra e soprattutto garantire la piena soddisfazione di tutti.
Così Petrachi può lavorare sul caso Bianchi e sui rinnovi di Masiello e Rodriguez, magari pure sul prolungamento di D’Ambrosio. Ma la cambiale Ogbonna è quasi pronta per essere presentata, non foss’altro perché il giocatore vorrebbe partire per la Confederations Cup di giugno già conscio del suo futuro. In fondo forse il Toro glie lo deve pure.

Federico Danesi

(foto M.Dreosti)

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