Ora è ufficiale: domenica si gioca

Ora è ufficiale: domenica si gioca

Il calcio torna in campo, domenica ricomincerà il campionato, dalla quarta giornata, la terza verrà recuperata in aprile, come proposto dalla Lega. Nessuna serrata da parte dei presidenti a causa dei molti stadi che dovranno restare chiusi al pubblico. Adriano Galliani ha voluto puntualizzare sulla questione. “Dobbiamo rispettare le restrizioni del decreto legge. Abbiamo dato una prova di maturità…

Il calcio torna in campo, domenica ricomincerà il campionato, dalla quarta giornata, la terza verrà recuperata in aprile, come proposto dalla Lega. Nessuna serrata da parte dei presidenti a causa dei molti stadi che dovranno restare chiusi al pubblico. Adriano Galliani ha voluto puntualizzare sulla questione. “Dobbiamo rispettare le restrizioni del decreto legge. Abbiamo dato una prova di maturità decidendo di giocare. C’è dell’amarezza perché tutti gli stadi funzionavano con delle proroghe che ieri sera il decreto ha revocato”.

Tutte le partite in programma della serie A si svolgeranno domenica alle 15, mentre la serie B riprenderà sabato, ma alle 15 e non più alle 16. Annullati anticipi e posticipi. Nulla da fare per gli stadi non a norma, si gioca a porte chiuse, dove non ci sono i tornelli gli abbonati rimangono fuori. Matarrese a proposito ha dichiarato: “Ci auspichiamo che i sindaci dei vari Comuni sistemino subito gli stadi nel rispetto del decreto Pisanu e di quello emesso ieri. Ho sollecitato i presidenti che facciano pressione sui sindaci delle città dove non si gioca perché accelerino le procedure per completare i lavori”. Sulla stessa lunghezza d’onda il Ministro dell’Interno Giuliano Amato. La Lega ha cambiato solo una data rispetto alle prime indicazioni e riguarda il recupero della prima giornata di serie B, che non si disputerà più il 13 febbraio bensì il 17 aprile.

Tra i primi commenti sulle partite a porte chiuse è arrivato quello dell’ex viola Giancarlo Antognoni, che vede favorita la Roma perché potrà contare sul suo pubblico. Il livornese Cristiano Lucarelli ha paventato invece uno sciopero dei calciatori perché con queste decisioni: “ci saranno discriminazioni tra stadi aperti e chiusi”.

Era praticamente certo che il campionato sarebbe ripreso in questo weekend, è stato sacrosanto fermarsi una giornata per rispetto all’ispettore deceduto, ma stare fermi oltre sarebbe stato un duro colpo per le finanze del calcio: ogni giornata ha un giro di affari di circa 40 milioni di euro.

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