Palermo-Torino: Cairo e Zamparini tra allenatori, progetto e gestione dei club

Palermo-Torino: Cairo e Zamparini tra allenatori, progetto e gestione dei club

Confronto / Il match mette a paragone anche l’attività dei due presidenti: analogie, differenze ed abitudini incrociate

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Cairo

Domenica pomeriggio il Palermo ospita il Torino in una partita delicata ed importante per la classifica delle due formazioni, in cerca di punti pesanti e riscatto dopo le ultime prestazioni non particolarmente positive. In campo si sfideranno i ventidue giocatori, ad inscenare però il confronto tra le società: da una parte il club di Maurizio Zamparini, alla guida dei rosanero dal 2002, dall’altra quello di Urbano Cairo che ha rilevato il Torino nel 2005. Presidenti dal carattere contrastante ma tra i quali possono essere individuate differenze ed analogie importanti che a tratti si miscelano tra loro.

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Maurizio Zamparini è presidente del Palermo dal 2002

Il primo punto in evidenza è il rapporto dei due presidenti con gli allenatori: Zamparini vanta la palma di “mangia-allenatori” per eccellenza, avendo nel corso di questi quattordici anni alla guida del club siciliano esonerato il tecnico per ben 53 volte (alcuni sono poi stati richiamati in più occasioni), l’ultimo della lista è Ballardini sollevato dall’incarico l’11 gennaio scorso dopo poco più di un mese. Difficile per i tecnici instaurare un feeling importante con Zamparini poiché non appena la squadra ottiene risultati inferiori alle proprie aspettative il presidente ricorre al drastico cambio in panchina. Diversa l’attuale situazione in casa Torino: se nei primi anni di gestione del club granata Cairo poteva essere paragonato con il pari ruolo rosanero per via della tendenza ad esonerare i tecnici in seguito a risultati negativi, da cinque anni a questa parte la solfa è cambiata e con l’arrivo di Ventura il Torino ha aperto un ciclo importante. Simbolo di questa collaborazione tra società e tecnico sono il rinnovo contrattuale ottenuto qualche mese fa dall’allenatore genovese e la totale fiducia riposta nella sua figura dal club, che non perde occasione di ribadire la vicinanza al tecnico anche nei momenti di difficoltà (a questo proposito, leggi qui)

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Da mangia allenatori alla continuità tecnica: la svolta di Cairo con Ventura

Questa differenza si ripercuote poi inevitabilmente anche a livello di risultati e di economia gestionale del club: per quanto riguarda il primo aspetto, nonostante il periodo negativo attraversato da Glik e compagni che rischia seriamente di compromettere la stagione dei granata, il Torino dall’arrivo di Ventura è partito dalla serie cadetta per conquistare la promozione nel massimo campionato e crescere progressivamente fino a centrare il piazzamento nella zona sinistra della classifica e addirittura l’accesso alle coppe europee; tutti sintomi e conseguenze di un progetto stabile e ben strutturato. Dall’altro lato, l’instabilità tecnica del Palermo sta condannando la società rosanero a lottare ogni anno per la salvezza o vedersi addirittura costretta a retrocedere per poi riconquistare la Serie A.

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53 esoneri per Zampaini: Ballardini l’ulitmo della lista

Sotto il profilo dell’economia gestionale i due club sono accomunati da una filosofia di mercato che però vede legate le due società solamente in un primo momento: entrambe infatti sono quasi costrette dagli ormai esorbitanti prezzi del mercato a cedere i propri gioielli ed in questo Zamparini è un vero maestro, riuscendo a super valutare i propri giocatori, ma nel corso delle ultime stagioni anche Cairo ha piazzato colpi in uscita per cifre importanti (vedasi la cessione di Darmian) La sostanziale differenza sta proprio nel modo di reinvestire quanto guadagnato da eventuali cessioni eccellenti: nel mantenimento del percorso di crescita generale il Torino pur privandosi di qualche ottimo giocatore cerca ogni anno di rinforzare la rosa a disposizione del tecnico attraverso entrate interessanti; lo stesso non si può dire del Palermo che non sempre rimpiazza adeguatamente le fruttuosissime vendite  non garantendo così una continuità qualitativa al tecnico rosanero.

Palermo-Torino rappresenta quindi un importante confronto tra due società e due differenti modelli di intendere il calcio, a livello economico ed ambientale.

4 commenti

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  1. claudio sala 68 - 2 anni fa

    Il modello Zamparini funziona solo in iralia. Cairo stacercando di sviluppare un progetto a lungo termine però dovrebbe avere più convinzione ( vedi stadio di proprietà)

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  2. aterreno - 2 anni fa

    A me sembra che Cairo stia andando a lezione da Zamparini, mah..

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    1. Achille - 2 anni fa

      No atterreno, non si può paragonare Cairo a Zamparini,se Cairo avesse fatto ciò che ha fatto Zamparini,sarebbe stato costretto ad emigrare all’estero.

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  3. Achille - 2 anni fa

    Zamparini è un mercenario!

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