Papadopulo, la tattica ai raggi X

Papadopulo, la tattica ai raggi X

di Gianluca Sacchetto – Allenatore che vai, modulo che trovi. Inevitabilmente, con il passaggio da Lerda a Papadopulo si assisterà a dei cambiamenti dal punto di vista tattico e se dopo due giorni di allenamento è prematuro capire le vere intenzioni del tecnico da qui al termine della stagione è, comunque, possibile prevedere in linea di massima come giocherà il Toro e quali elementi saranno avvantaggiati…

di Gianluca Sacchetto – Allenatore che vai, modulo che trovi. Inevitabilmente, con il passaggio da Lerda a Papadopulo si assisterà a dei cambiamenti dal punto di vista tattico e se dopo due giorni di allenamento è prematuro capire le vere intenzioni del tecnico da qui al termine della stagione è, comunque, possibile prevedere in linea di massima come giocherà il Toro e quali elementi saranno avvantaggiati da una variazione di modulo.

Papadopulo ha, infatti, quasi sempre puntato sul centrocampo a tre nelle sue esperienze precedenti e manterrà questa idea anche a Torino. Cosa significa ciò? Che ci sarà spazio per il regista, tanto cercato durante il mercato estivo e poi arrivato solamente in quello invernale, senza neanche fortuna. Budel e Obodo avranno, quindi, decisamente più spazio rispetto a quanto accaduto fino ad ora. Uno dei due giocherà sempre, per provare a dare quelle geometrie viste molto poco in casa granata. Mentre, in linea di massima, i mediani saranno De Feudis e De Vezze.

L’altra novità riguarda la riproposizione del trequartista, che avrà il compito di inserirsi negli spazi aperti dalle punte, mentre in fase di non possesso diventerà una sorta di schermo davanti al centrocampo. Chi ci guadagna in questo modo è Gasbarroni, partito dal primo minuto in quella posizione solamente con il Cittadella e che potrebbe giocarsi il posto con Sgrigna, anche se al momento il titolare pare quest’ultimo. Il 4-3-1-2 non dà, invece, spazio agli esterni. E se Gabionetta può, comunque, riciclarsi in una posizione centrale, di trequartista classico, per Lazarevic e Pagano questo modulo è un problema non di poco conto. Neanche il più fantasioso dei tifosi potrebbe trovare loro un ruolo adatto in uno schema di questo tipo.

Cambierà qualcosa anche per i terzini, che con un centrocampo a tre avranno molto più margine di manovra. Entrambi dovranno spingere fino a fondo campo, per assistere le punte con i loro assist, mancando gli esterni classici. Da evitare, invece, i cross dalla trequarti, visti tante volte in questi ultimi mesi ma che non portano a nulla di buono. Troppo facile per i difensori scegliere il tempo dell’intervento in occasioni simili. Papadopulo in questi primi due giorni di lavoro ha anche provato una variante, il cosiddetto schema ad albero di Natale (4-3-2-1) ma al momento non sembra la soluzione più adatta.

(foto: M. Dreosti)

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