Patrizio Sala: “Toro, senza investimenti seri si può solo sperare nella buona sorte”

Patrizio Sala: “Toro, senza investimenti seri si può solo sperare nella buona sorte”

Esclusiva TN, il doppio ex di Cesena – Torino: “Maxi è bravo, ma non può garantire il salto di qualità di cui i granata hanno bisogno. In Romagna esperienza bellissima dentro e fuori dal campo”

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Il doppio ex di oggi per Cesena – Torino è uno dei grandi della storia granata, Patrizio Sala, al Toro dal 1975 al 1981 e in Romagna dal 1984 al 1988.

Ciao Patrizio, parlare della tua esperienza al Toro è ormai superfluo, visto che tutti conoscono la storia di quel mitico scudetto con Radice e tutti sanno dei grandi successi e delle grandi soddisfazioni che ti sei tolto con questa maglia. Parlaci allora della tua avventura a Cesena.

A Cesena ho toccato con mano un’atmosfera molto famigliare, in senso positivo. Parlo dei vicini di casa che vengono a suonarti il campanello per salutarti e fare due chiacchiere, del pescatore che ti porta del pesce fresco o della gente che ti ferma per strada quando vai a fare la spesa. Ho trovato gente cordiale e genuina nel modo di essere, come è tipico della cultura romagnola. Ma è stata una bella esperienza non solo fuori dal campo: infatti sono rimasto abbastanza a lungo centrando anche una promozione prima di passare al Parma.”

Il Toro di Giampiero Ventura, dopo un’ottima gara contro il Milan, è naufragato contro la Lazio: come ti spieghi un andamento così altalenante?

Una squadra di qualità quella partita contro il Milan doveva vincerla 5-1, viste tutte le occasioni da gol create. Se segni una sola rete vuol dire che qualche problemino c’è. Poi possiamo parlare della necessità di una punta o dello scarso livello tecnico in mezzo al campo, ma i numeri sono davvero impietosi. La verità è che la squadra ha delle evidenti lacune, e il rendimento altalenante è dovuto alla forza degli avversari: in questo momento la Lazio è meglio del Milan e quindi è normale che tu possa perdere. Manca la qualità che ti fa vincere le partite che altrimenti avresti pareggiato e che ti fa pareggiare quelle che altrimenti avresti perso, tutto qui.”

Maxi Lopez è un buon acquisto ma forse non quello che la piazza si aspettava, mentre Martinez sta facendo bene ma non può reggere la baracca da solo: serve dunque qualcuno con maggiore peso là davanti?

Maxi è uno che ogni anno cambia squadra, è bravo ma non puoi aspettarti da lui il salto di qualità di cui il Torino necessita. L’amara realtà è che per il momento, se non si fanno investimenti seri, si può solo vivere di speranze: puoi solo sperare che uno esploda, puoi solo sperare che uno che ha fatto male l’anno precedente magari adesso faccia bene da te.

Oggi pomeriggio c’è il Cesena, squadra in crisi e dall’organico oggettivamente debole per la serie A. Tuttavia il Torino non deve commettere l’errore di sottovalutare l’impegno, giusto?

Queste sono le partite più brutte. Agli appuntamenti importanti è difficile che il Toro sbagli l’approccio: magari perde, magari pareggia, come è avvenuto rispettivamente con Juve e Milan, ma la prestazione di solito arriva. Queste gare invece nascondono dei tranelli, per cui i granata dovranno fare molta attenzione. In campionato non è mai facile, soprattutto su questi campi e soprattutto per un Torino come questo, che al momento non può permettersi di sottovalutare nessuno.”

I tifosi si augurano che non si ripeta un’altra prestazione come quelle esterne viste contro Empoli e Chievo, dove è arrivato un punto ma dove la squadra ha espresso un gioco davvero deludente, sei d’accordo?

No, perché credo che, al momento, conti il risultato, e che proprio la continuità di risultati sia importante per il gruppo. E’ ovvio che a Cesena bisogna cercare di vincere, però più che al bel gioco il Toro deve pensare ai punti, anche perché la classifica non è ancora così tranquilla e si fa prestissimo a sprofondare.

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