Petrachi e il mercato del Torino

Petrachi e il mercato del Torino

«Il tempo è galantuomo» è una frase spesso usata da Petrachi. Il DS granata si affida frequentemente a questo modo di dire per aspettare di chiarire una situazione i cui risvolti non sono sempre del tutto chiari. Da quando è arrivato a Torino si è sempre tirato in mezzo in queste sue frasi ad effetto, schierandosi in prima linea nei momenti di difficoltà. Sia quando è arrivato…

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«Il tempo è galantuomo» è una frase spesso usata da Petrachi. Il DS granata si affida frequentemente a questo modo di dire per aspettare di chiarire una situazione i cui risvolti non sono sempre del tutto chiari. Da quando è arrivato a Torino si è sempre tirato in mezzo in queste sue frasi ad effetto, schierandosi in prima linea nei momenti di difficoltà. Sia quando è arrivato in piena crisi, sia durante la risalita verso i playoff, Petrachi non ha mai fatto voli pindarici. Ha sempre tenuto i piedi per terra evitando inutili proclami. Lo ha fatto ancora recentemente. Qualche settimana prima della chiusura del mercato ha dichiarato: «Aspettate a giudicarmi. Prima di dire se avrò fatto bene o male dovremo vedere come andrà il campionato». A differenza di alcuni colleghi che si autocelebravano definendo i propri mercati da 10 e lode, il DS del Torino è sempre rimasto con i piedi ben piantati per terra. Non ha  mai alzato la voce, né fatto una dichiarazione fuori luogo. Zitto-zitto e con molta voglia di lavorare, si è messo all’opera per cercare di ricostruire una rosa adatta ad affrontare la Serie B. E qui sono sorti i primi problemi: Petrachi è un direttore sportivo, non un presidente che mette i soldi di tasca propria. Il dirigente del Torino può lavorare con ciò che ha a disposizione e non può sforare il budget. Diventa dunque difficile riuscire a portare avanti un mercato senza disporre di un euro da investire. L’anno scorso, a gennaio, Petrachi fece una completa rivoluzione portando a Torino numerosi giocatori. Ma ci riuscì per via delle situazioni che si erano create. I ragazzi che approdarono alla corte di Colantuono erano quasi tutti reduci da un forzato e prolungato stop dovuto a divergenze tecniche con l’allenatore. In parole povere, quasi nessuno aveva visto il campo nella prima parte di stagione. Ma in estate è difficile trovare una squadra disposta a cedere un proprio tesserato, senza neppure sapere se ci sarà o meno spazio per lui nell’arco del campionato. È normale che quasi tutti i club puntino a ricavare qualcosa dalle cessioni. Per Petrachi diventa difficile poter operare se il tesoretto del club ammonta ad una cifra vicina agli  0 €. Sarà anche vero, come dice Cairo, che sia Atalanta che Siena abbiano dovuto vendere giocatori importanti per rifondare l’organico, ma è altrettanto vero che tutto ciò non significa che se il Torino non cede i propri ragazzi, allora si può permettere di non investire nel mercato. Per riemergere da una situazione così difficile oltre a mantenere tutti i big servono contanti da usare per cominciare lo shopping. E Petrachi tutti questi soldi non li ha quasi mai visti. Ecco perché diventa difficile imputare a lui tutte le difficoltà granata in questo calcio mercato. Ma il DS granata è un signore ed è sempre il primo a mettere la faccia, anche quando la colpa non è sua. Per molte persone ci sarebbe solamente da imparare.

 

 

(foto: M.Dreosti) 

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