Petrachi presenta i due nuovi acquisti

Petrachi presenta i due nuovi acquisti

dal nostro inviato a Norcia
Stefano Brugnoli

Il direttore Petrachi ci presenta gli ultimi arrivati Alen Stevanovic e Davide Bassi:

“Avevo detto che sarebbero arrivati due acquisti e così è stato L’uscita di Benedetti aveva creato un certo imbarazzo. Però non si possono tarpare le ali ai sogni di un ragazzo e così si è cercato di affrontare con l’Inter un ragionamento intelligente puntando entrambi su due ragazzi. Stvanovic aveva richieste anche dal Bologna e dal Siena, io credo molto in questo ragazzo perché lo volevo già a gennaio. Devo ringraziare Pasquale Bruno (socio del procuratore di Stevanovic) perché ha contribuito a spiegare al ragazzo cosa vuol dire giocare nel Torino.

Passando a Bassi devo dire che è un portiere che mi è sempre piaciuto, pensavo per lui una carriera diversa ma non ha avuto prima di ora la possibilità di andare via da Empoli per diversi motivi. Ho preteso il riscatto perché penso che possa rappresentare il futuro avendo ottime doti, deve solo tirare fuori più carattere e personalità che lo possono far diventare un portiere importante. Viene qui per giocarsela, io voglio dare a Lerda in ogni ruolo non un giocatore da 10 e uno da 6 ma due da almeno 8. Come per gli altri arrivati, prima di fare questi due acquisti mi sono informato anche sulle caratteristiche umane e ho avuto notizie positive.

Le presentazioni vengono fatte in ordine alfabetico e quindi si inizia da Davide Bassi

Come mai hai deciso che la tua esperienza a Empoli era finita anche se avevi ancora un contratto?

Non è vero che ho rotto con l’Empoli anzi ringrazio il direttore Vitale che mi ha dato la possibilità prima di allenarmi con un’altra squadra (Spezia) e successivamente di fare altre esperienze.Avevo bisogno di nuovi stimoli di cambiare aria e di ripartire da zero, gli altri anni non me lo hanno permesso per fortuna quest’anno si.

Come ha detto il direttore sei qua per giocarti il posto con Morello?

Esatto è proprio così, con Morello ci deve essere una sana competizione, voglio far vedere quello che so fare per mettere in difficoltà il mister nelle scelte, questa è l’occasione per crescere che aspettavo da tanto tempo, sono qua per giocarmi tutte le mie carte per scendere in campo il più possibile.

Quando hai iniziato a giocare in porta?

Fino a dieci anni giocavo da difensore poi passato dal calcio a sette al calcio a undici ho capito che non ero troppo tagliato per quel ruolo e così ho fatto l’ultima scelta per giocare andando a provare in porta, per il momento direi che è andata bene.

 

Il microfono ora passa ad Alen Stevanovic, nazionale serbo Under 21 che dovrebbe andare a giocare una amichevole contro la Slovacchia a metà agosto.

Da quanto sei in Italia?

Sono in Italia da un anno e mezzo, all’inizio ho trovato difficoltà con la lingua e con la tattica, qua si gioca il calcio più difficile del mondo e devo ringraziare i miei allenatori Mourinho e Pea che mi hanno aiutato a crescere molto

Descriviti come calciatore…

Gioco esterno sinistro o centrale dietro la punta. A me piace attaccare e la scelta di venire qui al Torino è stata fatta anche per il tipo di gioco che vuole mettere in pratica l’allenatore perché la squadra vuole vincere e andare in serie A. Il direttore e il presidente mi hanno dato molta fiducia e ho preferito venire a Torino per fare un passo alla volta, perché qui ho sicuramente più possibilità di giocare che in serie A

A chi ti ispiri?

A tanti giocatori ma soprattutto Zidane, anche in Serbia mi chiamavano Zidane (oggi invece Lerda lo chiamava Stankovic, ndr), sono più veloce di lui ma lui è Zidane.

(foto M.Dreosti)

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