Petrachi, una crescita costante per il ds che ha rivoluzionato il Toro

Petrachi, una crescita costante per il ds che ha rivoluzionato il Toro

Compie oggi 49 anni il direttore sportivo granata: tra importanti colpi e qualche errore, in questi 8 anni ha rivoluzionato il Toro

7 commenti

Spegne oggi 49 candeline Gianluca Petrachi, direttore sportivo granata più “longevo” della storia granata e colonna portante dell’attuale Torino dal 2010 ad oggi. Tra grandi colpi e qualche naturale errore di valutazione, il suo percorso di crescita professionale è andato sinora di pari passo con la crescita qualitativa della rosa granata, e in questi quasi 8 anni il ds (che ha da poco rinnovato sino al 2020) ne ha viste di ogni.

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La sua avventura al Torino non poteva cominciare peggio: bombe carta e vetri rotti ne interrompono la presentazione alla stampa. La squadra naviga in pessime acque, Foschi si dimette e gli lascia la patata bollette tra le mani. Nessun timore, il giovane ds prende in mano la baracca e cerca di raddrizzare la situazione per quanto possibile. Quel giorno inizia la vera sfida di Gianluca Petrachi che da quel momento non ha più abbandonato il Torino, contribuendo al ritorno in Serie A, per poi riportare il blasone in Europa League.

Come tutti ha commesso qualche errore di valutazione, ma Petrachi ha senz’altro contribuito ad assestare il bilancio granata (prima in condizioni disastrose), e allestire una squadra ogni anno sempre un po’ più competitiva. Si può fare meglio, sicuramente, ma la crescita del ds è stata sinora costante – e ci si augura possa esserlo ancora.

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  1. peter1 - 4 ore fa

    Petrachi ha dovuto lavorare con il budget messogli a disposizione da Cairo. Pagare 15 milioni Niang non è stato un affare per il Toro ma per il Milan.

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  2. SOLOLAMAGLIA - 17 ore fa

    Crescita? come quella dei suoi capelli

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  3. prawn - 2 giorni fa

    i vari bidoni che ha preso ci stanno, credo che tutte le squadre li prendano, squadre con piu’ soldi hanno una squadra di appoggio dove provano la gente, per cui vedi meno bidoni nelle prime 4/5 del campionato…

    l’unico bidone imprerdonabile e’ stato miha, scelta davvero incomprensibile,

    Giampaolo, Gasperini, Di Francesco, Oddo, De Zerbi, lo stesso Mazzarri, ce n’erano altri da pescare per il toro…

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  4. Junior - 2 giorni fa

    sono d’ accordo con l’ articolo. se vado a vedere quanti bidoni hanno preso altre squadre molto piu’ abbienti della nostra, petrachi ha fatto bene il suo lavoro. nella miriade di ragazzi che ora giocano addirittura in spagna e inghilterra e pagatici suon di milioni….bene gliene va dato merito.

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  5. granata - 2 giorni fa

    Non sono del tutto d’ accordo sul tono di questo articolo e ribalterei la frase: “…Tra grandi colpi e qualche naturale errore di valutazione…”, in: “…Tra molti errori di valutazione e qualche grande colpo…”.
    Petrachi arrivò al Torino con poca esperienza e nessuna conoscenza del calcio internazionale. Fu scelto da Cairo perchè gli promise che gli avrebbe fatto spendere poco, scegliendo giocatori che avevano fame di mettersi in evidenza. Il suo primo colpo fu D’ Ambrosio, ma a corollario di questo buon giocatore arrivarono Barusso, Salgado, F.Antonelli, D’ Aiello, Statella, Genevier, Scaglia, Pestrin, calciatori senza ingaggio o presi dalla Lega Pro e, infatti,in B ci rimanemmo. Non molto meglio fece la stagione successiva con figure come Lazarevic, Stevanovic, Filipe Oliveira, Bassi, Rubinho, Pellicori
    Bernacci, Obodo, Zavagno, Gabbionetta e la squadra ottenne un misero ottavo posto mancando ancora una volta la Serie A. Le cose andarono un po’ meglio con l’ arrivo di Ventura che volle i suoi protetti, Gillet, Gazzi, Cerci, Brighi, Glick. Petrachi vi aggiunse Darmian, ma anche acquisti insensati come Santana, Ferronetti, Rodriguez (se ne va dopo un paio di settimane), Alessandro Agostini (mai sceso in campo e poi ceduto), Caceres (non quello della Juve), Bakic, Jonathas, Kabasele e Menga. E qui mi fermo. Fattosi le ossa sulle spalle del Torino, nelle stagioni successive la percentuale di sbagli e acquisti azzeccati si è pareggiata (non mi pare un dato entusiasmante). Fra gli errori più gravi essersi lasciato scappare Antenucci alle buste con il Catania, ma soprattutto la non riconferma di Immobile finito alla Lazio per 8 milioni di euro. Petrachi va bene a Cairo perchè non gli dice mai di no, anche quando lo scopo delle operazioni di mercato è solo quello di accumulare plusvalenze, come la vendite in contemporanea di Immobile e Cerci e lo smantellamento continuo dei migliori difensori. Alla fine un bilancio in chiaroscuro (anche l’ ultimo calciomercato lo conferma), così quello del Torino, squadra che non è ancora riuscita ad attestarsi stabilmente in posizioni di classifica consone al suo blasone.

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  6. granata - 2 giorni fa

    Non sono del tutto d’ accordo su ltono di questo articolo e ribalterei la frase: “..Tra grandi colpi e qualche naturale errore di valutazione…”, scirvendo: “…Tra molti errori di valutazione e qualche grande colpo…”.
    Petrachi arrivò al Torino con poca esperienza e nessuna conoscenza del calcio internazionale. Fu scelto da Cairo perchè gli promise che gli avrebbe fatto spendere poco, scegliendo giocatori che avevano fame di mettersi in evidenza. Il auo primo colppo fu D’ Ambrosio, ma a corollario di questo buon giocatore arrivarono Barusso, Salgado, F.Antonelli, D’ Aiello, Statella, Genevier, Scaglia, Pestrin, calciatore senza ingaggio o presi dalla Lega Pro e, infatti,in B ci rimanemmo. Non molto meglio fece la stagione successiva con figure come Lazarevic, Stevanovic, Filipe Oliveira, Bassi, Rubinho, Pellicori
    Bernacci, Obodo, Zavagno, Gabbionetta e la squadra ottenne in misero ott

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  7. Gud_74 - 2 giorni fa

    Tanti DS

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