Più forti della sfortuna

Più forti della sfortuna

Gianni De Biasi nella conferenza stampa della vigilia di Toro-Palermo aveva dichiarato: ‘Aiutiamo la fortuna a darci una mano’.
In campo si è vista una partita vivace e combattuta, soprattutto per merito dei granata che hanno mantenuto a lungo l’iniziativa e cercato con convinzione nettamente superiore la vittoria.
Ed una volta tanto si è stati più forti anche della sfortuna. Gli…

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Gianni De Biasi nella conferenza stampa della vigilia di Toro-Palermo aveva dichiarato: ‘Aiutiamo la fortuna a darci una mano’.
In campo si è vista una partita vivace e combattuta, soprattutto per merito dei granata che hanno mantenuto a lungo l’iniziativa e cercato con convinzione nettamente superiore la vittoria.
Ed una volta tanto si è stati più forti anche della sfortuna. Gli episodi che si sono succeduti nel corso dei 90’, infatti, non hanno detto granché bene al Toro.
Certo, la traversa colpita al 16’ da un Miccoli complessivamente ben controllato da Pisano e Di Loreto è parsa un’improvvisa concessione della buona sorte, subito cancellata dal palo esterno colpito da uno scatenato Dzemaili, al quale ha fatto seguito sul finire della prima frazione la traversa scheggiata dalla botta di un Barone in netta ripresa.

E’ nell’episodio del gol annullato ad Amoruso che però il destino è sembrato compiersi con cinica regolarità: stoccata di Dzemaili, ennesimo palo e tap- in vincente dell’ex reggino. Annullato. Come a Marassi. E come a Genova la rete clamorosamente non concessa da Ayroldi era arrivata dopo un palo compito. L’apoteosi della sfiga.
La squadra però non è rimasta vittima dell’episodio sfavorevole ed ha continuato a cercare la vittoria trovandola nel finale, grazie alla bordata mancina di Saumel, proprio nei minuti in cui con Cagliari e Samp si era compiuto il patatrac, finendo per perdere delle partite che il Toro meritava di vincere.
Un bel passo in avanti per quanto riguarda un gruppo che secondo quanto ha sempre affermato GdB è unito e convinto di poter raggiungere buoni risultati. Ma che nel recente passato aveva forse difettato un po’ troppo in personalità.

Adesso si tratta di dare continuità alle prestazioni ed ai risultati. Una prova di carattere come quella di ieri non può restare un episodio isolato: essere più forti delle avversità (pali, errori dei singoli, arbitri o infortuni) distingue una squadra vincente da una mediocre.
Domenica prossima a Catania ci sarà un test assai probante per verificare il grado di maturità di questo Toro che sta facendo a meno dell’acquisto estivo più caro, ancora non al top della condizione (Bianchi è rimasto sul terreno dell’Olimpico a fine partita per un allenamento supplementare) e dell’elemento che nelle prime giornate di campionato si è rivelato il più in forma, Ignazio Abate.
I piccoli progressi fatti intravedere da Rosina vanno confortati da ulteriori miglioramenti. A livello tattico il numero 10 è stato abbastanza disciplinato sulla destra, ora deve ritrovare quegli sprint e quei guizzi che ha mostrato nelle stagioni passate.

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