Problemi che restano. Ma prospettive che cambiano

Problemi che restano. Ma prospettive che cambiano

Editoriale / Il Torino si porta via dal Bentegodi un carico di fiducia e autostima

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Il Torino di Mazzarri ha un brutto vizio: quello di giocare le partite solo a metà. Soprattutto i primi 15-20 minuti: chi gioca contro i granata sa che quello è il periodo in cui deve colpire. Contro Napoli, Atalanta e Chievo si è visto sempre il solito film: approccio iniziale molle, non da Toro. Irritante per i tifosi, e per lo stesso Mazzarri, i cui piani-gara certo non prevedono di regalare agli avversari gli spezzoni iniziali delle partite. E’ come se Belotti e compagni avessero ogni volta bisogno di sentire strillare l’allenatore nell’intervallo per ridestarsi dal torpore e mettere in campo un po’ di furore agonistico. Si può far punti in questo modo contro l’Atalanta non entusiasmante degli ultimi tempi o contro la versione più scadente che si ricordi del Chievo. Ma il copione non è sempre replicabile (vedi quanto successo col Napoli). E poi, vogliamo parlare di quanta fatica fa il Torino a segnare? In sette partite, solo tre gol dagli attaccanti. La squadra di Mazzarri è fra le ultime della Serie A per tiri in porta totali. C’è ancora molto da lavorare sull’impianto di gioco.

Bene. Una volta accontentati – con osservazioni peraltro fondate – i lettori e gli analisti che non riescono ad essere soddisfatti nemmeno dopo una vittoria giunta al minuto 88, si può passare a parlare di quanto di buono si porta via il Torino dal Bentegodi. Ossia, tre punti pesanti e un pieno di fiducia e autostima, ingredienti necessari per non proporre più primi tempi abulici in cui nessuno si prende la responsabilità di provare a fare una giocata. Fiducia che arriva grazie ad una vittoria non casuale. Voluta, cercata, meritata per quanto fatto vedere dal Torino nell’ultima mezzora. Firmata da Simone Zaza, un giocatore che solo ora il Toro sta iniziando a scoprire. Si era detto dopo il contestato pari di Bergamo: questo punto può essere utile o no, dipende da cosa ci si costruirà sopra. A Verona è arrivato il secondo mattoncino. I problemi rimangono e il Toro non se li dimentichi. Ma le prospettive forse sono cambiate.

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  1. antonio - 2 mesi fa

    E’ sbagliato guardare solo il risultato, tra l’altro, contro l’ultima in classifica e in piena crisi. La prestazione è stata pessima, senza un tiro nello specchio della porta per 70 minuti. Inaccettabile. Il Toro non ha gioco, non ha schemi offensivi, non esiste pressing, non esistono verticalizzazioni, non esiste una sovrapposizione degli esterni, i centrocampisti sono sempre dietro la linea della palla, senza mai attaccare la porta e gli spazi. Mazzarri allena da ormai nove mesi, ma un barlume di gioco non si vede.

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  2. miele - 2 mesi fa

    Parlare di pieno di fiducia e di autostima dopo una vittoria all’88° contro l’ultima in classifica, mi pare sinceramente eccessivo. Direi, invece, che si é evitato un pericoloso contraccolpo probabile in assenza di vittoria. Per quello che si è visto, la squadra ha ancora troppi problemi, a mio avviso, specialmente a centrocampo e sulle fasce e quindi é bene aspettare ancora qualche partita prima di dare giudizi razionali.

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  3. rza78 - 2 mesi fa

    speriamo sia come i primi 2 anni di ventura..partenze lente e accelerate nei secondi tempi (e nei gironi di ritorno). o qualcuno preferiva i secondi tempi e i gironi di ritorno di mihailovic con la squadra già in vacanza a marzo (remember marassi-io purtroppo c’ero- e l’umiliante 0-5 in casa con il napoli in confronto alla quale il recente 1-3 è grasso che cola ? invece di affrettare giudizi io aspetterei che entrino in forma i nuovi e penserei al fatto che abbiamo fatto 2-2 in rimonta a san siro pareggiato a bergamo …battuto le squadre più deboli di noi (con mihailovic 2 pareggi l’anno scorso)..perso con roma e napoli. niente di drammatico. buon lavoro mister mazzarri!

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  4. parodifran_850 - 2 mesi fa

    C’e da dire che il Toro sembra ben preparato fisicamente, rispetto al recente passato, ed è sempre uscito nei secondi tempi.
    Ieri la differenza l’ha fatta un giocatore imprescindibile come Iago Falque, più di Zaza.
    Per quanto riguarda l’Atalanta non sono d’accordo con Sartori. Ieri avrebbe meritato largamente a Firenze, non mi sembra una squadra così scadente…

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    1. schmat - 2 mesi fa

      È però una squadra che ha palesi problemi a segnare di recente. Un po’ come noi. Lo zero a zero che si è visto è il risultato di uno scontro fra due allenatori estremamente tecnici e tattici, che si sono annullati benissimo. La squadra ha solo eseguito gli ordini.

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  5. user-14003131 - 2 mesi fa

    Partono sempre in affanno e sicuramente non hanno offerto molto gioco nel primo tempo. A vederli in campo all’inizio erano tesi come corde di violino.

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  6. PrivilegioGranata - 2 mesi fa

    Lavoro, lavoro, lavoro.
    E controllerei che cosa combinano i giocatori il venerdì sera.

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    1. ALESSANDRO 69 - 2 mesi fa

      Considerando che terminano sempre le partite in crescendo direi che cosa combinano il venerdì sera preoccupa relativamente…Io credo sia proprio una questione mentale oppure un tipo di preparazione che al momento li fa partire piano per poi venire fuori alla distanza..Con l’Inter nel secondo tempo sembravano spiritati, correvano il triplo, per 35 minuti arrivavano da tutte le parti..Troppo per essere solo un fatto mentale.

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