Quagliarella, prima punizione da tre punti dell’era Ventura: cinque anni dopo la prodezza di Garofalo

Quagliarella, prima punizione da tre punti dell’era Ventura: cinque anni dopo la prodezza di Garofalo

Focus / Garofalo, Bellomo, Kurtic e adesso Quagliarella. Solamente 4 reti direttamente da calcio di punizione negli ultimi cinque anni: i granata non hanno mai perso in queste occasioni, e il gol di Quagliarella è il primo a portare il tre punti a Ventura

 

Era il 28 marzo 2010, il Torino giocava a Reggio Calabria contro i padroni di casa della Reggina. Gara tesa, gli amaranto passano in vantaggio, ma i ragazzi di Lerda rialzano la testa con Rolando Bianchi e a 10′ dalla fine il Toro completa la rimonta nella maniera più tecnica, spettacolare, o forse solo esageratamente esaltante, che ci sia: con un gol su punizione diretta. Garofalo infila Marino sul primo palo, una delle bellezze calcistiche, dei punti di riferimento di chi ama questo sport, si palesa e ha un valore in classifica di tre punti che prescinde qualsiasi ragionamento puramente edonistico. 

Dalla prodezza del terzino granata in poi, però, solo tanta sfortuna, e rarissime sono state le perle da fermo. Le responsabilità di ciò sono da attribuirsi sia all’effettiva e reale assenza di specialisti in quel campo – con Gasbarroni e Rosina ormai ricordi – sia ad una innegabile malasorte, testimoniata dai diversi legni colpiti su calcio di punizione in tempi recenti da Bovo e Cerci. 

Tuttavia, all’inizio della passata stagione si era rintracciato qualche segnale di risveglio: dopo una latitanza di 3 anni, infatti, ecco che Bellomo sorprende Carrizo, regalando il 3-3 in extremis contro l’Inter, riportando a Torino il gesto tecnico per antonomasia. Considerato uno specialista da alcuni addetti ai lavori ed ex tecnici, l’attuale centrocampista del Bari giocò solamente in 7 occasioni con la maglia del Torino, e non riuscì più ad esprimersi da questo punto di vista. Sarà un altro centrocampista, l’ultima giornata di quel campionato 2013/2014 a far saltare in piedi sul divano tutti quei tifosi granata che incollati alla Tv credevano ancora all’Europa Legaue, ad una vittoria che avrebbe voluto dire sesto posto matematico. La storia ci dice che la vittoria quel giorno non ci fu, ma – anche se non “subito” – l’Europa arrivò lo stesso,  e a 6′ dalla fine di quel Fiorentina-Torino Kurtic spedì sotto il sette una punizione che scosse in maniera assoluta i granata, che cinque minuti più tardi trovarono il famoso rigore fallito da Cerci, e un 2-2 finale che condannò i granata al settimo posto. 

A distanza di quasi un anno, l’altro giorno ecco un altra grandissima conclusione, un’altra punizione perfetta: Fabio Quagliarella si conferma particolrmente inspirato contro la Dea (sua vittima preferita) e fredda Sportello con una mina che sbatte sulla traversa prima di entrare. E’ la prima punizione da tre punti dell’era Ventura: nessuno, da quel gol di Garofalo, aveva segnato una rete in un risultato vittorioso per i granata, e questa rete pre-pasquale potrebbe aprire una ben più prolifica scia positiva per quanto riguarda la precisione sua calci piazzati. Quagliarella ha dimostrato di esserci, Ventura adesso ha qualche idea più chiara su come poter sfruttare queste occasioni a seconda degli interpreti.

 A volte, a parte i piedi, serve solo più fiducia. E il Toro, adesso, quella fiducia deve avercela.

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy