Grande Torino: l’arrivo di Ferruccio Novo, l’inizio di una leggenda

Grande Torino: l’arrivo di Ferruccio Novo, l’inizio di una leggenda

Verso il 4 maggio / Da piccolo imprenditore a presidente del club. Con le sue innovazioni e la passione per la maglia dà origine al mito granata

In occasione del 66° anniversario della tragedia di Superga, qui su TN, ripercorreremo la storia di quella squadra leggendaria, entrata in milioni di cuori italiani. Il Grande Torino, una formazione capace di vincere per 5 anni consecutivi lo scudetto, una schiaccia-sassi che segnò indelebilmente tutta la storia di questo paese, e non solo dal punto di vista sportivo. Ma come ha inizio la leggenda granata? Comincia con l’arrivo di un uomo anacronistico all’epoca, un piccolo imprenditore con grandi idee e con lo sguardo proiettato al futuro e all’innovazione di questo sport. Tutto ebbe origine da Ferruccio Novo.

Dal punto di vista storico, la figura di Ferruccio Novo emerge nell’Italia calcistica in uno dei periodi più bui: tira aria di guerra e il calcio rimane uno dei pochi svaghi per i cittadini e per i giocatori stessi che, grazie al foot ball, evitarono il servizio militare tenendo cara la pelle.

Novo, torinese purosangue e torinista di primo ordine, sarebbe diventato consigliere, vicepresidente, presidente del Torino e membro della Commissione Tecnica Federale della Nazionale. Come tutti però partì dal basso, piccolo imprenditore, titolare, assieme al fratello Marco, dell’azienda di famiglia A.Novo e C. che si occupava prima di cuoio e poi di prodotti tecnici per macchine agricole. Con l’azienda in crescita, Ferruccio lascia tutto nelle mani del fratello e cede alla sua grande passione: il calcio e il colore granata.

Avendo militato nelle giovanili del Torino fino all’età di 16 anni, sostenendo di essere “una schiappa” in campo, l’imprenditore, da semplice sostenitore entra nel Consiglio direttivo dell’ AC Torino. Con l’appoggio dell’allora proprietario della squadra, l’ingegner Cuniberti, presidente dotato che però non riusciva nel rilancio della squadra, già nell’aprile del 1939 sulle pagine de La Stampa si leggeva che Ferruccio Novo “fu chiamato a coprire la carica di vicepresidente del sodalizio calcistico granata.” Solo un mese più tardi, il 31 maggio 1939, sempre La Stampa titola “Cambio della guardia nell’AC Torino”. Nell’articolo si annunciano le dimissioni di Cuniberti, dopo 4 anni di presidenza, e l’investitura a nuovo presidente di Ferruccio Novo che ottenne l’unanimità dei voti nel consiglio.

Grandi innovazioni furono introdotte da Novo nel panorama calcistico italiano: con l’appoggio di Vittorio Pozzo seguì l’esempio gestionale delle squadre inglesi; introdusse il metodo di gioco detto “sistema” che consentiva un maggiore controllo del centrocampo e più fluidità di gioco contrariamente al “modulo”, incentrato su difesa e contropiede; da buon manager curò la comunicazione tanto che il Torino era l’unica squadra a muoversi in Italia con un pullman societario riconoscibile e ad intraprendere tournée internazionali che contribuirono alla diffusione del mito del Grande Torino.
Al suo fianco tanti esperti e uomini di calcio come il già citato Vittorio Pozzo, Roberto Copernico, Arnaldo Agnisetta; un gruppo di ex bandiere del Torino servì come osservatore per garantire l’acquisto di giocatori destinati a segnare la storia granata e del calcio italiano.

Con Novo alla presidenza ha inizio un momento molto prolifico per i granata, ll principio di una delle epopee calcistiche più importanti di tutti il tempi, una realtà che diventerà leggenda con il nome di Grande Torino.

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