Rampanti: “Mazzarri ha curato il Toro “da dentro”. E che non si parli di fortuna…”

Rampanti: “Mazzarri ha curato il Toro “da dentro”. E che non si parli di fortuna…”

Parola al Mister / Il nostro Serino Rampanti analizza la vittoria contro l’Inter: “Il tecnico toscano sta dando stabilità, ha curato il Toro da dentro. A Cairo, voglio dire una cosa…”

di Lorenzo Bonansea, @BonanseaLorenzo

Il Torino ha centrato contro l’Inter la terza vittoria consecutiva, vincendo 1-0 contro i nerazzurri al Grande Torino – dopo 24 anni dall’ultima volta. Un risultato importante, che dà finalmente continuità ai ragazzi di Mazzarri. Per inquadrare al meglio la situazione, abbiamo analizzato la partita con il nostro “Mister” Rosario Rampanti.

Ciao Serino, terza vittoria consecutiva – questa volta soffrendo contro una grande squadra.

Si è vinta una partita incredibilmente difficile, per tante motivazioni. Prima di tutto, erano tanti anni che non li si batteva in casa. Io facevo parte di una squadra che li aveva battuti 4-0, ma erano altri tempi. Detto questo, mi ha infastidito un po’ leggere e sentire che si è avuto fortuna, e a proposito di questo vorrei inquadrare la situazione in generale. Dietro a questa rinascita c’è un lavoro genuino di Mazzarri e della sua equipe, il risultato è stato raggiunto da una squadra che ha ritrovato spirito di gruppo e compattezza. E questa situazione attuale dimostra la veridicità di uno stereotipo che spesso affligge l’Italia: nei momenti di difficoltà spariscono tutti, e poi appena si vince tutti sono pronti a salire sul carro. E magari a parlare anche di fortuna. Ma sta nella natura dell’italiano questo, purtroppo..

Una prestazione importante in una partita difficile, si diceva. E questo grazie ad una grande prova prima di tutto difensiva.

Ieri in particolare han primeggiato – secondo me – Sirigu, Nkoulou e Burdisso. Mazzarri ha avuto la possibilità di osservare ancora una volta le caratteristiche dei giocatori a disposizione, e in particolare quelle dei centrocampisti. A coloro che in passato non hanno apprezzato Rincon, dico che non si è dato importanza ad un giocatore che oltre ad essere un bravo incontrista dà anche grande equilibrio. E la sua assenza ieri si è sentita molto. Durante la gara, ci sono stati momenti in cui sia Obi che Baselli venivano risucchiati in avanti, e così scoprivano completamente il centrocampo dando opportunità all’Inter di fare contropiedi potenzialmente micidiali. Meno male che erano in giornata buona i difensori e il portiere. Ma questi giocatori hanno un nome e un cognome, e non si chiamano fortuna: sono parte di una squadra, una squadra chiamata a fare il proprio dovere. E che ieri l’ha fatto alla grande. L’Inter ha avuto diverse occasioni, certo, ma anche il Toro ha avuto chances importanti, e su una di queste Handanovic si è dimostrato bravo quanto Sirigu.

Mazzarri non ha snaturato il proprio gioco, mantenendo lo stesso assetto dall’inizio alla fine pur con il risultato in bilico.

E questo è un elemento che dà stabilità, fa capire che lui ha le idee chiare. Ed è anche per questo che ho subito detto che lui mi piaceva: Mazzarri è uno che mi ha subito dato questa impressione, di umiltà e di concretezza. E’ un grande lavoratore e sposa bene la mentalità del Torino. I giocatori, l’allenatore del Torino, devono essere gente concreta – che guardino poco alla chiacchiera o all’apparire. E sui suoi problemi iniziali, avevamo già centrato il punto su queste colonne: lui ha pagato una preparazione malfatta. Quando dopo Firenze ti avevo detto che il giocattolo si era rotto, era perché si era rotto davvero. La squadra non era preparata fisicamente. Adesso quando leggo che Ljajic corre più di tutti, mi viene da chiedermi come mai si criticava Mazzarri quando ha perso le prime partite. Io mi sono meravigliato di queste critiche.

Hai elencato le doti di Mazzarri. Pensi che il Toro sia un punto di rinascita per lui?

Mazzarri ha avuto una carriera in crescendo. Ma l’Inter e l’Inghilterra gli hanno insegnato di più degli anni precedenti, dove aveva mietuto solo successi. Questo perché nella vita sono le difficoltà che ti fanno crescere. Lui è arrivato a Torino portandosi dietro la bravura del suo lavoro e il dispiacere dell’esonero all’Inter: alle capacità tecniche e gestionali, ha unito voglia di rivincita. Mi è dispiaciuto quando si è criticato subito il suo lavoro per qualche risultato negativo: questi avevano invece altre cause ben chiare – e ne abbiamo parlato sopra. Per far capire meglio che tipo di allenatore è Mazzarri, vorrei fare un esempio confrontando le categorie dei medici e dei chirurghi. Il medico ti cura con le medicine e a lungo andare queste possono anche danneggiarti; il chirurgo, invece, intervenendo anche su organi vitali direttamente, può esportare e rigenerare, facendo tornare il corpo bello guarito. Mazzarri è medico e chirurgo, perché cura la squadra ma sa incidere profondamente. E’ una cosa rara, e il caso Ljajic ne è un esempio. Nelle situazioni gravi, comunque, per evitare una ricaduta, bisogna stare allerta per diverso tempo – e in questo caso, per qualche mese.

TURIN, ITALY - APRIL 08: Team of Torino FC celebrate victory at the end of the Serie A match between Torino FC and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on April 8, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)
TURIN, ITALY – APRIL 08: Team of Torino FC celebrate victory at the end of the Serie A match between Torino FC and FC Internazionale at Stadio Olimpico di Torino on April 8, 2018 in Turin, Italy. (Photo by Valerio Pennicino/Getty Images)

Hai accennato alla rinascita di Ljajic. Anche ieri il serbo ha fatto una partita totale, correndo come un centrocampista. E anche Belotti si è reso protagonista di un’altra prestazione generosa.

Adesso Ljajic sta giocando da mezz’ala, e corre più di tutti. Aver trovato uno come Mazzarri può essere un qualcosa di chiave per la sua carriera, è un allenatore che potrebbe avergli cambiato la vita. Belotti ha ritrovato la sua condizione psico-fisica eccellente, come dimostrato già nel recente passato. Non ce l’ha fatta a fare gol ieri, ma era difficile: se continua così ritroveremo presto il Belotti che conoscevamo. E adesso arrivano partite dove lui potrà senza dubbio segnare.

Mancano sette giornate al termine del campionato, e poi inizierà un nuovo capitolo per il Torino. Cosa dobbiamo aspettarci? Anche dalla società, naturalmente.

Partiamo dalla situazione che si era creata: quando c’è un esonero, necessariamente questo lascia strascichi che vanno assorbiti piano piano. La situazione adesso si è stabilizzata, e si deve stare molto attenti a non sbagliare niente ora – e non solo nell’ambito tecnico dell’allenatore, ma anche come società, e qui la cosa diventa molto ampia da analizzare. Il Torino ha un Presidente che è diventato uno dei maggiori imprenditori d’Italia, e di certo io non posso insegnargli nulla in questo senso. L’unica cosa che posso dirgli, è di stare molto attento da questo momento fino alla fine del mercato estivo. Lui, in altre situazioni, si è fatto portare un po’  fuori-starda e non deve fare questo errore. Esperienze negative ne ha avute abbastanza. In questo frangente oltre a valutare l’aspetto tecnico, deve tenere presente che nel calcio – come nella finanza – basta pochissimo per cambiare le cose in meglio o in peggio, anche solo una parola fuori luogo. Perché descrivere lo svolgimento del gioco del calcio è semplice, ma questa semplicità può essere intaccata anche da un niente – che poi si ripercuote sul tutto.

In cosa può migliorare, nel periodo medio-breve, il Toro in questo senso?

E’ importantissimo migliorare ogni aspetto, e sarà importantissimo – vista l’esperienza acquisita – curare anche alcune cose che finora non sono state affrontate con la dovuta forza. Ad esempio, mi dispiace tantissimo che il Torino venga ancora maltrattato (o poco considerato) da una certa classe arbitrale. Anche ieri c’è stato un momento in cui l’arbitro sfavoriva in piccole cose il Torino, con falli fischiati nel momento “giusto” agli avversari: sono piccolezze, ma che fanno grande differenza alla fine. Lì siamo ancora poco considerati, è uno degli aspetti da migliorare.

22 Commenta qui

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  1. user-13658280 - 8 mesi fa

    comunque vorrei sapere xche quando i gobbi vincono grazie alla difesa si fanno solo complimenti in televisione,e se vinciamo noi invece grazie a una bella prova dietro ci è girata bene e abbiamo avuto firtuna…bravo serino

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  2. dattero - 8 mesi fa

    anche il Genoa ha fatto due pere all’inter,non e’ il caso di esaltarsi.
    i punti persi scioccamente prima non tornano.
    La frase su el.obbiettivo del serbo dice tutto del cairo pensiero.
    puo’ tornare in societa’,dopo i trionfi internazionali il sig (s)ventura.
    Vediamo le prossime,non semplici,gare

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  3. torinodasognare - 8 mesi fa

    Lo sappiamo e lo abbiamo visto tutti che domenica ci è girato tutto benissimo. Ogni tanto accade anche al Toro. Alle altre squadre succede molto spesso. All’Inter poi…inizio di campionato superculoso.
    Ma effettivamente se non ci metti l’impegno (e la bravura di alcuni) col cavolo che vinci. Quando avremo qualità in tutti i reparti allora leggeremo: Toro batte Inter 1-0… E non il solito: Inter ko a Torino.

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  4. user-13685686 - 8 mesi fa

    Abbiamo un presidente proprietario di una emittente televisiva nazionale (la7), di un quotidiano nazionale storico (corriere della sera) e del quotidiano sportivo più letto in Italia (gazzetta dello sport) e non contiamo un cazzo mi sembra evidente.
    Cairo pur di vendere una copia di giornale in più farebbe di tutto
    Vergognati

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  5. guerriero - 8 mesi fa

    Hanno passato mesi a pascolare per il campo. Ma a Cagliari, credo minacciati da più parti, hanno dovuto tirar fuori le palle e remare tutti dalla stessa parte. Perché il giorno dell’ultimo saluto al Mister non si poteva fare altro, serviva una vittora, una bella larga, una da Toro, altrimenti a casa! Lo hanno rifatto 3 giorni dopo col Crotone e lì credo abbiano capito che se danno il massimo TUTTI si può battere chiunque e che vincere è bello. Ecco com’è che abbiamo battuto (e meritatamente anche se qualcuno parla di fortuna ) l’inter. Il Mondo ha dato l’ultima scossa! Si è rivisto un Toro degno di questo nome. Adesso spero che non si dimentichino in fretta di come si deve giocare con questa maglia addosso.
    Grazie Mister, indimenticabile.

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  6. Conta7 - 8 mesi fa

    Chapeau al grande Serino.. Sempre impeccabile e mai banale!
    Su Mazzarri c’è poco da aggiungere.. Chapeau anche a lui e a tutta la squadra!
    Ora avanti così

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  7. rossodisera - 8 mesi fa

    La fortuna aiuta le menti preparate…spero che Mazzarri continui ad essere nella testa dei calciatori e che li faccia lavorare sodo soprattutto questa settimana, non vorrei che smettessero di seguirlo giocando col Chievo.

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  8. FVCG'59 - 8 mesi fa

    Condivido il parere del buon Serino, con l’eccezione di Rincon: io sono convinto che si è vinto proprio perché non c’era lui! Si sarà, forse, rischiato qualcosa a centrocampo ma se si è creato azioni pericolose in avanti è proprio perché Baselli e Obi hanno ben altri piedi rispetto a lui…
    Spero di rivederlo il meno possibile in campo, visto che Obi, Baselli e/o Acquah lo possono sostituire più che degnamente: basta farli giocare con continuità.

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  9. Granat....iere di Sardegna - 8 mesi fa

    Concordo sul giudizio su Mazzarri. Non molto sul solito scarica barile su miha. Ma come? rincon, scelto a quanto dicono da miha è un giocatore importantissimo epperò è tutta colpa di miha….Come ha detto cairo in un’altra intervista (quando vince ne rilascia tante) sono importanti allenatore e giocatori ma soprattutto la dirigenza…Con buona pace di chi pensa ancora che tutti i problemi di questa squadra siano dovuti a miha

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    1. Andrea 86 - 8 mesi fa

      Molti giocatori sotto la guida di Miha hanno fatto malino, o comunque meno di quanto ci si aspettasse tenendo conto delle loro qualità. Uno di questi è anche Rincon, e probabilmente Serino intendeva dire che Rincon in senso assoluto è un giocatore fondamentale per dare equilibrio alla squadra, che ha fatto male con Miha e che Mazzarri dovrà rigenerare come ha fatto con Ljajic. Non puoi negare che Miha abbia gestito male molte situazioni con i nostri giocatori, per questo gli viene data buona parte della colpa. Inoltre, non è che tutti i giocatori che Miha ha voluto facciano schifo, semplicemente magari non è riuscito a tirare fuori il meglio da loro (in senso di moduli e in senso di “psicologia”), e questa non è una colpa della società, ma di Miha.

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      1. Granat....iere di Sardegna - 8 mesi fa

        Assolutamente d accordo Andrea. Le colpe di miha sono tutte evidenti, incontestabile…ma i giocatori non li ha scelti solo miha e la carenza di alternative a centrocampo e in attacco, visti gli infortuni del gallo, non sono colpa di miha. In generale nelle interviste di serino traspare un certo accanimento nei confronti di miha che non mi pare derivare da una analisi tecnica obiettiva ma da una antipatia personale…evidentemente non gli stava simpatico….ma anche gli errori della dirigenza sono li, evidenti ed incontestabili solo che forse cairo è più simpatico…

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        1. Andrea 86 - 8 mesi fa

          Diciamo che Miha non si è fatto volere molto bene in alcuni momenti della sua gestione per alcune scelte comportamentali e di gioco (tatticamente parlando).
          La questione giocatori secondo me è molto semplice: siamo una squadra che, dovendo lottare solo su Campionato e Coppa Italia, non può permettersi una rosa di 30 giocatori, ma 14/15 importanti e altri 5/6 da usare all’occorrenza bastano e avanzano. Se si guardano le rose delle nostre dirette concorrenti (Fiorentina, Atalanta e Sampdoria), anche loro hanno rose simili, se non ancora più corte delle nostre. Si è puntato tutto sulla integrità fisica di Belotti (purtroppo quest’anno è andata male) e sul fatto che Niang entrasse presto in condizione nel caso dovesse sostituire il Gallo (è andata male anche lì). A centrocampo 5 centrocampisti per 2 posizioni sono più che sufficienti (siamo partiti col 4-2-3-1 e siamo poi momentaneamente passati al 4-3-3 per poi passare di nuovo con due in mezzo col 3-4-2-1), quindi numericamente i giocatori ci sono. Per quanto riguarda la qualità, invece, si potrebbero fare delle obiezioni, ma, dal momento che c’è stato un cambio di guida tecnica, Mazzarri doveva valutare la rosa e non poteva chiedere 5 giocatori alla società a Gennaio senza nemmeno sapere con che modulo far giocare la squadra e con chi farla giocare. Cairo e Petrachi hanno quindi chiesto a Mazzarri di valutare il parco giocatori con calma, pensando che ormai questa stagione fosse andata, finire la stagione facendo valutazioni e impostare la squadra in estate. Se poi il buon Mazzarri fosse riuscito a fare l’impresa, beh, si sarebbero studiate strategie per affrontare anche l’Europa League. Oltretutto non puoi comprare senza vendere, e a Gennaio è anche difficile piazzare quei giocatori che hanno poco mercato, quindi per rischiare di finire veramente con una rosa di 30 giocatori e un sacco di malumori (può sembrare una cavolata, ma non lo è assolutamente per l’armonia dello spogliatoio), non hanno preso nessuno.
          Detto questo, non so quanto possa farci bene andare in EL già da quest’anno, con una squadra che potrebbe subire qualche variazione di troppo riguardo gli interpreti a causa del cambio di allenatore, e fare le cose in fretta e furia e magari un po’ a caso non la vedo una cosa molto sensata. Ad ogni modo ripeto, se si andasse in EL sicuramente troveranno il modo di gestire adeguatamente il calciomercato, anche perchè ora in panchina abbiamo un allenatore che sa il fatto suo, ambizioso e preparato. Io non l’ho vista così tragica il fatto di non aver preso qualcuno a Gennaio, anche perchè non saremmo riusciti a prendere nessuno per farci fare un vero salto di qualità e magari doverlo anche aspettare per entrare in condizione fisica e per inserirsi coi nuovi compagni, sia dal punto di vista umano che dal punto di vista tattico.

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          1. Granat....iere di Sardegna - 8 mesi fa

            Mi piace quando trovo qualcuno che argomenta le proprie convinzioni in questo modo anche se non le condivido e non posso che complimentarmi, tuttavia:1) il fatto che Miha non si sia fatto voler bene per alcuni atteggiamenti personali non deve rilevare, sono gli aspetti tecnici che ci devono interessare e, da questo punto di vista, il fallimento di Miha è inconfutabile. Le valutazioni personali su Miha, almeno a me, non interessano; 2) Posso essere d’accordo sul fatto che, numericamente, la squadra sia completa se non si deve fare le coppe, se però hai l’ambizione di occupare una posizione finale che ti permetta di raggiungere l’Europa la rosa deve essere completa oltre che numericamente anche qualitativamente. Il problema di cui hai giustamente accennato riguardo Niang e Belotti si risolveva appunto con l’acquisto (o il prestito) di un’alternativa che non fosse Sadiq, anche a dispetto del mister. 3) Mazzarri è stato ingaggiato all’inizio del calciomercato dunque c’erano i tempi per valutare la rosa e fare uno o due acquisti mirati e non vedo perché avremmo dovuto acquisire gente che doveva entrare in condizione. Per acquistare gente già pronta occorreva spendere Andrea e la società non ha ritenuto di farlo. Non credo che Mazzarri si sarebbe offeso se gli fosse stato fatto un acquisto di spessore a centrocampo, tanto più che ripartendo da zero con un nuovo spartito tattico sarebbe comunque stato alla pari con gli altri. Anzi, visto che come sostiene sempre Serino c’era un deficit di preparazione, l’acquisto (o il prestito) di un elemento valido e pronto forse avrebbe migliorato la situazione complessiva a livello atletico. Io rimango dell’idea che a gennaio l’unica motivazione seria per la quale non si è speso nulla sia meramente economica. Nel bilancio 2018 inizieranno a “pesare” a livello contabile gli acquisti di Niang, N’koulu e Rincon e dunque prima di tutto occorrerà “coprire” quelli. Sarà così anche a giugno perché ogni anno contabile fa storia a se e il fatto che il 2017 si è chiuso con un utile rilevante non conta nulla; 4) Se si raggiungesse l’EL l’unico modo per fare le cose bene è mettersi in testa che si deve investire, che se si vende un giocatore a 30 almeno 20 poi li devi usare per completare la squadra laddove ne ha bisogno. Se tutti facessero questo ragionamento allora squadre come Atalanta e Sampdoria perché mirerebbero alla qualificazione? Il Toro attuale è una buona base e sono d’accordo con te sul mister, bisogna completarlo però, facendo investimenti, con oculatezza ma anche con decisione laddove serve. Nessuno pretende acquisti mirabolanti, basterebbero tanti n’koulu, ma che si facciano senza stare a mercanteggiare su 50 mila euro in più o in meno come è stato fatto per Ansaldi. Se il presidente è davvero così ambizioso come dice l’Europa League non può essere un rischio ma deve diventare un obbiettivo altrimenti basta dirlo, ce ne faremo una ragione.

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          2. Andrea 86 - 8 mesi fa

            Premetto che, se si riesce a discutere civilmente, il confronto di opinioni non può che essere positivo perchè, anche se non si trova un punto di incontro, significa che si sta cercando un dialogo costruttivo e non distruttivo e vano; tu (se posso darti del tu ovviamente) sei tra quelle persone con cui quel tipo di discorso si può fare e per questo motivo rivolgo a mia volta i complimenti a te (mi viene quasi da ridere perchè dovrebbe essere la normalità, ma purtroppo non è così).
            Ti rispondo a punti per essere più preciso riguardo i punti da te sollevati:
            1) concordo in parte: l’allenatore è il primo punto di riferimento dei giocatori e determinati suoi atteggiamenti e comportamenti (fare figli e figliastri, non tutelare i giocatori e linciarli in pubblica piazza, ecc.) possono influenzare l’umore e le prestazioni dei giocatori stessi. Non mi riferisco alle frasi pre derby o su Anna Frank, di quelle me ne frego anche io e sono solo pagliacciate che fanno audience, ma all’atteggiamento diretto e indiretto che ha tenuto verso una parte di spogliatoio, in positivo per alcuni e in negativo per altri. A questo punto anche l’aspetto comportamentale di un allenatore influisce e diventa importante e, ovviamente, se un allenatore non tiene un comportamento ottimale, non è ben visto a ragione.
            2) Il problema nasce dal fatto che quando è successo che Belotti si è fatto male e Niang non è entrato in forma, era troppo tardi per sopperire a un problema che si sperava non accadesse. Sadiq è stato preso per fargli fare 10 minuti ogni 5 partite, sarebbe stato il terzo attaccante, quindi capisci che è impensabile prendere un giocatore di un certo livello dicendogli che è la terza scelta (ad Agosto sarebbe stato così, l’infortunio di Belotti non era ancora avvenuto e si credeva che Niang sarebbe entrato in condizione più velocemente). Nemmeno un vecchietto come Pazzini o Gilardino avrebbe accettato, infatti hanno preferito migrare in B o all’estero pur di giocare. A gennaio, Belotti è rientrato dall’infortunio e Niang pareva essere in condizione, quindi un altro attaccante sarebbe stato inutile, anche perchè non puoi convincere un giocatore buono a venire dicendogli: “guarda, magari il titolare si azzoppa e tu così puoi giocare qualche partita”. E pagargli magari un lauto stipendio senza farlo giocare.
            3) Mazzarri ci ha messo 10 partite a capire (non perchè sia scemo) che probabilmente il 3-4-2-1 è il modulo più adatto ai nostri giocatori e ci ha messo altrettante partite a far capire a Ljajic come si deve giocare a calcio. Come pensi che in sole due settimane e mezza (c’è stata anche una mezza sosta a Gennaio) potesse dare indicazioni alla società, contando anche il fatto che le indicazioni le avrebbe potute dare solo alla fine del calciomercato, non all’inizio, quindi tempi strettissimi per concludere un buon acquisto? Inoltre, sei così sicuro che gli acquisti fatti si sarebbero rivelati positivi e utili alla causa? 100%? E se fossero stati acquisti totalmente sballati, sei sicuro che non si sarebbe levata una contestazione di massa sul fatto che Petrachi e Cairo sarebbero stati degli incapaci avendo acquistato dei bidoni? Infine, a Gennaio spesso trovi gente scontenta che vuole cambiare aria, non prendi il campione che ti risolve le cose, anche perchè non è facile strappare giocatori importanti a metà di una stagione o di un progetto. Anche per i calciatori non è il massimo cambiare aria a metà campionato. Es: Verdi ha rifiutato il Napoli; Falcinelli ha fatto due presenze alla Fiore e Babacar a Sassuolo gioca solo perchè l’alternativa è Matri; Rafinha è andato in prestito all’Inter e sta carburando solo ora ad Aprile; tralascio gli acquisti del Benevento perchè non ha senso parlare dell’ultima in classifica. Altri grandi acquisti o tentativi di acquisto non me ne vengono in mente, anzi, la Roma per dire ha anche venduto due giocatori per 50 mln, quindi come vedi nessuno ha comprato giocatori che potessero far svoltare una stagione, difficilmente ci saremmo riusciti noi.
            4) Sono d’accordo, l’eccessiva oculatezza è maniacale e talvolta fine a se stessa e concordo, bisogna investire, ma ti lancio una provocazione, seppur concordando (ti parlo solo di acquisti e cessioni): la Fiore ha incassato 30 milioni in più di quelli che ha speso; l’Atalanta, l’anno scorso ha speso meno di 10 milioni e incassati quasi 40 (Gagliardini), è andata in EL e quest’anno, grazie anche ai proventi della EL ha speso 6 milioni in più di quelli che ha incassato, ma non sono ancora andati a bilancio i soldi che il Milan dovrà versare per Kessiè; la Sampdoria ha incassato 5 milioni in più di quelli che ha speso, ma deve ancora dare i soldi di Zapata al Napoli, e ci è solo 3 punti avanti; il Milan ha speso più di 200 milioni e ci è davanti solo di 7 punti. Queste sono le squadre che stanno lottando con noi per la EL, ci sono quelle che hanno investito più di quanto hanno incassato e ci sono quelle che hanno incassato più di quanto abbiano speso. E sono comunque tutte li. E poi ci siamo noi, che abbiamo incassato 50 milioni in più di quanto abbiamo speso, eppure siamo lì. Non ti viene il dubbio che, otlre ovviamente all’investimento, non ci sia una GRANDE componente legata alla gestione delle risorse (allenatore)? Il Milan ha silurato Montella e solo ora con Gattuso ha fatto vedere qualcosa di meglio, mentre Atalanta, Fiorentina e Sampdoria hanno trovato nell’allenatore l’arma in più, sebbene abbiano conseguito dei risultati anche discutibili in alcune partite. Con questo non dico che Cairo non debba investire, anzi, sono il primo a volere che cacci il grano (coscientemente), ma spesso la relazione (soldi spesi)-(risultati sportivi) non è direttamente proporzionale e soprattutto, non è proporzionale tra le varie squadre, altrimenti il Milan dovrebbe essere secondo, per fare un esempio.
            Chiedo scusa per il poema, ma ci tenevo a risponderti al meglio.

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  10. BACIGALUPO1967 - 8 mesi fa

    Analisi perfetta.

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  11. CHC Bull - 8 mesi fa

    Un detto sintetizza tutto: “la fortuna è la virtù dei forti”. Il Toro ieri è stato forte e in quanto tale anche fortunato.

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  12. gfmarti - 8 mesi fa

    Giusto, Serino! Al Toro ci vuole gente concreta, che guardi poco alla chiacchiera. E Mazzarri è un gran lavoratore, meticoloso, che vuole i fatti: e sta inculcando anche alla squadra questa mentalità… Avanti così!

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    1. prawn - 8 mesi fa

      N’Koloucando

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  13. prawn - 8 mesi fa

    Come sempre grande Serino, vorrei solo che alzasse un pelo di più la voce su Cairo, ha ragione a dire che bisogna fare attenzione e imparare dagli errori passati, aggiungerei che non bisogna rompere il giocattolo, la squadra non ha bisogno di rivoluzioni, bisogna rinforzare qua e là, prendere dei rincalzi di qualità, tenere quelli che faranno tutto fino alla fine e gestire in maniera intelligente il sovraffollamento nell’attacco lasciato da miha..

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  14. masren - 8 mesi fa

    Mi trovo d’accordo con Serino Rampanti: Mazzarri è un gran lavoratore, perfetto per il Toro

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  15. lau_g - 8 mesi fa

    Ha ragione: non si parli di fortuna, ma di un Toro che sta mettendo in campo determinazione e le idee di un gran mister

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  16. buzzigranata - 8 mesi fa

    Condivido a pieno le parole di Rampanti: dietro a queste tre vittorie c’è un gran lavoro di Mazzarri e del suo staff

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