”Recuperiamo la nostra autostima”

”Recuperiamo la nostra autostima”

Ora è il turno di Papadopulo. “Saluto tutti con grande affetto. Sono veramente contentissimo di esere qui a Torino. Confermo quanto ha detto prima il Presidente: l’incontro è avvenuto solo a tarda notte, e penso che si vede. Ma sarò freschissimo per il primo allenamento”.

“Sono fiducioso di poter riuscire a fare bene. Altri, probabilmente, avrebbero rifiutato di venire in un momento difficile come questo, ma so che…

Ora è il turno di Papadopulo. “Saluto tutti con grande affetto. Sono veramente contentissimo di esere qui a Torino. Confermo quanto ha detto prima il Presidente: l’incontro è avvenuto solo a tarda notte, e penso che si vede. Ma sarò freschissimo per il primo allenamento”.

“Sono fiducioso di poter riuscire a fare bene. Altri, probabilmente, avrebbero rifiutato di venire in un momento difficile come questo, ma so che con tutte le componenti ce la potremo fare”.

Sul contratto: “Non è stata una priorità, ne abbiamo parlato davvero in dieci minuti, e lo stesso Petrachi era stupito dalla rapidità dell’esito della trattativa. Gli aspetti primari erano rappresentati dalla volontà di questa società di tornare nelle posizioni che le compete di diritto. Basta vedere oggi quanti siamo, Torino ha un’altra risonanza davvero”.

Il mister ha firmato fino al termine della stagione, con obbligo di rinnovo in caso di promozione: “Sarete obbligati a rivedermi anche l’anno prossimo” scherza.

“Ho seguito in generale il campionato di B, non solo e soltanto quelle del Toro anche perchè non avevo alcun fine. Chiaramente mi sono documentato quando mi hanno contattato, anche perchè mi preparavo da uomo di calcio a dover affrontare situazioni cui sarei potuto finire dentro”.

“In cuor mio già speravo di venire a Torino due anni fa, quando poi il Toro prese un bravissimo allenatore, e amico, come Camolese. Tant’è che a decisioni prese chiamai proprio il Presidente, anche per compllimentarmi della scelta”.

“L’organico è di grandissimo spessore, ma non vuol dire che automaticamente vinci tutto. E’ stato ampiamente dimostrato, e non è quindi una cosa nuova. Una sterzata soprattutto psicologica può dare veramente una mano ad un gruppo come questo. Come si riparte? Senza grossi traumi, ma cercando di ricostruire quell’autostima anche nei giocatori di provata esperienza e riconosciuta qualità”.

“Spesso il Toro ha pagato per colpe non sue, ma dobbiamo aiutare la fortuna. Il giocatore del Toro ha un impegno a prescindere: il tifoso gli dedica tantissime attenzioni, e noi dobbiamo saperle ripagare”.

Dal punto di vista tattico “Continueremo in continuità con quanto fatto da Lerda, non si cancella nulla. Ripartiremo da lì di sicuro, cercando magari di vedere se un leggero cambio di direzione, non tanto nel modulo, può dare dei miglioramenti. Chiaro che io abbia delle idee, ma il lasso di tempo è ristretto. Nessuno rinnegherà quanto fatto (con qualità) finora. Cercheremo di verificare in campo le mie idee. La cosa importante è che, qualsiasi modulo, si capisca che TUTTI i giocatori sono utili, ma proprio tutti. Cercheremo di utilizzare giocatori importanti che potranno risolvere la partita. Con le geometrie si può far tanto, ma il talento e l’estro individuale ti fanno fare il salto di qualità, e noi abbiamo molti di questi giocatori”.

“Dobbiamo migliorare qualcosa soprattutto dal punto di vista difensivo, ma in attacco siamo veramente molto competitivi. Non ho lavorato con nessuno dei ragazzi, e non è detto che sia uno svantaggio”.

“Penso che intestardirsi con un solo modulo sia sbagliato, per cui non bisogna vedere come ho impostato in passato le mie squadre. Comunque dobbiamo capire che abbiamo solo due mesi per fare qualcosa di concreto, e non possiamo davvero sbagliare. Bisognerà lavorare in fretta per cercare di tirare fuori da questi ragazzi il meglio di loro, che senz’altro hanno dato, ma i risultati possono avere leso la loro autostima”.

“L’attenzione dobbiamo mettercela noi stessi, per fare del nostro meglio. Bisogna essere sempre concentrati, e di volta in volta valuterò giocatori adatti e che mi daranno più garanzie”.

“Dite che sono un motivatore? Lo lascio dire a voi. Io non penso che sia giusto battere i pugni sul tavolo per stabilire la propria autorità. Cercherò chiaramente di lavorare sull’autostima dei miei giocatori, ma se devo dare delle indicazioni ad un giocatore, pretendo che le esegua, perchè il calcio ha sì bisogno di estro, ma è un gioco di squadra. Io ho avuto tanti di problemi, anhce in annate per me positive. Il rapporto interpersonale è imporantissimo, non parlerò di un giocatore su un giornale o altro, ma gli parlerò direttamente”.

“Il Bologna? Non ho problemi alcuni, anzi, auguro un’ottima stagione ai rossoblu. Ma preferirei non parlarne (ride, ndr) per rispetto del Torino. Io credo che il mio fiore all’occhiello sia il Siena, dove in tre anni si ottennero veramente risultatti importanti”.

“La cosa che mi inorgoglisce di più? Non essere mai, nella mia carriera, stato sponsorizzato da nessuno. Chi mi ha scempre scelto è stato per i miei risultati. Dite che sono un allenatore contadino? Spesso non sempre quello che si semina, si raccoglie, speriamo di raccogliere tanto”.

Ancora sulla tattica: “A Lecce ebbi sei mesi per lavorare sulla difesa a 3, qui è molto difficile, visto che ho molto meno tempo. Certo, studieremo anche soluzioni tattiche di questo tipo, ma continueremo di base con la difesa a 4, ma cercheremo di avere tante alternative”.

“Non è che adesso farò giocare Bianchi in fascia, o D’Ambrosio a sinsitra. Chiaramente dobbiamo fare qualche accorgimento, forse provare a sfruttare di più le doti del bomber, ad esempio. Ma sono cose da studiare”.

“Non ho la bacchetta magica. Sono venuto sapendo di avere una società forte e una tifoseria importante, e queste sono componenti che hanno influito nella mia decisione anche se in tempo breve. Non ci sono due gatti che vengono a vedere la partita. Gli obbiettivi se si raggiungono non sono solo per opera mia, ma per tutte l componenti, se remiamo tutti dalla stessa parte, faremo sicuramente meno fatica a raggiungere gli obiettivi”.

“Sono pisano ma di estrazione livornese, devo dire che mi sento però più livornese, per cui non sarà una partita dal sapore di Derby. Tra l’altro, avendo battuto il Pisa ai Play Off, quasi mi vedono come un gatto nero lì a Pisa”.

“In quel Torino-Bologna sapevo che sarei rimasto amareggiato in qualsiasi caso: se avessimo perso con il Bologna, saremmo retrocessi. Invece abbiamo sancito la retrocessione del Toro, ed è stata una cosa, veramente non lo dico per piaggeria, che mi ha creato grande amarezza. Ora comunque cerchiamo di ricreare un gruppo forte, che ci possa permettere di entrare nei Play Off. Se rischiano di non giocarsi? Non dobbiamo assolutamente pensarci, prima di tutto dobbiamo guardare a noi stessi. E spero che anche la carta stampata ci aiuti in questo obiettivo”.

Su Bianchi: “Non possiamo essere Bianchi dipendenti, solo con Maradona si poteva essere dipendenti da un giocatore. DObbiamo giocare di squadra, e mettere in condizioni il nostro bomber di fare quello che sa fare meglio. Dobbiamo sfruttare anche le palle inattive, sfruttare i nostri centimetri in difesa”.

“Le fotografie mi fanno sempre serio. Ma sono al contrario, in realtà: sono scherzoso, il primo amico dei miei giocatori. Già quando giocavo l’avversario mi faceva lacrimare gli occhi di sangue, ma era perchè mi concentro sul lavoro. Così quando sono ad allenare, ma “Sergente di ferro” non mi sembra un appellativo felice per quanto mi riguarda. Lavoreremo comunque molto sulla difesa, perchè senza difesa non si vince. Porte chiuse? A volte sì, dovremo lavorare da soli per qualche nostra tattica. Ma durante la settimana, come ho sempre fatto, ci sarà la ripresa, a porte aperte e così come anche il giorno della partitella, sicuramente. Ma nessuno la veda come una mancanza di rispetto nei confronti dei tifosi”.

“Non voglio preoccupare o illudere nessuno. Gli obiettivi abbiamo il dovere di centrarli, e per farlo dobbiamo vincere le partite e fare qualcosa più degli altri, ovviamente. Non do tabelle, percentuali, sulla difficoltà del nostro obiettivo, ma prometto il massimo impegno. Intanto, vorrei chiarire una cosa, non ho MAI insultato un giocatore a quattr’occhi cos come davanti ad un’altra persona. Confronti duri a quattr’occhi sì, ma il rispetto non è mai mancato”.

“Non ho mai fatto distinzioni tra giovani e vecchi. Ho un gruppo di giocatori che verranno tutti considerati con la stessa attenzione. Ho uno staff con persone che hanno lavorato con me da anni e abbiamo un amalgama consolidato. Anche il loro apporto sarà fondamentale”.

“Non è cambiato il preparatore atletico, è rimasto quello che proposto dalla società. Anche perchè non deve essere un trauma, ma mantenere anche una certa metodologia”.

(Foto: M. Dreosti)

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