Ritiro Torino, il bilancio della Bormiese: “Criticità risolte, c’è un rapporto forte”

Ritiro Torino, il bilancio della Bormiese: “Criticità risolte, c’è un rapporto forte”

Le parole del direttore operativo della Bormiese, Stefano Faifer: “Ecco cosa è successo relativamente al campo di gioco”

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Con l’amichevole di oggi tra Torino e Renate (calcio d’inizio ore 15) si chiuderà il sesto ritiro precampionato del club granata a Bormio. L’organizzazione del ritiro, guidata dalla US Bormiese, saluta il Toro nel segno di un rapporto che appare rinsaldato anche per il fatto di avere superato per la prima volta un problema legato al manto erboso del campo, che ha reso necessario la rizollatura durante la prima settimana. Ai nostri microfoni Stefano Faifer, direttore operativo della Bormiese e vero deus ex machina dell’organizzazione del ritiro del Torino, traccia un piccolo bilancio delle due settimane passate.

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Stefano Faifer, direttore operativo US Bormiese

Stefano, ci tracci un piccolo resoconto dell’esperienza di quest’anno.

“Il ritiro 2018 del Torino è stato caratterizzato da una criticità in partenza riguardante il campo. Nelle scorse settimane abbiamo voluto rifare la “baulatura” del campo, la cosiddetta schiena d’asino. Con delle macchine laser abbiamo rifatto la livellatura dell’erba, purtroppo il meteo non ci ha dato una mano e il manto non è risultato omogeneo nella parte centrale. Abbiamo messo sull’avviso per tempo il Torino che ci ha risposto che, una volta arrivati qui loro, avremmo preso insieme le decisioni del caso. Dopo i primi due giorni di allenamento si è capito che per evitare il rischio di infortuni sarebbe stato necessario rizollare tutta la fascia centrale. Fatto questo, per il resto lo staff granata è stato contento di tutto”.

Nonostante questo problema Mazzarri, in conferenza stampa, ha ringraziato la Bormiese affermando di aver vissuto uno dei migliori ritiri della sua carriera. Un attestato di stima non indifferente, se arriva da un tecnico di tale esperienza.

“Sapete, quando c’è un mister nuovo a livello organizzativo si riparte da zero perchè il ritiro dipende dalle loro esigenze. D’accordo con il Torino abbiamo allestito un percorso fuori dal campo, nei sentieri lungo l’Adda, proprio perchè i preparatori atletici ce lo avevano richiesto, per diversificare un po’ la preparazione. Di questo sono stati molto contenti”.

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Le fasi finali della rizollatura sul terreno di Bormio

Il rapporto con il Torino dunque appare destinato a proseguire anche per la prossima stagione.

“L’amicizia col Toro è forte, tant’è che siamo anche parte del progetto Academy con la nostra scuola calcio. Il rapporto credo che dovrebbe proseguire anche per quanto riguarda il ritiro estivo 2019. C’è da dire che noi dobbiamo sempre fare quadrare i conti: già quest’anno il presidente Cairo ci aveva proposto un contratto pluriennale ma non abbiamo ancora la disponibilità economica per accettare. Un ritiro di una squadra di Serie A costa non poco. Ma l’idea comunque è quella di proseguire, sia da parte nostra che da parte del Torino”.

L’afflusso dei tifosi granata in valle è stato superiore o inferiore rispetto agli anni passati?

“Le prime due amichevoli sono state in linea con l’anno scorso. Nella prima, contro la Bormiese, c’erano 1200 persone ad assistere, più di quelle che erano presenti alla prima amichevole dello scorso anno. Nella seconda, contro la Pro Patria, un po’ di meno, anche a causa della pioggia. Tutto sommato siamo in linea, anche se – parere personale – ho percepito meno entusiasmo da parte dei tifosi rispetto agli ultimi due anni”

Per concludere, il ritiro 2018 è pronto ad andare in archivio con reciproca soddisfazione.

“Sì, reciproca soddisfazione. Ieri il mister mi ha confermato personalmente che le cose che dice in conferenza sono quelle che pensa. L’obiettivo era metterli in condizione di lavorare bene e ci siamo riusciti”.

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  1. granatadellabassa - 5 mesi fa

    In effetti è strano che abbiano dubbi nell’accettare un contratto pluriennale. Probabilmente, essendo un’attività stagionale, vogliono essere sicuri anno dopo anno di poterla svolgere. Credo che gran parte del lavoro sia ad opera dei volontari.

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  2. prawn - 5 mesi fa

    non capisco come mai se cairo offre un contratto pluriennale mette in difficolta’ la bormiese, ma non li paga?

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