Rolando Bianchi, panchina e fascia da capitano

Rolando Bianchi, panchina e fascia da capitano

di Stefano Rosso – Era diventato un po’ il tormentone dell’ultimo periodo, Rolando Bianchi in panchina, con la gente che si divideva tra ”si può fare” e ”figurarsi se gli andrà bene” e l’ago della bilancia che pendeva vertiginosamente verso la seconda posizione. Il tecnico Ventura, giustamente, ha glissato su polemiche e frecciatine di stampa e tifosi ed ha proseguito sulla propria strada facendo…

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di Stefano Rosso – Era diventato un po’ il tormentone dell’ultimo periodo, Rolando Bianchi in panchina, con la gente che si divideva tra ”si può fare” e ”figurarsi se gli andrà bene” e l’ago della bilancia che pendeva vertiginosamente verso la seconda posizione. Il tecnico Ventura, giustamente, ha glissato su polemiche e frecciatine di stampa e tifosi ed ha proseguito sulla propria strada facendo ruotare tutti gli uomini a propria disposizione, così come già aveva anticipato fin dal ritiro di Omegna, e Rolando Bianchi è finito in panchina. Anzi, forse ancora peggio possono sostenere certuni: è entrato soltanto al 40′ della ripresa, con la squadra sotto di un gol, quando Ebagua aveva palesemente finito la benzina.

Ebbene il capitano ha dato la risposta che ci si sarebbe aspettati da un giocatore del suo calibro: nessuna lamentela, nessun mugugno. S’ è alzato dalla panchina a fine primo tempo, come tutti gli altri suoi compagni che sedevano accanto a lui, s’è riscaldato praticamente per tutta la ripresa vedendo entrare Vives e Verdi prima di lui e poi, arrivato il suo turno, s’è subito gettato nella mischia per far valere le sue doti e dare il proprio contributo alla squadra nella rimonta, purtroppo invano. Tuttavia, però, s’è visto un Bianchi in costante crescita, disposto a dare tutto quello che poteva nella battaglia di Siena: non è riuscito a fare gol, ma ci ha messo la corsa, il fisico e la grinta e seppur per pochi minuti ha lanciato altri indizi in direzione del gioco di Ventura, della serie ”mister, posso adattarmi anch’io agli schemi”.

Se quindi dal lato del ‘professionista’ Rolando Bianchi non ha lasciato dubbi, sotto il profilo ‘umano’ è arrivata la risposta che più ci si aspettava. Trascorsi i 3′ di recupero, col triplice fischio di Valeri, il capitano ha chiamato a raccolta la squadra, indipendentemente dalla prestazione o da chi avesse giocato, e li ha trascinati tutti sotto lo spicchio di tribuna di colore granata, a salutare e ringraziare la Maratona Itinerante, che per tutti i 90′ non ha mai smesso di incitare i giocatori in campo, coprendo – a tratti – addirittura anche i cori dei sostenitori di sponda opposta, che erano la stramaggioranza.

Una bella risposta, quella di Rolando Bianchi, a chi non credeva nel capitano.

 

(foto M.Dreosti)

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