Torino: senza la rabbia, l’asticella non si alza

Torino: senza la rabbia, l’asticella non si alza

Dopo il ko / I granata si sono confermati per quello che sono: squadra dai valori tecnici ottimi, ma con una debolezza mentale che impedisce di fare il salto di qualità

Roma-Torino è stata l’ennesimo simbolo di una stagione monca per questo Torino. Monca perchè la squadra ha dato per l’ennesima volta la dimostrazione di possedere le qualità tecniche per togliersi delle soddisfazioni, non (ancora?) quelle mentali e morali. Il Torino che per un’ora di gioco buona ha tenuto a bada la Roma terza in classifica, senza mezzo attacco e con una mezzala sinistra adattata a destra, avrebbe potuto, a quattro giornate dalla fine del campionato, essere in lotta per l’Europa. Il Torino che invece negli ultimi 10-15 minuti si è ripiegato su se stesso, vittima di paure e dubbi, ha fatto capire perchè si deve accontentare di essersi salvato tranquillamente.

edera

In conferenza stampa allo Stadio Olimpico, con i giornalisti romani, Ventura ha amaramente spiegato: “A venti giorni dalla fine del campionato, le riflessioni devono essere: che cosa ci manca per essere protagonisti? Quanto dobbiamo lavorare ancora? E soprattutto, con quale voglia, con quale rabbia dobbiamo farlo?”. Già, viene da pensare che sia proprio questo quello che è mancato ieri all’Olimpico, così come contro la Juventus nel derby di andata, o contro la Lazio, o in casa del Genoa. La voglia, la rabbia, la determinazione, lo spirito senza il quale i risultati non si portano a casa, e i vantaggi vengono dilapidati.

Il giorno dopo l’ennesima sconfitta sanguinosa di questa stagione, oltre a pensare a quanto si deve ancora lavorare, Ventura però dovrà anche chiedersi con chi si deve lavorare in futuro, per centrare l’obiettivo di alzare l’asticella delle ambizioni. Dare fiducia a questo gruppo, sperando di riuscire a dargli un’ identità morale oltre che tecnico-tattica, magari puntellandolo con tre-quattro innesti di giocatori di qualità, ma che siano già pronti e non da formare, sembra la soluzione migliore. Resta il fatto che, ora come ora, molti elementi di questo gruppo non abbiano ancora capito la differenza che passa tra l’essere un calciatore tra i tanti o un protagonista: la rabbia che ti porta a volere, e non sperare, che le soddisfazioni arrivino. Ed è proprio questo, se vogliamo, il messaggio che evidentemente Ventura non è ancora riuscito a far passare come vorrebbe.

Le pagelle di Roma-TorinoIl commentoLe parole di Ventura

7 commenti

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  1. prawda - 11 mesi fa

    Io non credo sia un problema di rabbia o di mancanza di voglia di vincere, nessuno va in campo per perdere, solo che bisogna tenere conto che una buona organizzazione di gioco puo’ mascherare, in parte nascondendere, le lacune tecniche ma non eliminarle. Questa rosa ha oggettivamente poca qualita’, soprattutto a centrocampo; anche se la Roma di ieri sera era una squadra in evidente difficolta’ soprattutto da un punto di vista mentale e le gambe infatti giravano poco, e’ la prima volta che abbiamo dato la sensazione di essere piu’ brillanti da un punto di vista fisico dei nostri avversari, la differente qualita’ dei giocatori era comunque evidente, anche se va sottolineato che il Torino ha giocato una buona partita, dando probabilmente il massimo di quello che questa squadra puo’ fare. Come gia’ scritto per alzare il livello e parlare davvero di crescita a questo blocco, intendo i migliori, andrebbero aggiunti almeno tre elementi di buona qualita’, di cui due a centrocampo. Il problema e’ che questo presuppone fare investimenti e purtroppo non mi pare sia la volonta’ della societa’.

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    1. fabrizio - 11 mesi fa

      purtroppo e’ solo utopia.

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  2. emy - 11 mesi fa

    Ragazzi parliamo chiaro.se il Calabrese avesse fischiato gli altri 2 rigori sacrosanti, la partita avrebbe preso un altra piega. Con qsto non voglio sminuire la nostra bella prestazione(a farne di altre così),.per essere più competitivi bisogna solo cacciare i soldi.confermare il blocco ,e innestare 3-4calciatori di qualità. 2 a centrocampo, 1 in difesa , e uno in attacco. Ma giocatori veri,non da formare.

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  3. Pimpa - 11 mesi fa

    Mi sembra un commento fatto da chi vive sulla luna.
    E’ ormai scientificamente provato che questo gruppo, e quelli degli anni precedenti,non sono mai, e dico mai, stati in grado di fare quel passo in più.
    Ogni volta che si è trattato di affrontare la partita della svolta o della conferma, o di combattere col cuore in mano, mai ne siamo stati capaci.
    Sono evidentemente i giocatori degli smidollati, e questo deve essere chiaro, e deve essere l’allenatore che non riesce a inculcare nei giocatori una certa cattiveria, determinazione, carattere o chiamatela come vi va.
    Con questi giocatori e con questo allenatore gli errori e le mancanze saranno sempre le stesse, non c’è niente da fare.
    E’ inutile scrivere tante cose giusto per riempire spazi: dalle rape il sangue non si cava. Punto.

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  4. granata - 11 mesi fa

    Analisi da condividere. Il Torino spesso gioca come se stesse facendo la partitella del giovedì, cioè mollemente, facendo, come si diceva una volta, “accademia”. La scorsa stagione accadeva lo stesso. E allora mi domando di chi la colpa? Quando si fa il cambio Baselli-Vives si dà un preciso segnale alla truppa: speriamo di portare a casa la pelle in qualsiasi modo, anche lasciando totalmente l’iniziativa all’ avversario. E poi far entrare Vives significa rallentare ancora di più la manovra, spezzare l’ asse Baselli-Peres che sulla fascia destra creava problemi alla Roma. E così anche un quarantenne di tecnica sopraffina sembra un marziano. Su quei ritmi Totti va a nozze e credo che chiunque mastichi da qualche anno di calcio, quando l’ ha visto entrare in campo, abbia sentito un brivido lungo la schiena. Purtroppo Ventura tira a campare. Se potesse direbbe ancora, come faceva la scorsa stagione: “Vi ho salvati dalla Serie B, che cosa volete di più da me?”.

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  5. Scott - 11 mesi fa

    Mi sembra siano mancati (e non è una novità) i valori tecnici a centrocampo. Nel momento in cui andava gestito il palleggio, si sono visti tutti i limiti di Gazzi & C.. Come atteggiamento e tattica direi siamo stati sopra la nostra media.

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  6. ddavide69 - 11 mesi fa

    “tre-quattro innesti di giocatori di qualità, ma che siano già pronti e non da formare, sembra la soluzione migliore”

    A me sembra una UTOPIA !

    Se li vuoi già pronti LI DEVI COMPRARE E PAGARE !!

    Noi invece compriamo quelli per le plusvalenze che quando diventano buoni li danno via.

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