Romeo Menti, l’ala vicentina che fece innamorare Torino

Romeo Menti, l’ala vicentina che fece innamorare Torino

Figurine / Per lui due parentesi in granata, l’ultima si concluse nel modo più tragico: sul colle di Superga

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Veniva chiamato Menti III, per evitare confusioni con i primi due fratelli (ma, vista la carriera tutt’altro che brillante del primo, è a più riprese ricordato come Menti II), anch’essi entrati nel mondo del calcio dalla porta del Vicenza, squadra della loro città natale. Ma fu in un’altra città che Romeo, nato 97 anni esatti fa, scrisse la storia del calcio, insieme ai suoi immortali compagni: a Torino. Arrivò nel capoluogo piemontese dalla Fiorentina nel ’41, ma dal ’44 al ’46 viaggiò di nuovo per l’Italia (Milan, Stabia, di nuovo Fiorentina), prima di tornare di nuovo a Torino e di scrivere altre indimenticabili pagine di leggenda, compresa quella tragica della sua fine.

Anche Romeo Menti, infatti, era su quell’aereo che non sarebbe mai atterrato a Caselle: fu la triste fine di un’ala geniale, nata a Vicenza ma capace di fare innamorare, attraverso la Pianura Padana, tutto il mondo de calcio.

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