Rosina. ‘Con la Lazio non partiamo battuti’

Rosina. ‘Con la Lazio non partiamo battuti’

Ultimo giorno di allenamento per il Toro alla Sisport, rigorosamente a porte chiuse come di consueto all’anti vigilia delle partite. In sala stampa tocca all’estro di Alessandro Rosina fare la disamina della situazione. Si parte dalla novità delle ultime ore, il numero dieci granata ha lasciato Pastorello come procuratore per passare all’Avv. Bozzo, sempre con la supervisione del fratello. "Non penso al contratto, a…

Ultimo giorno di allenamento per il Toro alla Sisport, rigorosamente a porte chiuse come di consueto all’anti vigilia delle partite. In sala stampa tocca all’estro di Alessandro Rosina fare la disamina della situazione. Si parte dalla novità delle ultime ore, il numero dieci granata ha lasciato Pastorello come procuratore per passare all’Avv. Bozzo, sempre con la supervisione del fratello. "Non penso al contratto, a quello ci pensano altre persone. In questo momento delicato preferisco dedicarmi solo alla squadra. Ad ogni modo ritengo che non ci debba essere tutta questa fretta". L’azzurrino per come si pone in campo potrebbe essere davvero il leader tanto atteso, ma sotto questo aspetto Rosina va cauto: "Non voglio avere ancora questa presunzione, magari più avanti. Il Toro non è una squadra che dipende da Rosina".

Uno scoppiettante finale di 2006, ma il 2007 nemmeno per il trequartista è stato all’insegna dei suoi momenti d’oro: "La prestazione del singolo spesso si esalta o meno a seconda del risultato. Non credo di aver giocato al di sotto delle mie possibilità contro la Reggina, ma quando si perde si pensa solo a quello". La maggior celebrità può avergli creato delle marcature più strette?: "Questo sì, senza dubbio, soprattutto quando gli avversari hanno capito che non ero più il Rosina di inizio stagione. E’ chiaro che ognuno si attrezza come meglio crede per tenere a bada l’avversario".

La partita contro la Lazio rammenta il tonfo dell’andata, con uno 0-4 poco edificante, anche se il primo tempo non fu giocato così male, ovvio che i granata pensino alla rivincita, ma sarà dura, i biancazzurri restano tra le compagini più forti del campionato: "Loro puntano alla Champions League. Hanno un grande allenatore che sa sempre come disporre la squadra e mettere i giocatori al posto giusto. Sanno colpire bene. Ma noi dobbiamo proprio ripartire da quello 0-4".

Qualcuno può pensare che si stia già pensando al Chievo, guai a farlo: "Non partiamo certo battuti, sarebbe deleterio perdere altri tre punti così, poi si rischia di essere seriamente risucchiati indietro nella classifica". Si ha l’impressione che il Toro sia più contratto quando gioca in casa, quasi temesse il giudizio severo dei tifosi: "Assolutamente no, anzi noi abbiamo il vantaggio di giocare a porte aperte con il nostro tifo. I tifosi vogliono vincere, come noi d’altronde, si capta il normale nervosismo di quando le cose non vanno bene e si vorrebbe uscire da questa situazione".

L’allenamento di ieri non è piaciuto ai tifosi, troppo soft, pochi tiri in porta, nessuna rete. Morale: c’è il dubbio che questa squadra si alleni troppo poco: "Questo argomento spetta al mister, è lui che decide. Succedeva anche con De Biasi, a volte si faceva un training più duro e a volte più soft. Se da fuori traspare poco volontà magari la colpa è anche nostra".

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