Salvate il soldato Toro

Salvate il soldato Toro

di Valentino Della Casa

Se la speranza non fosse l’ultima a morire, probabilmente il tifoso del Toro non esisterebbe neanche più. Ieri è stato raggiunto l’ennesimo “punto più basso” del campionato, forse anche della storia del Torino. E la crisi sembra non finire mai, nonostante cambi, di moduli, di allenatori, di giocatori, di dirigenti.

Nulla, non cambia…

di Valentino Della Casa

Se la speranza non fosse l’ultima a morire, probabilmente il tifoso del Toro non esisterebbe neanche più. Ieri è stato raggiunto l’ennesimo “punto più basso” del campionato, forse anche della storia del Torino. E la crisi sembra non finire mai, nonostante cambi, di moduli, di allenatori, di giocatori, di dirigenti.

Nulla, non cambia nulla. O meglio, cambia tutto e anche, se vogliamo, il rendimento del Toro: sempre più in basso e sempre meno competitivo, nonostante una piazza che -e non è retorica- rimane ambita da molti addetti ai lavori, convinti (di nuovo, la speranza) di poter contribuire a cambiare una rotta destinata in questo momento verso l’ignoto, verso l’Inferno.

Ieri, contro il Frosinone, abbiamo visto una squadra (o una parvenza di essa) per 20 minuti. Se vogliamo essere tanto generosi, per il primo tempo. Troppo poco per sperare in una reazione, a medio-lungo termine di questo gruppo. Troppo poco, per sperare anche solo in un sesto posto, che potrebbe (ma chissà, il calcio è tutto fuorchè una scienza esatta) allungare l’agonia di un’ennesima annata storta, fatta di progetti vincenti, in estate, e destinata a concludersi -more solito- in “salviamo la baracca” a fine campionato.

Per poi ripartire, con nuove speranze, o forse nuove illusioni e delusioni. Così come ci hanno nuovamente deluso i giocatori in campo ieri, senza idee, senza cattiveria, senza essere “Toro”. Non è stata una partita entusiasmante, anzi, ma è stata tutto sommato una partita nella media. Che in questo caso significa mediocrità, come il campionato in cui il Toro milita, la B, come le partite che da diversi anni il Toro gioca: mediocri.

E adesso, aspettando una reazione che forse non ci sarà, la squadra torna all’ombra della Mole, per preparare un match (a porte chiuse? Ma servono realmente?), contro l’Ascoli, che sa ancora una volta di ultima spiaggia. Cambia tutto, ma resta tutto uguale.

Qualcuno salvi il Toro.

(Foto: M. Dreosti)

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