Salvezza a Gennaio?

Salvezza a Gennaio?

di Alessandro Salvatico

“Sarà la partita della vita”, dice uno dei protagonisti che scenderanno in campo oggi. Non è, però, un giocatore del Torino; non potrebbe esserlo, visto il silenzio-stampa che impedisce ai granata di proferire verbo. Ma chissà se, anche con la libertà di parola, avremmo udito un proposito simile da parte di uno degli uomini…

di Alessandro Salvatico

“Sarà la partita della vita”, dice uno dei protagonisti che scenderanno in campo oggi. Non è, però, un giocatore del Torino; non potrebbe esserlo, visto il silenzio-stampa che impedisce ai granata di proferire verbo. Ma chissà se, anche con la libertà di parola, avremmo udito un proposito simile da parte di uno degli uomini di Novellino.

Le parole sono di Simone Tiribocchi, attaccante del Lecce, ed illustrano l’atteggiamento che i padroni di casa intendono mantenere nella fondamentale partita che si giocherà tra poche ore. Non potendo sapere, come detto, se anche i granata covino simili intenti, dobbiamo limitarci a sperarlo. Ma sarà bene che la nostra speranza sia fondata. Sarà bene che i giocatori del Toro scendano in campo con il fuoco nelle vene e negli occhi, perché oggi la squadra potrebbe vivere la sua terza retrocessione in quel di Lecce.

Retrocessione a Gennaio? Forse sì. La classifica sarebbe molto penalizzante, nell’infausta possibilità, e ne uscirebbe distrutta ogni sicurezza delle poche ancora presenti in questo gruppo. Non perdere, dunque; tornare a non perdere, anzi, dopo 4 mesi e 1 giorno dall’ultima trasferta in cui i granata abbiano trovato un punticino. Vincere sarebbe qualcosa di molto simile ad un’impresa, e non si chiede tanto; un pareggio in uno scontro diretto vale infatti tre punti, non uno.

Novellino reintegra i grandi esclusi di sette giorni fa: Sereni, Natali, Rosina, Bianchi. Sta a loro, ora, dimostrare di non meritare tale momentaneo accantonamento, dopo che (diciamocelo francamente) i loro sostituti hanno dimostrato di non meritare la promozione ricevuta, almeno in molti casi. In realtà, alcune delle soluzioni provate saranno forzatamente ripetute: come Colombo, come Vailatti, a causa di varie assenze che hanno colpito l’organico granata.

Ma non ci possono essere scusanti, chi scenderà in campo oggi dovrà dare tutto se stesso. Sarà un primo passo, e molti altri ne dovranno seguire; a partire da mercoledì, quando all’Olimpico arriverà una Reggina con lo stesso stato d’animo che il Toro ha oggi, reduce da una sconfitta interna contro il Chievo che definire “pesante” è riduttivo. Quattro giorni, due avversarie disperate, quattro punti da fare, due opportunità per arrivare alla salvezza: giocatori e allenatore sappiano che un fallimento finirebbe sul curriculum di ognuno di loro, e sarebbe un fallimento di grande portata.

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