Sassuolo e Torino, testa a testa tra progetti ambiziosi

Sassuolo e Torino, testa a testa tra progetti ambiziosi

Verso l’anticipo / Alla base dei risultati sportivi di due realtà molto diverse tra loro, una programmazione societaria simile

Sabato pomeriggio si sfideranno al Mapei Stadium due formazioni in salute, Sassuolo e Torino, ma soprattutto due squadre costruite sulla base di un’organizzazione societaria seria e con una programmazione alle spalle, elementi che non vanno dati per scontati nel calcio moderno. Sebbene il passato delle due società non sia paragonabile, con i granata di diritto nella storia del calcio italiano e grandi protagonisti di pagine importanti di essa ed i neroverdi che si trovano attualmente appena al terzo campionato di Serie A, esistono parecchi punti in comune tra i due club.

Bologna FC v US Sassuolo Calcio  - Serie A
Festeggia il Sassuolo: in questo momento è sesto in classifica

LA CONTINUITA’ TECNICA  Da quando ha rilevato il Torino nel 2006, Urbano Cairo ha impiegato alcuni anni a comprendere appieno i meccanismi del mondo del pallone e nel corso delle prime stagioni sotto la Mole è rimasto fortemente scottato fino a venire contestato per gli errori commessi. L’imprenditore alessandrino era inoltre noto come “mangia-allenatore” poiché propenso ad esonerare i tecnici in tempi brevi se il campo non produceva i risultati attesi; nella stagione 2011/2012 però cambia tutto: su consiglio del ds Petrachi, Cairo affida la panchina granata a Giampiero Ventura, che è attualmente ancora alla guida del Torino e fresco di ulteriore rinnovo già ufficializzato. In casa Sassuolo invece, il presidente è Giorgio Squinzi addirittura dal 2002: in questi quattordici anni l’imprenditore, amministratore unico dell’azienda Mapei , è riuscito nell’impresa di portare gli emiliani dalla C2 alla Serie A. La storica promozione nella massima categoria italiana arriva nella stagione 2012/2013 con il neo allenatore Eusebio Di Francesco, che verrà poi confermato per gli anni successivi: esonerato per  cinque partite e successivamente richiamato nel corso del primo campionato di Serie A, il giovane tecnico siede tuttora sulla panchina nero verde, segno quindi anche in questo caso di una cercata continuità tecnica.

Udinese Calcio v US Sassuolo Calcio - Serie A
Eusebio Di Francesco, sulla panchina neroverde dal 2012/2013 fatta eccezione per 5 partite

PROGETTI E AMBIZIONI – La continuità tecnica è ovviamente sinonimo di progetto, ed ecco un altro punto che accomuna le due società, la crescita progressiva. Per quanto riguarda Ventura nel corso di queste cinque stagioni la crescita societaria e sportiva è stata mastodontica e sono stati raggiunti di anno in anno obiettivi  sempre più importanti: dalla promozione nel massimo campionato, al mantenimento di quest’ultimo poi poi passare alla qualificazione in Europa League ed alla ricerca della classificazione stabile nelle zone nobili. Il percorso del Sassuolo ricorda quello appena descritto: se nel 2013/2014 l’obiettivo principale, raggiunto, era quello di raggiungere la salvezza, già nella passata stagione i neroverdi hanno cominciato a puntare ad un posto a centro classifica ed evitare le zone calde; quest’anno l’esplosione e l’incredibile sesta piazza che, per ora, li proietta in piena zona Europa.

Petrachi, Maksimovic
Maksimovic è uno dei 14 tesserati granata non italiani: nel Sassuolo sono solamente in tre

ITALIANI O INTERNAZIONALI – Ovviamente Sassuolo e Torino non hanno solamente tratti in comune, ma nel confronto tra le due società emergono anche tratti distintivi ben marcati; i granata sono più “internazionali” mentre per il raggiungimento dei propri obiettivi il club di Squinzi si basa completamente (o quasi) del made in Italy: se i granata infatti contano 33 tesserati dei quali ben 14 sono di altre nazionalità, gli emiliani su 28 tesserati ne contano solamente tre non italiani, si tratta del francese Defrel, del croato Vrsaljko e del ghanese Duncan.

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