Saumel e Barone buone prove

Saumel e Barone buone prove

di Edoardo Blandino

Chi parte dalla panchina può dare un grosso contributo alla squadra. Quante volte avremo sentito questo ritornello. Tuttavia non sempre questo è vero, molto dipende dall’atteggiamento al momento dell’ingresso sul terreno di gioco dei giocatori. Ci sono quelli che ci mettono impegno, cercando di aiutare al massimo la squadra e quelli che entrano svogliati ed…

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di Edoardo Blandino

Chi parte dalla panchina può dare un grosso contributo alla squadra. Quante volte avremo sentito questo ritornello. Tuttavia non sempre questo è vero, molto dipende dall’atteggiamento al momento dell’ingresso sul terreno di gioco dei giocatori. Ci sono quelli che ci mettono impegno, cercando di aiutare al massimo la squadra e quelli che entrano svogliati ed infastiditi dal fatto di essersi dovuti accomodare a bordo campo.

Saumel ieri è entrato grintoso, nonostante De Biasi gli abbia chiesto di giocare in una posizione non sua. Ha cercato in tutti i modi di adattarsi al ruolo non congeniale, mettendosi completamente al servizio della squadra. La sua prova è stata discreta fino al allo scadere della ripresa: niente sbavature o errori, ma allo stesso tempo l’austriaco si era limitato al suo compitino, senza strabiliare. Ma questo fino al 42’, quando l’istinto ha prevalso la razionalità e la gamba ha preparato un tiro che in pochi altri avrebbero avuto il coraggio di provare. Segno di grande personalità, perché tentato al volo, da fuori area e sul finire di una partita, in un momento in cui c’era molto più da perdere che da guadagnare. E lui ci è riuscito, scoccando un tiro perfetto: forte, teso e angolato, che ha battuto un Fontana fino a quel momento impeccabile.

A parte Dzemaili, autore di una grande prestazione, c’è un altro giocatore che merita una menzione: Barone. L’ex di turno ha sfoderato una partita di grande sostanza, affiancandosi perfettamente allo svizzero in fase di interdizione e di proposizione. A tratti sembra tornato ai bei tempi di Palermo, quando si era guadagnato la chiamata al Mondiale tedesco con Lippi. Mette ordine in mezzo al campo e segue attentamente gli inserimenti dei mediani avversari, senza disdegnare di andare al tiro, impegnando severamente il portiere avversario verso la fine del primo tempo. Sembra che insieme al compagno di reparto formino una coppia affiatata che gioca insieme da diverso.

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