Scandalo calcio, weekend decisivo.

Scandalo calcio, weekend decisivo.

Roma – La settimana che si appresta a terminare è corsa via veloce, e ci ritroviamo improvvisamente nel weekend che potrebbe-dovrebbe risultare davvero storico per il nostro mondo del pallone. Domenica sera l’undici di Lippi scenderà in campo a Berlino per disputare la partita della vita contro un’avversaria che è storicamente la bestia nera degli Azzurri, la Francia. La tensione della vigilia sale…

di Redazione Toro News

Roma – La settimana che si appresta a terminare è corsa via veloce, e ci ritroviamo improvvisamente nel weekend che potrebbe-dovrebbe risultare davvero storico per il nostro mondo del pallone. Domenica sera l’undici di Lippi scenderà in campo a Berlino per disputare la partita della vita contro un’avversaria che è storicamente la bestia nera degli Azzurri, la Francia. La tensione della vigilia sale ogni minuto che passa, la voglia di giocare aumenta a vista d’occhio, l’Italia del calcio si appresta a vivere con trepida emozione una, speriamo, magica serata. Parallelamente si sta giocando un altro mondiale, noi crediamo ancora più importante per il futuro di questo sport nella Penisola: quello dei processi e delle accuse (nella foto il presidente della Caf Cesare Ruperto).Si è chiusa la prima settimana delle udienze, se ne sono sentite ed ascoltate di tutti i colori: qualcuno ha ammesso, seppur in maniera velata, di aver commesso, si, qualche “errorino” ma altri, la maggior parte, si sono dichiarati assolutamente innocenti ed estranei. Cosi come l’avvocato di Moggi che dichiara che il Re della Cupola non è imputabile perché delle 100.000 telefonate fatte nell’arco dell’anno sotto inchiesta ne sono state estrapolate solo 40.
Ma i tempi stringono e la chiusura del processo è alle porte, nonostante tutte queste difese o prove di difesa la sensazione è che le richieste di Palazzi vengano quasi totalmente confermate. Le richieste dell’accusa non sono esagerate come qualche personalità (?) si è prontamente scomodata a sostenere, ma ragionevoli, perché persone che hanno brogliato in tale maniera, società che hanno cercato di salire sul gradino più alto del podio cercando favori nelle alte sfere del potere meritano di pagare.
I tifosi, la gente che manda avanti il carrozzone del calcio, sono stati traditi ed ora è il momento di dare un segno forte, deciso. Puniamo chi c’e da punire. Andiamo avanti per la nostra strada, la strada della giustizia, sia che gli Azzurri domenica sera alzino o non alzino al cielo la scintillante coppa d’oro. Ed ovviamente ciò che tutti noi ci auguriamo è una cosa sola (a meno che sapessimo con certezza che vincere il Mondiale significherebbe concedere una scellerata e ingiustificata amnistia).

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