Scozzafava (Corriere della Sera): “A Napoli una strana disaffezione del pubblico”

Scozzafava (Corriere della Sera): “A Napoli una strana disaffezione del pubblico”

L’Intervista / La giornalista ai nostri microfoni: “La squadra di Ancelotti darà il massimo nonostante la distanza dalla Juventus”

di Gianluca Sartori, @gianluca_sarto

Poco più di 48 ore a Napoli-Torino, gara valida per la 24° giornata di Serie A. Nella marcia di avvicinamento alla sfida, ecco un punto di vista vicino alla squadra di Ancelotti: a concedersi alle nostre colonne è stavolta Monica Scozzafava, stimata giornalista del Corriere della Sera e del Corriere del Mezzogiorno che segue le vicende del Napoli.

Monica, quanto tiene il Napoli alla sfida con il Torino? Il secondo posto in classifica sembra ormai cristallizzato.

“Sì, la dimensione direi che è quella, la distanza dalla Juventus (di undici punti, ndr) è considerevole. Il Napoli però tiene molto a tutte le partite. C’è una striscia aperta di imbattibilità al San Paolo che dura da molti mesi e gli azzurri di certo non vorranno interromperla. La squadra di Ancelotti scenderà in campo per trovare i tre punti, anche se più per una questione di morale e consapevolezza nei propri mezzi che per motivi di classifica”.

Come vive l’ambiente questa partita? Non ci sarà esattamente il pienone al San Paolo. 

“La disaffezione del pubblico verso la squadra non è notizia di oggi ma una tendenza degli ultimi mesi. Ciò accade per ragioni diverse e forse incomprensibili; lo stadio è certamente in cattive condizioni, ma la società ha varato politiche di prezzi popolari, ideando anche dei mini-abbonamenti. La squadra però è ormai abituata a vedere uno stadio mezzo vuoto; probabilmente la sorpresa sarà più per Mazzarri, che era abituato ad un colpo d’occhio diverso entrando in campo al San Paolo”. 

Parliamo proprio del mister: a Napoli ha lasciato ottimi ricordi, lo stesso presidente De Laurentiis lo ha elogiato a più riprese di recente. 

“Mazzarri è forse l’allenatore che ha fatto meglio al Napoli considerando il momento storico in cui ha lavorato e la squadra che ha avuto per le mani: parliamo di onesti faticatori come Aronica, Pazienza e Blasi, non dei Koulibaly e Insigne di oggi. E’ stato quello che ha portato il Napoli in Champions League, quello che ha vinto una Coppa Italia per la prima volta dopo tanto tempo; la stessa Coppa Italia che ieri Hamsik ha ricordato nella sua lettera d’addio, è stato un trionfo davvero molto importante per la storia del club”. 

Sarà la prima partita del Napoli senza Marek: tu lo conosci bene, avendo collaborato con lui per la sua autobiografia. 

“Sicuramente la squadra perde una parte della sua identità. Perchè un professionista di questo livello e con questo attaccamento alla maglia e alla città non lo si trova facilmente. Dal punto di vista tecnico-tattico Ancelotti perde un grandissimo giocatore: è vero che sovente non era più titolare, ma nella rosa a mio avviso non c’è un giocatore simile a lui; Fabian Ruiz è un ottimo giocatore ma ha caratteristiche un po’ diverse”. 

A Zurigo Ancelotti si è presentato con i titolari; prevedi turnover per domenica?

“Sicuramente ci saranno dei cambi, Ancelotti è un maestro del turnover e ritiene di avere dei ricambi equivalenti ai presunti titolari. La spina dorsale credo rimarrà quella: Koulibaly, Allan, Ruiz, Milik. Intorno potrebbero esserci dei cambi; non credo che Mertens – che era in tribuna a Zurigo – recupererà in tempo dall’acciacco titolare. Se sì, potrebbe giocare Insigne come esterno di centrocampo, con il belga e Milik davanti”. 

Infine, che Torino ti aspetti? Di recente il Napoli si è spesso divertito con i granata…

“Non credo molto alla cabala e alle statistiche del passato. I risultati roboanti contro il Torino, il Napoli li ha ottenuti quando Mazzarri non era ancora sulla panchina granata. Nell’ultima occasione al San Paolo infatti è finita 2-2. Mi aspetto un Torino che venderà cara la pelle, che non si farà dominare dagli azzurri. La squadra di Ancelotti resta però più forte per valori tecnici e ha giocatori che possono fare gol in qualsiasi momento”. 

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  1. PaoloneGranata - 3 mesi fa

    Se Hamsik avesse veramente tutto questo attaccamento alla maglia e alla città, avrebbe continuato a giocare nel Napoli fino a fine carriera …

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  2. user-13967438 - 3 mesi fa

    Strano, perché sono trent’anni che tutti gli altri sono in calo…
    Forse perché un campionato dove lo stadio ha gli stessi lussi del carcere dell’Asinara ed è più scontato di ascoltare un razzista far discorsi antisemiti ha così tanto da offrire al pubblico…
    Dovrebbero essere millemilamiglioni a stagione invece di qualche centinaio di migliaia.
    Io dato che invece preoccupa i business mano del mondo pallonaro è che sono in calo pure gli abbonamenti tv: lo sanno e tacciono, ma prima o dopo dovranno fare concretamente qualcosa altrimenti niente più soldi in mano e in tasca…
    A me non dispiacerà minimamente.

    Papillon

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  3. Toro 8 Scudetti - 3 mesi fa

    Disaffezione del pubblico generalizzata direi a tutte le squadre di serie A A parte i noti soliti mafiosi Ma questo è quello che hanno voluto le istituzioni del calcio italiane

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  4. ToroMeite - 3 mesi fa

    Strana disaffezione del pubblico? Invece normalissima, perché quella che poteva essere una passione l’avete ridotta ad un tediosissimo spostamento di denari, che favorisce sempre i soliti. E poi pure lo spezzatino delle partite con quelle alle 12.30(!). Ridicolo.

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