Kathmandu Granata: il tifoso del Toro, sopravvissuto al terremoto, ospitato da un tifoso dell’Athletic Bilbao

Kathmandu Granata: il tifoso del Toro, sopravvissuto al terremoto, ospitato da un tifoso dell’Athletic Bilbao

Questo è il calcio che ci piace, non quello fatto di scontri e violenze. L’utente Kathmandu Granata è tornato a scriverci dal Nepal per raccontarci una storia di solidarietà e amicizia: quando lo sport unisce e non divide

Nel mondo dello sport, come in qualsiasi altro, ci sono storie dal grande – grandissimo – peso specifico; alcune di esse sono talmente profonde da lasciare un segno indelebile anche solo a chi le sente raccontate, oltre a chi – naturalmente – quelle storie le vive da protagonista.

La storia di Kathmandu Granata – il tifoso del Toro in Nepal di cui vi abbiamo raccontato qualche giorno fa – comunque, non è un racconto di sport, ma di vita, di felicità e di speranza. Il nostro connazionale granata, infatti, ha vissuto i momenti terribili del sisma che ha devastato il paese asiatico, e nella drammaticità di quegli istanti, è riuscito a salvarsi ed addirittura a seguire il derby contro la Juventus attraverso gli aggiornamenti del nostro sito.

Quell’utente, quell’uomo che ha visto e vissuto insieme alla sua famiglia attimi di puro terrore, ha scritto nuovamente alla nostra redazione, raccontandoci brevemente dei progressi che i soccorsi stanno facendo in quella zona del mondo, ma non solo: il nostro amico, infatti, ci parla di come lui e i suoi cari abbiano trovato rifugio nel giardino di un amico, un basco, di nome Sergio. “Viviamo in tenda, per il momento si dorme ancora fuori..” sono le parole ancora timorose di Kathamandu Granata, che continua, presentandoci ancora una volta il lato più sano e umano del calcio, quello che arriva dove i soccorsi hanno ancora difficoltà a giungere, quello che unisce e non divide: Sergio, infatti, è un tifossissimo dell’Athletic Bilbao, e il nostro amico ci garantisce che “il gemellaggio con i Baschi è storia antica del tipo granata”, aggiungendo che una “linea granata continua a sorreggere la mia vita insieme alla solidarietà e al supporto dei tifosi dell’Atlhletic!”.

Parole vibranti di emozioni anche se appaiono come freddi codici in uno schermo, ma che – in realtà – nascondono un messaggio grande come il mondo: la solidarietà c’è, esiste e vive in mutevoli forme, e Kathmandu Granata ci ha mostrato come anche il calcio possa essere vettore di un’umanità che non è spicciola, ma si fonda sui valori di uguaglianza e bene comune. Sicuramente Sergio ha ospitato il nostro amico non perché granata, ma perché uomo come lui, ma proprio l’incontro di questi due tifosi appassionati, il loro aiuto reciproco in momenti come questi, ci mostra come il calcio può unire anche e soprattutto in un contesto tanto difficile come quello nepalese.

Il calcio è di chi lo ama, e non di chi lancia bombe e spacca nasi: il calcio è anche e soprattutto di Kathmandu Granata e dell’amico Sergio, e di tutti quelli che fanno della propria passione motivo di coesione e non di odio.

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