Se questo Toro fosse un sogno…

Se questo Toro fosse un sogno…

Buonanotte granata/ Dopo l’impresa di Bilbao, che sembra troppo bella per essere vera, crediamo che il sogno possa continuare, perchè il Toro va avanti senza paura!

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Se questo Toro fosse un suono, sarebbe un urlo. Di quelli forti, che ti escono dal petto e dalla gola prima che tu ti riesca ad accorgerti di quello che sta succedendo nella tua mente. Tre, per la precisione. Scuotono il petto e, mentre ti guardi intorno, senti insieme a te altri mille urli, incontrollabili e liberatori, e vedi mille braccia al cielo e altrettanti sorrisi raggianti.

Se questo Toro fosse una qualità, sarebbe la determinazione. Quella che spinge una squadra, in uno stadio gremito di tifosi avversari, sotto una pioggia incessante e insistente, a rialzarsi dopo ogni gol subito, a correre ancora, inciampare, sbagliare e poi, in una pennellata d’artista, segnare. La determinazione di capitan Glik che zoppica, ma si rialza subito, morde e scalpita come un leone. Di un ragazzo come Matteo Darmian, che nelle interviste mi sembrerà per sempre quel bravo figliolo pronto ad aiutare le signore anziane a portare la spesa, mentre in campo diventa una pantera, feroce nel mettere la zampa per chiudere la partita e impadronirsi del pallone per portarselo a casa. Grintoso, lottatore, unico. Il mio eroe indiscusso.

Se questo Toro fosse un reato, sarebbe lo stalking. Quello che, da giovedì sera, subisce da noi tifosi, alla spasmodica ricerca di una pagina, parola, un video o un’immagine che possa far nascere ancora l’emozione di rivivere tutto quello che è successo. Perchè non basta mai, come quando l’amore è troppo bello e cieco e non sente più ragioni. E di quell’ansia d’amore senti di averne ancora bisogno per un po’.

Se questo Toro fosse un peccato, sarebbe l’invidia. Perchè una “piccola squadra”, come ci ho sentito spesso e volentieri definire anche da personaggi di un certo peso, ha compiuto l’impresa che tante “grandi” non hanno potuto. E nei complimenti, alcuni molto sinceri, altri a denti stretti, risuona in sottofondo un po’di incredulità e il desiderio di vivere quella gioia accecante, in cui noi, ora ci stiamo dondolando.

Se questo Toro fosse un concetto, sarebbe il senso di appartenenza. Perchè chiunque giovedì fosse a Bilbao, dentro e fuori dallo stadio, o a Torino, a casa o in un pub, circondato come me da persone di ogni età e provenienza, sono certa che abbia provato in un momento questo sentimento: la condivisione di un sogno. Quella sensazione che noi non possiamo davvero spiegare, che, se non sei così immensamente fortunato da essere nato di sangue granata, puoi solo immaginare.

Potrei paragonare questo Toro a mille emozioni, colori, suoni e opere d’arte, cercando affinità nelle sensazioni che riesce a darmi, ma la verità è che l’unica cosa a cui non potrei paragonarlo è un’altra squadra o un altro popolo. Perchè siamo davvero unici.

Buonanotte granata… e che il sogno continui.

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